Mondadori compra Anobii, il social network dei libri | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Mondadori compra Anobii, il social network dei libri

11 Mar 2014

Il gruppo di Segrate rileva la piattaforma di social reading per gestire la propria libreria online e scambiarsi opinioni con gli altri lettori. La mossa è un tassello delle strategie della casa editrice dedicate allo sviluppo in ambito digitale

L'home page di Anobii
Per anni è stata la piattaforma di social reading più popolare del pianeta. Poi sono arrivati altri siti come Goodreads a insidiarne il primato. Ma Anobii era e resta uno dei principali social network dedicati ai libri e agli amanti della lettura, con oltre un milione di utenti nel mondo, di cui 300 mila in Italia. E adesso, proprio perché il nostro Paese è uno dei luoghi in cui questa piattaforma ha avuto maggiore successo, Mondadori ha deciso di acquistarla. Le cifre dell’operazione non sono state rese note.

Per il gruppo di Segrate, che di recente ha stretto una collaborazione con Kobo (società che vende e-reader ed e-book), si tratta di un altro passo avanti sul terreno dell’innovazione. Anobii consente infatti di osservare da vicino i gusti e le preferenze dei lettori. “Non c’è alcun business legato ad Anobii. L’idea di fondo è quella di avere un luogo dove ascoltare quello che pensano dei libri i lettori, i nostri più importanti partner insieme agli autori. Questo ci aiuterà ad orientarci meglio nelle scelte di pubblicazione ma non solo”, dice responsabile per Mondadori del progetto Anobii, Edoardo Brugnatelli.

Anobii funziona come una libreria digitale nella quale ogni utente può inserire i propri libri e indicare quali sono i volumi che si stanno leggendo, quelli già terminati e quelli da leggere. Per ogni libreria vengono raccolte statistiche relative alla quantità e all’identità degli iscritti che l’hanno visitata e al numero di pagine e libri letti dall’inizio dell’anno. Per ogni libro, invece, si può specificare il giorno in cui si è dato avvio alla lettura e la data in cui si è letta l’ultima pagina. In più, per ciascun titolo si può esprimere un giudizio e scrivere una recensione.

Ma essendo un social network e non una semplice app per trasferire online la propria libreria, Anobii dà la possibilità di sbirciare nelle librerie degli altri iscritti, “seguirle” per trovare spunti su nuove letture e aggiungere nuovi titoli nella propria wishlist, commentare le scelte di altri lettori, conoscere persone che condividono gli stessi orientamenti in ambito letterario e dare vita a gruppi di lettura. In prospettiva, Mondadori ha già previsto investimenti per incrementare il livello di avanzamento tecnologico della piattaforma e dotarla di nuove funzionalità. “Anobii è la community di lingua italiana di social reading di gran lunga più importante che ci sia sul web. Da anni stava languendo e declinando. Per un gruppo editoriale come Mondadori ascoltare i propri lettori oggi come oggi non è più facoltativo e quindi era necessario dar nuova vita e slancio ad Anobii, onde evitare che quella comunità si spegnesse”, aggiunge Brugnatelli. Inoltre, l’accordo – si legge in una nota – prevede che il team ideatore di Anobii “abbia un ruolo centrale nel progetto per capitalizzare il prezioso patrimonio di conoscenza della comunità e delle sue dinamiche”.
 
Anobii, il cui nome deriva dal tarlo della carta Anobium punctatum, è stata fondata nel 2006 dal cinese Greg Sung a Hong Kong e finora ha catalogato tramite codice ISBN circa 40 milioni di libri. Il servizio è sbarcato in circa venti mercati, tra cui l’Italia, dove si è diffuso dal 2007, ricevendo da subito riscontri positivi. “La nostra missione è da sempre quella di dar vita a una comunità dove i lettori di tutto il mondo possano condividere, approfondire e alimentare la loro comune passione per la lettura e i libri. Con questo accordo abbiamo finalmente le risorse per portare avanti questa missione in modo ancora più incisivo”, ha detto il fondatore.

Dopo una prima fase di grande popolarità, la piattaforma ha conosciuto un periodo complicato intorno al 2010, quando alcuni bug e malfunzionamenti avevano fatto perdere diversi utenti in favore di altri siti come Goodreads e Zazie, o semplicemente dei gruppi di lettura presenti su Facebook. Contemporaneamente, anche la società stessa era entrata in un giro di compravendite per cui era stata rilevata da un’azienda britannica finanziata dal gruppo HMV (che successivamente ha ceduto le sue quote alla catena di supermarket Salisbury) e dalle case editrici Harper Collins, Penguin e Random House.

Tra i versanti su cui la società ha cercato di muoversi per rilanciarsi, già prima dell’acquisizione da parte di Mondadori, ci sono la vendita di titoli online (tramite partnership con piattaforme di e-commerce) e lo sviluppo di app per dispositivi iOS e Android che rendano più facile la fruizione della piattaforma e la ricerca di libri.
 

Articoli correlati