MyCity, la prima città al mondo per auto connesse e senza conducente | Economyup

Innovazione urbana

MyCity, la prima città al mondo per auto connesse e senza conducente



Nasce a Detroit dalla collaborazione dell’Università del Michigan e una serie di aziende private per testare i veicoli del futuro: grande come 13 campi di calcio, simula tutti i dettagli di una vera metropoli

di Barbara Bosco

10 Ago 2015


Ha una grandezza pari a circa 13 campi da calcio, strade fino a 4 corsie, incroci, strisce pedonali, semafori, rampe, tunnel, dossi, edifici, marciapiedi, ostacoli di vario genere, alberi, parcheggi, porta biciclette e, naturalmente, persone e animali robotici. I dettagli arrivano fino alla ricostruzione di strisce pedonali scolorate e cartelli ricoperti da graffiti. È la prima città al mondo per testare le automobili di prossima generazione, cioè le connected e le driverless car, e non può che essere stata costruita a Detroit, la capitale US dell’automobile.

Realizzata da un gruppo di ricercatori dell’università del Michigan e il Michigan Department of Transportation, Mcity riproduce con grande varietà e dettagli la circolazione urbana e non urbana, offrendo dunque la possibilità di valutare l’efficienza e le capacità del veicolo in differenti situazioni, comprese quelle più pericolose.

Per esempio, per le connected car va valutata la capacità di connessione V2V e V2I (vehicole to vehicole e vehicole to infrastrutture) nelle gallerie, nei tunnel, tra edifici o in curve che mettono in ombra il segnale; così come, per le driverless car è fondamentale valutare come rispondono alla segnaletica o all’evento imprevisto come una persona che attraversa improvvisamente la strada. (Diverse simulazioni in questo video)

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La realizzazione di un contesto di questo tipo comporterà, secondo i suoi promotori, ad un’accelerazione nello sviluppo di auto connesse e autonome e di una serie di tecnologie legate alla mobilità, che vanno testate in un ambiente del tutto simile a quello reale e il più ampiamente possibile prima di essere prodotte per il mercato. Questi nuovi veicoli porteranno secondo molti osservatori a una benefica rivoluzione della mobilità urbana ed extra urbana, riducendo enormemente il numero di incidenti stradali. (Clicca QUI per continuare a leggere l’articolo)

 

Barbara Bosco