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Roma, mezzo secolo di innovazioni (e occasioni perdute…)

26 Set 2014

Dal 3 al 5 ottobre una mostra raccoglie 50 anni di oggetti, progetti, eventi che hanno lasciato il segno. A partire dalla macchina Programma 101, il primo personal computer della storia presentato da Olivetti nel 1964. Ma mai sviluppato con la dovuta convinzione

Un esemplare di P101, il primo personal computer della storia prodotto da Olivetti
La storia dell’innovazione tecnologica e digitale italiana comincia nel 1964, secondo la mostra “50 years of italian breakthroughs “, aperta all’Auditorium Parco della Musica di Roma dal 3 al 5 ottobre in occasione dell’Innovation Week e curata da Andrea Granelli. E un motivo c’è. Concreto. Il 1964 è l’anno della fiera americana, New York, in cui venne presentata da Olivetti la P101, una macchina  considerata il primo personal computer al mondo e che tante nostalgie di occasioni mancate produce ancora oggi fra investitori, tecnologhi e startupper.  

Sono 5 decadi di “rotture” che corrispondono a oggetti o eventi che hanno lasciato il segno. Eccone alcuni solo per aiutare a comprendere come l’oggi sia il frutto di un passato fatto di alti e bassi.

•  P101 di Perotto/Olivetti (1964)

•  Valentine di Sotsass/Olivetti (1969)

•  Intel 4004 – primo microprocessore al mondo – di Faggin/Intel (1971)

•  Telepass di Fondazione Guglielmo Marconi, Olivetti, Marconi Italiana e GiugiaroDesign (1990)

•  Smart Metering – contatore intelligente di ENEL (2001)

•  Accelerometro (Mems) per Nintendo di ST Microelectronics (2005)

•  Cyberhand, mano robotica con sensori tattili sviluppata alll’ArtsLab della Scuola Superiore S.Anna di Pisa (2005)

•  Arduino la scheda microprogrammabile opensource di Massimo di Banzi (2005)

•  Analog Inkject Printer per la stampa di oggetti fisici di grandi dimensioni (usando granuli e non polveri o inchiostro) di Enrico Dini (2007)

• iCub, il robot “bambino” sviluppato dall’Istituto Italiano di Tecnologia (2009)

 

«L’evento non vuole essere solo una celebrazione ma soprattutto un percorso, un’indicazione per il futuro del digitale in Italia», spiega Granelli. « Vuole anche essere una occasione di incontro fra i giovani e le nuove tecnologie su cui organizzare visite scolastiche, workshop e momenti di approfondimento, convegni sull’innovazione e il digitale o semplicemente momenti di confronto sul contributo delle tecnologie digitali al futuro del nostro Paese»

La mostra è progettata per essere itinerante: non richiede grandi spazi ed è stata allestita in modo da semplificare il montaggio, smontaggio e trasporto. L’idea di replicare la mostra è di creare occasioni sul territorio nazionale di divulgazione e approfondimento dei temi della cultura digitale, legando ad ogni nuovo luogo in cui la mostra verrà allestita un insieme di attività divulgative e convegnistiche.

Redazione

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