Open Innovation: così la Generazione Z aiuta le aziende a innovare - Economyup

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Open Innovation: così la Generazione Z aiuta le aziende a innovare



Venire a contatto con la generazione Z per capire quali idee e necessità hanno in serbo per il prossimo futuro è fondamentale per le aziende. Ecco alcuni esempi di collaborazione tra imprese e studenti nate dell’ambito dell’ultima edizione dell’Osservatorio Startup Intelligence

di Erica Moretti

08 Lug 2022


La Generazione Z e l'open innovation

In questi ultimi otto anni l’Osservatorio Startup Intelligence ha accompagnato oltre 100 imprese nel loro percorso di trasformazione digitale favorendo la cultura dell’Open Innovation e dell’imprenditorialità in impresa attraverso la contaminazione con il mondo delle startup e con la community degli Innovatori. A ogni edizione arricchisce il proprio programma di attività per soddisfare la crescente necessità di innovare. Oggi conta un ricchissimo palinsesto di cui le aziende partecipanti possono usufruire nel corso dell’anno.

Tra le diverse soluzioni a disposizione per stimolare azioni di Open Innovation, l’Osservatorio Startup Intelligence offre alle aziende partner la possibilità di lavorare insieme agli studenti del corso di Leadership & Innovation e del Digital Business Innovation LAB del Politecnico di Milano. Le aziende hanno infatti la possibilità di fornire il brief aziendale per i project work che gli studenti in gruppo svilupperanno con le proprie soluzioni. Un’opportunità di collaborazione unica per venire a contatto con la generazione Z e per capire come sta cambiando il modo di pensare dei più giovani e quali idee e necessità hanno in serbo per il prossimo futuro. Tuttavia, anche per gli studenti questa attività rappresenta un importante momento di crescita personale poiché permette di venire a contatto con il mondo del lavoro e con aziende innovative di sicuro interesse. Per le aziende questi progetti rappresentano talvolta anche un’efficace strumento di brand awareness che, nei mesi di lavoro, permette di conoscere e intercettare brillanti menti che possono portare un concreto e proficuo contributo nell’azienda di riferimento.

Questa attività ha avuto sin dalla sua genesi una significativa adesione tra le aziende partner dell’Osservatorio, che hanno sempre accolto con entusiasmo la volontà di fare Open Innovation anche in questa modalità non convenzionale e spesso sottovalutata o addirittura non considerata. Con grande piacere possiamo dire che nel corso di questi anni sono stati coinvolti oltre 200 studenti e sono stati lanciati 15 brief.

Acea, BNP Paribas Leasing Solutions, Credem, Edison, Ferrovie dello Stato Italiane, Gruppo Enercom, Inail Leonardo, Parmalat, Pelliconi, Simonelli Group, Siram Veolia e Smartpaper: ecco le aziende che in queste ultime edizioni si sono messe in gioco proponendo agli studenti specifici brief su alcune tematiche di innovazione. Protagoniste dei project work svolti nel 2022 sono state Credem, Leonardo e Parmalat.

Credem ha lanciato un brief focalizzato sull’esperienza del cliente legata all’utilizzo di chatbot e voicebot, ponendo un accento particolare alla privacy degli utenti. Un tema molto delicato soprattutto in ambito bancario. Obiettivo della sfida è stato quello di ridisegnare il processo di interazione con la banca, a seguito dell’eventuale adozione di voicebot.

Il brief lanciato da Parmalat si è, invece, focalizzato sull’ottimizzazione dell’utilizzo dei dati provenienti dalla filiera casearia, tenendo conto anche della sua sostenibilità ambientale. In questo caso, l’obiettivo del progetto è stato il rintracciamento di nuove tecnologie e nuove metodologie in grado di raccogliere ed elaborare i dati raccolti per ottimizzare l’efficacia e l’efficienza dei processi di raccolta del latte.

Leonardo, infine, ha proposto un brief dedicato alla digitalizzazione delle proprie officine di produzione degli elicotteri, con l’obiettivo di standardizzare i processi e le linee di assemblaggio e al contempo monitorare tempestivamente KPI di produzione. Il compito degli studenti è stato quello di definire una roadmap strategica di evoluzione delle officine considerando le tecnologie attuali e future, e i migliori processi e tecnologie industriali della categoria.

Nei quattro mesi di svolgimento dei lavori sono state organizzate anche attività di approfondimento che hanno permesso agli studenti di entrare nel vivo delle attività quotidiane delle rispettive aziende che hanno messo a disposizione i propri manager. Credem ha infatti invitato i ragazzi in filiale, mentre Parmalat ha organizzato una visita agli stabilimenti di produzione.

Questa attività, optional del programma Startup Intelligence, verrà riproposta anche nella nona edizione di Startup Intelligence partita lo scorso 30 giugno con l’evento di kickoff. A bordo contiamo già oltre 30 aziende ma le adesioni sono aperte!

 

Erica Moretti

Laureata in Management dell’Innovazione e dell’Imprenditorialità presso l’Università degli Studi di Milano, è Community specialist dell'Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano