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Stefano Brandinali cambia ma resta nel pharma: da Chief Innovation Officer di Angelini a CIO di Chiesi



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Il cambiamento di Stefano Brandinali è un segnale del profondo cambiamento in corso nell’industria farmaceutica. Il manager ha lasciato il Gruppo Angelini che, nel 2025, ha affrontato una riorganizzazione

Pubblicato il 22 gen 2026



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Stefano Brandinali è il nuovo Chief Information Officer di Chiesi Farmaceutica, dopo aver lasciato la posizione di Chief Innovation Officer di Angelini Industries, dove era entrato nel marzo 2023: un cambiamento sempre in ambito Pharma che arriva dopo una profonda riorganizzazione all’interno di Angelini Industries e in un momento l’intero settore è sottoposto a una forte pressione di innovazione digitale, adesso amplificata dalla diffusione dell’intelligenza artificiale. Basti ricordare che ChatGPT a inizio 2026 ha lanciato il suo assistente per la salute personale: ChatGP Health, appunto

Il cambiamento di Brandinali, quindi, è anche un segnale di come stia cambiando il ruolo della tecnologia nel settore farmaceutico e, più in generale, come stiano evolvendo le figure chiamate a governarla. In un contesto in cui dati, piattaforme digitali, intelligenza artificiale, cybersecurity e compliance regolatoria sono sempre più intrecciati ai processi core dell’azienda, il CIO torna a essere – o diventa definitivamente – una figura strategica, che deve avere anche un background di innovazione.

Stefano Brandinali nei quasi tre anni di lavoro in Angelini ha familiarizzato con le dinamiche del settore farmaceutico, chiamato ad affrontare sfide tecnologiche sempre più complesse: la gestione dei dati clinici e real-world, l’uso dell’intelligenza artificiale nei trial e nei processi regolatori, la cybersecurity, la digitalizzazione della produzione e la misurazione dell’impatto ambientale e sociale. In questo contesto il suo ruolo sarà quello di una figura di equilibrio tra innovazione e rigore, tra velocità e affidabilità.

Chi è Stefano Brandinali, il suo percorso professionale

Stefano Brandinali ha costruito la propria carriera all’interno di grandi gruppi industriali e multinazionali, maturando una solida esperienza nella gestione di sistemi complessi e programmi di trasformazione. Laureato con lode in Matematica all’Università di Milano, ha ricoperto ruoli IT in multinazionali come Kraft/Mondelez e Bolton Group, per poi approdare a Ferrero, dove ha svolto prima il ruolo di PMO Director e successivamente quello di Area IT Director.

Dopo una parentesi come Regional IT Director in Walgreens Boots Alliance, Brandinali entra in Prysmian Group, dove rimane per diversi anni assumendo un doppio incarico che segna una tappa importante del suo percorso: Group CIO e Chief Digital Officer. È in questa fase che il suo profilo si consolida come figura capace di tenere insieme infrastruttura tecnologica, strategia digitale e cambiamento organizzativo.

Nel 2023 arriva la nomina a Group Chief Innovation Officer di Angelini Industries, ruolo pensato per dare struttura e visione a un insieme di iniziative che spaziano dall’open innovation al corporate venture capital, dalla sperimentazione tecnologica alla collaborazione con l’ecosistema esterno. Dal 2026, Brandinali assume anche l’incarico di Chief Innovation & Technology Officer di Angelini Pharma,la società focalizzata sui farmaci, rafforzando il legame tra innovazione e business farmaceutico.

Una visione pragmatica dell’innovazione

Per Stefano Brandinali l’innovazione non è mai stata una sequenza di progetti “alla moda” o come una corsa all’ultima tecnologia. Dai suo interventi pubblici emerge una visione fortemente pragmatica: la tecnologia è un abilitatore, non un fine, e l’innovazione funziona solo se è inserita in processi, governance e competenze adeguate.

Nei suoi interventi pubblici e nei contenuti realizzati in Angelini, Brandinali insiste spesso su alcuni punti chiave: l’innovazione come capacità diffusa nell’organizzazione, la centralità delle persone e delle competenze, il ruolo dei dati come infrastruttura di base, l’importanza di rendere scalabili le sperimentazioni. Un approccio particolarmente rilevante in settori regolati come il pharma, dove ogni cambiamento deve reggere il confronto con qualità, sicurezza e compliance.

Clicca qui per ascoltare un podcast in cui Stefano Brandinali parla di innovazione, lavoro di squadra e intelligenza artificiale.

Angelini, la riorganizzazione e le prospettive

Il passaggio di Brandinali a Chiesi si colloca in una fase in cui Angelini Industries ha affrontato una profonda riorganizzazione e una revisione del suo percorso strategico.

Dopo un 2024 sostanzialmente positivo, il 2025 si apre con diversi elementi di complessità. Da un lato, secondo diverse indiscrezioni di mercato, l’interesse di Recordati e del suo azionista CV Capital per un’acquisizione del gruppo e la creazione di un maxi-polo della farmaceutica che poi è sfumato, mentre restano le voci del possibile ingresso di nuovi soci. Dall’altro lato l’avvio di una riorganizzazione interna che ha portato alla riduzione di personale e poi all’emergere di una nuova strategia di diversificazione.

In questo contesto si colloca il lavoro sull’innovazione svolto negli ultimi anni e che adesso attende conferma e leadership. Angelini ha investito in modo strutturato su open innovation e corporate venture capital, attraverso Angelini Ventures, che è il più grande fondo di corporate venture capital attivo in Italia, di cui EconomyUp ha scritto spesso. Un’impostazione che accompagna la crescita del gruppo, ma che oggi si misura con un contesto più maturo, in cui l’innovazione deve integrarsi sempre più strettamente con efficienza, governance e sostenibilità industriale.

Stefano Brandinali in Chiesi

Il passaggio di Brandinali si deve leggere guardando anche Chiesi Farmaceutica. Il gruppo parmense è una multinazionale biofarmaceutica con un forte orientamento alla ricerca, una crescita costante e una identità sempre più legata a temi di sostenibilità e impatto, tanto da essere diventata B Corp. I ricavi si attestano intorno ai 3,4 miliardi di euro, con una presenza internazionale significativa.

Negli ultimi anni Chiesi ha rafforzato il proprio approccio all’open innovation, avviando collaborazioni con hub internazionali e programmi dedicati, come le call sviluppate con Plug and Play, attività guidate da Fabrizio Conicella, vicepresidente responsabile del Center of Open Innovation & Competence. In parallelo, la digitalizzazione dei processi di R&D, manufacturing, quality e supply chain sta diventando un fattore critico per sostenere la crescita.

In questo scenario, il ruolo del CIO assume un peso diverso rispetto al passato: non solo gestione dell’IT, ma governo dei dati, delle piattaforme, della sicurezza e dell’integrazione tra tecnologia e processi scientifici. È qui che il profilo di Brandinali – meno legato a un’innovazione “di frontiera” e più orientato alla messa a terra e alla scalabilità – trova una nuova coerenza.

In Chiesi, la tecnologia è presidiata da un insieme di figure che lavorano in stretta connessione con le funzioni scientifiche e operative: IT, digital transformation, data governance, cybersecurity e innovazione applicata. Il CIO si colloca al centro di questo sistema, con la responsabilità di garantire affidabilità, sicurezza e capacità evolutiva delle piattaforme tecnologiche.

L’arrivo di Brandinali rafforza questa impostazione, portando una figura abituata a lavorare sulla governance della trasformazione, più che sulla singola iniziativa digitale.

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