Open Innovation nella pubblica amministrazione: l’esperienza di Transport for London - Economyup

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Open Innovation nella pubblica amministrazione: l’esperienza di Transport for London



Un esempio di collaborazione virtuosa tra pubblico e startup è Transport for London, l’ente responsabile di gran parte del network di trasporti della capitale inglese: ha dato accesso ai propri dati e sfruttato le collaborazioni con realtà innovative. E non solo…Ecco i dettagli di questo case study

di Alberto Onetti

17 Ago 2021


Transport for London

Open Innovation e pubblica amministrazione. Sembrerebbe un binomio impossibile. Invece no.

Il modo migliore per dimostrarlo è portare esempi di collaborazione virtuosa tra pubblico e startup.

Lo scorso mese vi avevo descritto l’esperienza di Health Service Executive (HSE), che è l’equivalente della NHS inglese e del nostro SSN. Rimando all’articolo (oltre che alla Mind the Chat  con Martin Curley, Director Digital Transformation and Open Innovation) per approfondimenti.

Questa settimana voglio soffermarmi su un’altra esperienza, quella di Transport for London (TfL), l’ente responsabile per gran parte del network di trasporti della capitale inglese.

Ci sono due aspetti che rendono interessante il caso di TfL. In particolare due sono stati i passaggi chiave del loro processo di apertura all’open innovation.

  • Dai accesso ai tuoi dati

Il primo passo di TfL è stato dare accesso a tutti i propri dati (orari, itinerari, tariffe) via API. Il risultato  che oggi ci sono oltre 700 app sviluppate da terze parti che aggiungono valore ai servizi di Transport for London. “C’è una correlazione diretta tra open data e open innovation”, ha ribadito Rikesh Shah, Head of Commercial Innovation di TfL nella nostra recente Mind the Chat. “La decisione di dare accesso ai nostri dati non è stata semplice. C’era il timore che qualcuno potesse trarne vantaggio. Ma poi ci siamo convinti che saremmo stati noi ad avere il beneficio maggiore”.  “Avevamo anche dubbio  sulla tenuto del nostro sistema. Perciò abbiamo iniziato prima ad aprire gli static data e solo in un momento successivo abbiamo dato accesso ai dynamic data”.

 

  • Ribalta la concezione di procurement

La pubblica amministrazione per sua natura adotta un concetto molto rigoroso di procurement: specificare in modo estremamente dettagliato quello che vogliono acquistare (soluzione cercata) e chiedere ai fornitori di fare delle proposte.

L’Open innovation invece si basa su un principio opposto. Presentare un problema  e chiedere al mercato di identificarne una soluzione, senza porre limiti e condizioni. “The concept is developed, trialled and then scaled. It’s a new way of working with the market” puntualizza Rikesh. Che anche segnala come “ci sia spesso una percezione (sbagliata) di conflitto tra Procurement ed Innovation. Ma questo conflitto è più culturale che reale. Noi non siamo dei mavericks che vogliono solo breaking things. Alla fine vogliamo la stessa cosa dell’ufficio acquisti: portare a casa le migliori soluzioni al prezzo più basso”.

Al riguardo TfL ha usato con successo lo strumento delle Innovative Partnership Procedures, una procedura europea di gara, speciale e flessibile, per l’aggiudicazione di contratti di appalto complessi e innovativi. “Lo strumento funziona molto bene per aprire le gare pubbliche alle startup. Purtroppo è  molto poco conosciuto ed è quindi difficile trovare use cases e best practices, con l rischio di sbagliare (che nella pubblica amministrazione spesso porta alla paralisi). Noi chiediamo alle startup due pagine di descrizione del servizio proposto e sei mesi di runway”.

Rimandando ad un mio articolo dedicato su Sifted (Financial Times) per avere maggiori dettagli sui casi specifici di collaborazione tra TfL e startups, chiudo riprendendo le 3 cose che secondo Rikesh Shah non possono mancare per innovare la pubblica amministrazione :

  1. Buy-in: Assicurati di avere supporto a tutti i livelli: leadership, operations e soprattutto i tuoi utenti.
  2. Comunicazione: Sii molto chiaro e semplice nel comunicare quello che vuoi fare e gli obiettivi che vuoi raggiungere, sia all’interno che all’esterno.
  3. Gradualità: “Start small and build confidence”.
Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.