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Personaggi

Nataly Kogan e la felicità, un’idea da 2,4 milioni di dollari

08 Ago 2013

Arrivata negli Usa dall’Unione Sovietica a 13 anni, cerca di realizzare il sogno americano. Comincia a creare start up, riesce a venderle bene. E adesso punta sul social network della felicità. Che piace anche ai Rockfeller

Nataly Kogan
È il 1989, Nataly Kogan – che oggi si definisce chief happiness officer – ha solo tredici anni quando lascia l’Unione Sovietica per trasferirsi con la sua famiglia negli States. Arriva a Detroit e da qui in poi la sua è la storia di una ragazza che tenta di realizzare il sogno americano: avere successo, essere felice.
Si potrebbe pensare che la nascita di Happier, il social network della felicità, sia la diretta conseguenza di quella fame di arrivare, di farcela. Sì e no.

Kogan si trasferisce a Boston, lavora sodo, tanto da arrivare a collaborare con  Microsoft e a lanciare una serie di startup tecnologiche fra cui Where, acquistata da PayPal per 135 milioni di dollari. Nei mesi immediatamente successivi, però, si rende conto che successo e felicità sono due cose distinte. È qui che entra in gioco Happier, un social network dove condividere solo momenti positivi, un’idea originale che ha attirato l’attenzione di due società di venture capital, Resolute VC Resolute, sempre alla ricerca di giovani e brillanti imprenditori e Venrock, legata nientemeno che al gruppo Rockfeller, i quali hanno finanziato il progetto con 2,4 milioni di dollari.

“In molti modi, la mia esperienza di immigrata è direttamente collegata alla filosofia che sta alla base di Happier – spiega Nataly Kogan – voglio incoraggiare le persone a trovare qualcosa si positivo in ogni giornata, a fare di più per arrivare a essere felici”.

Ma come funziona?

Se sugli altri social network gli utenti possono postare qualsiasi cosa, utilizzando spesso le piattaforme come canali di sfogo, Happier è incentrato solo sui momenti felici: foto, canzoni, notizie, qualsiasi esperienza purché sia positiva.

Accessibile dal sito internet e in versione iOS, Happier è rivolto a un Target prevalentemente femminile, tra i 18 e i 35 anni e oggi conta oltre 100.000 iscritti, un segnale positivo, dopotutto, che ricorda che almeno in rete c’è ancora qualcuno che ha voglia di sorridere.

Una particolarità?

Al posto del più noto Like di Facebook, anche su Happier è possibile esprimere il proprio gradimento per un post pubblicati, ma attraverso uno smile. Sorride, ovviamente.

di Francesca Tommasi

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