Pelliconi ferma la produzione per coinvolgere tutti nell'innovazione

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Pelliconi ferma la produzione per lanciare il programma di Intrapreneurship



Pelliconi, azienda italiana leader mondiale leader nella produzione di tappi e chiusure, per coinvolgere tutti i dipedenenti nel lancio del programma di Intrapreneurship ha fermato gli impianti per due ore. Perché investire sui dipendenti rende e l’innovazione non può essere confinata in una funzione aziendale

di Alberto Onetti

04 Ott 2022

Pelliconi è leader mondiale nella produzione di tappi e chiusure

Pelliconi è una delle tante eccellenze italiane. Nata a Bologna nel 1939, si trasferisce ad Ozzano negli anni Sessanta. Con i suoi 40 dipendenti era una delle poche aziende sulla oggi trafficatissima Via Emilia (come Netflix ci ha ricordato, Ozzano è stato anche il quartier generale di Wanna Marchi; negli anni Novanta il locale ufficio postale straripava dei suoi pacchetti).

Oggi Pelliconi produce oltre 33 miliardi di tappi all’anno ed è leader mondiale nella produzione di tappi e chiusure.

Lunedì e martedì scorso ha fermato le linee di Atessa (provincia di Chieti) e di Ozzano per due ore. Mal contati significa la mancata produzione di oltre un milione di tappi.

Nessuno sciopero. Solo per evitare che nessuno potesse essere impossibilitato a partecipare alla presentazione del nuovo programma di Intraprenuership perché di turno o impegnato nell’operatività di business.

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Nel mondo della finanza si dice che gli unici messaggi credibili siano quelli “costosi”. Fermare dozzine di macchine che producono 5000 tappi al minuto è uno di questi.

Sul fronte dell’innovazione, spesso diciamo che senza “top level buy-in” nessuna iniziativa può andare lontano. La presenza di amministratore delegato, direttore generale e tutte le prime linee sono un segnale forte al riguardo.

Ma perché un Intrapreneurship program oggi in un contesto di grande incertezza – mercati, materie prime, … – e crisi (possibile recessione alle porte)? 3 motivi.

  1. L’innovazione non può essere confinata in una funzione dedicata. Un’unità dedicata all’open innovation serve. Ma da sola, senza il supporto delle business unit e delle altre funzioni non può mettere a terra nulla. L’ Intrapreneurship aiuta a diffondere lo spirito imprenditoriale a tutti i livelli. Se non a rendere l’innovazione “everyone’s everyday work” (slogan eccessivamente ottimistico) permette di ridurre considerevolmente le barriere che naturalmente le organizzazioni alzano di fronte al nuovo.
  2. Le aziende che non riescono ad innovare non hanno futuro. Indi concentrarsi al 100% sull’oggi, sull’Ebitda e sull’efficienza operativa non è una strategia perché non è sostenibile nel tempo. Innovare non è un costo, ma una polizza assicurativa.
  3. Le aziende che investono nei propri dipendenti hanno sempre un ritorno. Abituare i dipendenti ad affiancare spirito imprenditoriale alle proprie abilità operative è, oltre che un incredibile anti-aging per l’azienda, una grande opportunità anche per loro.

Perché come ha detto bene Marco Checchi, attuale amministratore delegato di Pelliconi: “Non sappiamo cosa il mercato vorrà tra 5-10 anni. L’unica certezza è che quello che facciamo oggi così come le competenze che abbiamo non saranno più sufficienti. Indi dobbiamo essere pronti a cambiare ed evolvere. Noi come azienda e voi come professionisti”.

“Evolve or be extinct”, come ripetiamo noi a Mind the Bridge (e ce lo stampiamo sulla maglietta per aiutare a ricordarcelo).

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Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.