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TECNOLOGIA SOLIDALE

Digital health, quando e come usarla per rendere il paziente più consapevole

di Antonio Palmieri

01 Dic 2017

Oltre 11 milioni di italiani cercano online approfondimenti in ambito salute. Il rischio è ricavarne informazioni sbagliate e rimedi inutili o addirittura dannosi. Ma esistono piattaforme sicure e certificate che sviluppano le potenzialità di Internet a servizio dei malati. Come spiega Alberto Giannini di Portaledellasalute

È di questi giorni la notizia del medico che ha appeso alla porta del suo studio un cartello per dire ai suoi pazienti di non andare da lui per farsi confermare le diagnosi che trovano su Google ma di usare Yahoo. Eppure sono oltre 11 milioni gli italiani che cercano online approfondimenti in ambito salute (dati Gfk-Eurisko 2016).
Il problema però è come evitare di incappare in informazioni sbagliate, che possano indurre a usare “rimedi” inutili o peggio ancora dannosi. Servono luoghi più che sicuri. Uno di questi è Portaledellasalute.it, piattaforma che offre informazioni e sostegno ai pazienti. Con oltre 6,5 milioni di accessi, da oltre 10 anni il portale offre ai pazienti un servizio di informazioni sicure su una serie di malattie (tiroide, cistite, dolore, patologie cardiovascolari, fertilità, ecc.) attraverso il supporto diretto dei medici.
Ciò avviene tramite il servizio “L’esperto risponde”, dove alcuni tra i massimi specialisti italiani nelle rispettive aree terapeutiche rispondono, pro bono, alle domande dei cittadini.
“Sono circa 10.000 le domande evase fino ad oggi. Siamo riusciti – dice Alberto Giannini, direttore responsabile del portale – a creare un filo diretto quotidiano a disposizione del pubblico, offrendo rassicurazioni e chiarimenti, aiutando i pazienti a confrontarsi con la patologia e rendendoli parte consapevole e responsabile del percorso di cura. La nostra esperienza, con gli otto siti tematici “satellite” del portale, dimostra che il canale diretto medico-paziente agevolato dal contesto digitale possiede un enorme potenziale, in grado di innescare un circolo virtuoso in cui prevenzione e cura siano sempre più efficaci”.
“Tuttavia, perché la cosiddetta digital health possa favorire un reale miglioramento della qualità di cura, – conclude Giannini – è necessario inquadrare la questione all’interno di un nuovo modello di riferimento, centrato su un elemento cruciale per un approccio responsabile alla salute: il patient empowerment. Il digitale va usato per favorire la conoscenza e incoraggiare la consapevolezza dei pazienti.”.
Tutto questo può essere fatto solo da professionisti competenti. Per evitare che altri medici ricorrano al cartello appeso fuori dalla porta dello studio…

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Antonio Palmieri

Antonio Palmieri, milanese, esperto di comunicazione, deputato. Da quando c'è Internet sono curioso della Rete. Dal 2002 cerco di valorizzare le possibilità che il digitale offre per una vita migliore

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