La via italiana all'intelligenza artificiale, Fusacchia: "Usiamola per risolvere i problemi della pubblica amministrazione" - Economyup

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La via italiana all’intelligenza artificiale, Fusacchia: “Usiamola per risolvere i problemi della pubblica amministrazione”



“Occorre vegliare affinché il progetto 2022-2024 del governo italiano per l’intelligenza artificiale sia completato nei tempi previsti e nel modo migliore possibile” dice il parlamentare Alessandro Fusacchia. Che invita a usare l’AI anche per risolvere le antiche criticità di funzionamento della PA

di Antonio Palmieri

06 Mag 2022


Alessandro Fusacchia

Si può essere più attenti alle opportunità o più preoccupati dei rischi, comunque sia, è chiaro che l’intelligenza artificiale è parte delle nostre vite e lo sarà sempre di più.

Con questa consapevolezza, lunedì 2 maggio ho partecipato al Politecnico di Milano a “Il futuro dell’IA: Ricerca, Impresa, Pubblica Amministrazione”.

È stato un pomeriggio ricco di tante riflessioni, di spunti, preoccupazioni e prospettive per il presente e per il futuro dell’intelligenza artificiale nel nostro Paese.

“Proprio così, Antonio. Del resto – mi dice Alessandro Fusacchia, deputato e coordinatore dell’intergruppo parlamentare intelligenza artificiale –questo era lo scopo del nostro tour, iniziato a Roma alla Camera, proseguito poi a Venezia, Cosenza, Torino e conclusosi lunedì a Milano. Abbiamo messo insieme rappresentanti delle istituzioni, delle imprese, del mondo accademico e della società civile per ragionare sulla “via italiana” all’intelligenza artificiale.”

 Alla fine del percorso, ammesso che il percorso su un tema così in divenire possa avere una fine, che cosa riporti a Roma per il tuo (e nostro) lavoro parlamentare?

“Anzitutto la conferma della convinzione che bisogna superare la divisione rigida in silos verticali che abbiamo ereditato dal secolo scorso. È necessario uscire dai compartimenti stagni nei quali ancora troppi lavorano pubblica amministrazione, università, grandi imprese, la Camera e il Senato… La comprensione e il buon uso dell’intelligenza artificiale richiedono il superamento di questo modo di operare, perché essa favorisce il mettere insieme e a fattor comune dati e conoscenze diversi tra loro.”

A tal proposito hai citato come esempio critico l’approvazione alla Camera del parere sulla bozza di regolamento dell’intelligenza artificiale predisposto dalla Commissione europea.

“In quel caso noi della commissione cultura e i colleghi della commissione affari costituzionali, che si occupa di pubblica amministrazione, non abbiamo avuto voce ufficiale in capitolo, proprio a causa di quella divisione in comportamenti un po’ troppo rigidi. Mentre invece partecipare alla redazione di quel parere sarebbe stato molto importante perché quando Consiglio dei ministri dell’Ue e Parlamento europeo definiranno il regolamento, esso sarà direttamente applicabile in tutti i Paesi europei, senza ulteriori passaggi interventi da parte dei legislatori nazionali.”

Torniamo agli esiti positivi del tour. Si può dire che hai avuto la conferma che mettere a confronto realtà diverse per approfondire un tema e cercare di fare insieme dei passi in avanti sia una modalità per così dire “contemporanea” di fare il lavoro del deputato?

“Assolutamente sì, Antonio. Credo che sia sempre necessario promuovere sintesi, soprattutto su nuove questioni che riguardano la società in maniera così dirompente…”

La connessione mi è venuta facile, perché condivido il metodo ed è il motivo per cui animo questo blog…

“Non avevo dubbi! Organizzando come intergruppo queste occasioni di incontro, noi svolgiamo una funzione importante, quella di ascolto e di “raccordo” tra la società, i cittadini, le imprese e, in questo caso, il governo, per aiutarlo a definire la proposta politica e attuativa sulla intelligenza artificiale da portare nelle sedi europee. Lo facciamo sfruttando il nostro ruolo di parlamentari per aumentare l’attenzione al tema, per fare in modo che se ne parli di più e meglio. Inoltre così cerchiamo di prepararci il più possibile, noi per primi con una certa umiltà, perché il tema è estremamente complesso…”

E quale tema non lo è nell’era digitale…

“…sì, ma questo è tra i più complessi, perché tocca tutti gli ambiti del fare, del sapere, del divulgare, con le relative implicazioni organizzative, economiche, etiche, come abbiamo detto anche lunedì scorso a Milano.”

Vero. Abbiamo invece un’altra funzione da svolgere propria del nostro ruolo pro tempore…

“Certamente. Quella di vegliare affinché la strategia del governo, il progetto 2022-2024 per l’intelligenza artificiale sia completato nei tempi previsti e nel modo migliore possibile. Lo possiamo fare informalmente e anche con gli strumenti di controllo che il Parlamento ha a disposizione, come le interpellanze e le interrogazioni.”

In conclusione, sei ottimista o pessimista sugli esiti del percorso in atto per arrivare alla via italiana dell’intelligenza artificiale?

“Premesso che, come detto prima, la via italiana non può che agire nella strada che sarà indicata dal regolamento europeo, noi potremmo usare le potenzialità dell’intelligenza artificiale per risolvere una serie di antiche criticità di funzionamento della pubblica amministrazione e dei servizi offerti ai cittadini. A questo proposito il tema delle competenze, dentro e fuori il pubblico, è cruciale. Serve condivisione, lavoro, attenzione costante…”

…e un pizzico di fortuna, nel senso che tra Covid e guerra il contesto rimane fortemente critico…

“La fortuna non guasta mai. Come hai detto tu, sarà anche per questo che il tour lo abbiamo organizzato con Fortune Italia, che ringrazio per aver creduto e sostenuto questo percorso aiutandoci nell’opera di divulgazione e costruzione di dibattiti mirati. Però la fortuna devi metterti nella condizione di coglierla se arriva, e con tante colleghe e colleghi dell’intergruppo è il lavoro che abbiamo provato a fare e che continueremo a portare avanti per il resto della legislatura.”

 

Antonio Palmieri

Antonio Palmieri, sposato, due figli, milanese, interista. Dal 1988 si occupa di comunicazione, comunicazione politica, formazione, innovazione digitale e sociale. Già deputato di Forza Italia