Retail, Samsung e L'Oréal creano insieme il parrucchiere 2.0 | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Co-innovazione

Retail, Samsung e L’Oréal creano insieme il parrucchiere 2.0

26 Apr 2017

Altri argomenti

Vetrine-display, tablet e app per scegliere acconciature e trattamenti. Il big dell’elettronica e la multinazionale del beauty hanno stretto una partnership per la digitalizzazione dei negozi e dei servizi. Dopo due progetti pilota a Milano, è previsto il lancio del format in Italia e in Europa

Un colosso internazionale dell’elettronica, Samsung, e un big del beauty, L’Oréal, si sono alleati per un progetto che punta a migliorare il business dei parrucchieri: l’esperimento è partito circa un anno fa da Milano, ma nel prossimo futuro dovrebbe estendersi al resto del Paese. Obiettivo: trasformare il vecchio negozio in un Salon Emotion Digital 2.0

Samsung ha da tempo deciso di seguire la strada della co-innovazione realizzando vari progetti in collaborazione con i partner, tecnologici e non. D’altra parte L’Oréal, una delle poche multinazionali che controllano la produzione di cosmetici e prodotti di bellezza nel mondo, persegue con determinazione percorsi di open innovation, modalità attraverso la quale ricerca l’innovazione al di fuori del perimetro aziendale. Dopo aver acquistato quote dell’incubatore londinese Founders Factory, a febbraio scorso ha selezionato le prime 5 startup digitali che saranno sostenute nel loro sviluppo dal programma di accelerazione dell’organizzazione britannica.

Open innovation, L’Oréal punta su cinque startup del beauty-tech


È quindi una multinazionale aperta ad accordi e collaborazioni, come conferma il progetto intrapreso con Samsung.

Co-innovazione, che cos’è e perché le aziende non possono farne più a meno

“Quello con L’Oréal è un case study concreto di come facciamo attività in collaborazione con i partner” dice Antonio Bosio, Product & Solutions Director di Samsung Electronics Italia. “Sono venuti da noi – prosegue – con specifiche esigenze: hanno una serie di prodotti professionali per saloni da parrucchiere, con un principio attivo molto più elevato rispetto ai prodotti consumer che si trovano sugli scaffali dei supermercati, eppure non riescono a venderli come vorrebbero. Uno dei problemi è che, come abbiamo verificato, le signore vanno sempre meno frequentemente dal parrucchiere perché non lo vivono come un luogo piacevole: a volte le attese sono prolungate e i trattamenti necessitano di alcune ore. Il rischio è la noia”.

La partnership SamsungL’Oréal, descritta anche in questo videopunta a rendere l’esperienza più divertente attraverso la tecnologia, in modo da intrattenere le signore, convincerle a tornare con maggiore frequenza nel salone e incentivarle ad acquistare i prodotti proposti.

Come? A Milano sono due i progetti pilota. “Insieme a Samsung abbiamo sviluppato per primi un intero ecosistema di prodotti e soluzioni in grado di interagire a 360 gradi con i visitatori, combinando affidabilità, design e versatilità”, spiega Antonio Martinez Rumbo, direttore generale L’Oréal, divisione Prodotti Professionali.

Uno dei punti di forza dell’iniziativa sono le vetrine, dotate di schermi LFD Samsung che attraverso un sensore comunicano messaggi mirati alla cliente di passaggio. Di solito i negozi di parrucchieri hanno vetrine non animate dove, a volte, sono appesi cartelloni poco attraenti. In questo caso appaiono immagini in movimento con inviti a entrare in negozio, un metodo per catturare l’attenzione di chi sta passando per strada.

Gestori e dipendenti del salone sono inoltre dotati di tablet che possono usare per mostrare alla cliente determinate pettinature e fornire consulenze sul tipo di prodotto necessario per i suoi capelli. Attraverso i lettori di codice a barre, è possibile avvicinare il prodotto e avere sul monitor una sua descrizione completa.

Infine, scaricando un’apposita applicazione, la cliente potrà ricevere sul proprio dispositivo promozioni e offerte mirate.

“In pratica con queste tecnologie possiamo conoscere e riconoscere la consumatrice appena entra in salone” spiega Antonio Martinez Rumbo.

L’Oréal contribuisce in parte alle spese, ma è previsto un impegno economico anche da parte dell’imprenditore, che evidentemente scommette sulla possibilità di incentivare i propri ricavi grazie all’investimento in tecnologia.

“Spesso l’innovazione è utilizzare cose che ci sono già, ma in modo diverso da prima” sottolinea Bosio, che annuncia l’espansione del progetto. “Altri saloni di questo tipo saranno attivati nei prossimi mesi in Italia. Inoltre il board de L’Oréal ha preso visione dell’iniziativa, l’ha apprezzata e l’idea ora è di allargarla anche ad altri Paesi europei. Quello che abbiamo capito – prosegue il manager – è che non esiste una sola configurazione plug and play per tutti i negozi in Europa. Quindi il progetto sarà pensato salone per salone, in funzione degli spazi disponibili e della propensione all’utilizzo delle tecnologie da parte dell’imprenditore”.

Altri argomenti

di Luciana Maci

Articoli correlati