La storia

U2B, cosa succede quando uno studente incontra un’azienda

«Partecipare ai contest mi piace, guadagno qualcosa e arricchisco il curriculum» dice Mattia Mellone, universitario barese, a proposito della piattaforma che fa incontrare imprese e giovani attraverso gare online. Lui ha partecipato a una indetta da HP e ha vinto. E da allora è diventato “vincitore seriale”

Pubblicato il 24 Ago 2015

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Mattia Mellone

“Un mio amico studente di ingegneria meccanica fino a poco tempo fa portava le pizze a domicilio per guadagnare qualcosa, l’ho convinto a partecipare alle gare di U2B, ha vinto e mi ha confessato che la somma guadagnata è l’equivalente di diverse settimane di lavoro con le pizze. Ma in questo caso ha lavorato a un progetto attinente ai suoi studi e ha potuto arricchire il curriculum”. A dirlo è Mattia Mellone, 23 anni, originario di Triggiano (Bari), studente di Ingegneria Informatica al Politecnico di Bari e “vincitore seriale” di U2B, il primo marketplace dove i giovani talenti universitari e le imprese possono conoscersi, incontrarsi e interagire con reciproco vantaggio.

Da oltre un anno questa startup propone contest online, cioè gare attraverso le quali le società assegnano un progetto agli studenti della community. A tutt’oggi, in oltre un anno di attività, U2B ha realizzato circa 50 progetti per le aziende, mettendo a disposizione degli studenti compensi per un totale di oltre 40.000 euro. Mattia Mellone ha iniziato l’anno scorso, in autunno, partecipando a un contest indetto da HP che ha coinvolto una ventina di giovani nello sviluppo del concept e della creatività della campagna per il lancio di nuovi prodotti della famiglia server. “Uno studente del Politecnico di Milano – ricorda – pubblicò sul gruppo Facebook della mia università le informazioni su U2B. L’iniziativa mi colpì, scoprii che HP aveva indetto un contest, partecipai e arrivai primo. Da allora mi sono lasciato trasportare e ho partecipato anche ad altri”.

Mellone è arrivato quarto alla gara indetta da Everis, multinazionale della consulenza, ha vinto un’altra gara organizzata da una telco ed è tra i primi dieci vincitori di un concorso indetto da Vittoria Assicurazioni.Si è così appassionato alla piattaforma che ha partecipato alle tappe su Cagliari e Napoli del tour promozionale organizzato da UniversityBox nelle prime tre settimane di maggio.

Della sua “prima volta”, la gara di HP, dice: “L’azienda cercava idee per una nuova campagna di marketing per i suoi service: in pratica metodi alternativi per sponsorizzare qualcosa di non convenzionale. L’ideazione non mi ha fatto perdere troppo tempo e ha prodotto risultati: è questo il bello, se uno ha lo spunto giusto è sufficiente mezza giornata per realizzare un piccolo progetto”. Nel suo caso ha guadagnato 250 euro, cifra di tutto rispetto per uno studente lavoratore.

“È stato il mio primo vero contatto con il mondo del lavoro” prosegue. “In passato avevo svolto lavoretti non remunerati”. Adesso sta sperimentando i vantaggi del crowdsourcing. “Se uno ha un’idea che funziona, magari è l’idea del secolo ma non è capace di portarla avanti, è meglio metterla in compartecipazione o darla a qualcun altro”, dice Mattia. Inoltre quando partecipo a una gara, penso a cose alle quali non avrei pensato altrimenti e ricevo comunque degli stimoli. Inoltre sono convinto che se uno ha un’idea interessante, e la porta avanti in modo corretto, non può non vincere. Le uniche gare che non ho superato sono le più tecniche, quelle per le quali erano richieste competenze che effettivamente non possiedo”. (L.M.)

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