Isinnova: l'open innovation nel buio della pandemia diventerà un libro | Economyup

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Isinnova: l’open innovation nel buio della pandemia diventerà un libro



La storia di Isinnova, che è riuscita a trasformare le maschere da snorkeling in respiratori, è finita sotto i riflettori dell’Osservatorio Startup Intelligence del Polimi. Un esempio della capacità delle startup di ricombinare risorse per bisogni esterni. Seguiranno video-incontri con altre imprese innovative anti-Covid19

di Alessandra Luksch

31 Lug 2020


Isinnova, la startup esempio di open innovation

L’Osservatorio Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano ha avuto l’onore di ospitare lo scorso 30 giugno, al Kickoff della settimana edizione, Cristian Fracassi, CEO e Founder di Isinnova, in un confronto moderato dal prof. Federico Frattini.  Insignito del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica, Cristian, con Isinnova, si è infatti reso protagonista del più bell’esempio di innovazione aperta e di collaborazione nel momento più buio della pandemia. Isinnova, è una piccola società nata circa 5 anni e mezzo fa, che si propone come centro di ricerca e sviluppo e fornitore di servizi di innovazione. Si definisce infatti knowledge-intensive business service e svolge il ruolo di intermediario tra molteplici fonti di conoscenza, con il  vantaggio di fare brokerage di conoscenza, e trasferire idee e tecnologie da un settore in cui sono pensate ad un altro che ha un fabbisogno tecnico o un problema da risolvere.

Il progetto della valvola Charlotte, che ha trasformato le maschere da snorkeling in respiratori per i pazienti Covid19, ne è l’esempio.

Tutto è nato dalla richiesta del giornale di Brescia per supportare l’ospedale di Chiari nella ricerca di valvole Venturi, che venivano a mancare. Da lì si è innescato un meccanismo virtuoso e un susseguirsi di collaborazioni.

Un medico, il dottor Renato Favero, venuto a conoscenza di Isinnova, contatta la società anticipando che sarebbero mancate presto anche le maschere respiratorie. Al dottore viene l’idea di convertire le maschere da snorkeling di Decathlon in maschere respiratorie, ma non avendo alcuna conoscenza tecnica, unisce le sue competenze mediche con le competenze ingegneristiche di Isinnova. Così viene progettata in poche ore la valvola chiamata Charlotte che permette di trasformare la maschera da snorkeling in maschera respiratoria per i pazienti di terapia subintensiva Covid. Tramite l’imprenditore Massimo Temporelli viene contattata Decathlon per capire la disponibilità delle maschere.

La multinazionale rende disponibili i disegni e conferma la piena disponibilità, rilasciando a Isinnova una quindicina di maschere per realizzare il prototipo che viene testato velocemente in ospedale. Validata in tempi rapidissimi l’efficacia della soluzione, l’ospedale richiede quindi un centinaio di maschere. Di fronte a questi numeri impensabili, Cristian e il team creano un sito e caricano il file 3D, utilizzabile da chiunque gratuitamente, per garantire la massima diffusione del progetto e per il bene collettivo. Questo ha rappresentato la svolta che ha permesso la completa e rapida diffusione del progetto. “Sono stati circa 2 milioni i download in tutto il mondo, e tantissime Nazioni stanno utilizzando il brevetto come Canada, Brasile, Francia, Stati Uniti, Marocco, Filippine”, rivela Cristian. Molti l’hanno stampata direttamente a casa, altri hanno scaricato il file e l’hanno ottimizzato. Dal pezzo grezzo realizzato da Isinnova sono state infatti realizzate più di 20 versioni migliorative della valvola Charlotte. Più di 50 ospedali in Italia hanno utilizzato la maschera, per un totale di circa 15.000 maschere; in Brasile ne sono state messe in campo 35.000 e in Francia 30.000, per citare qualche numero. Decathlon dal canto suo, ha donato 10mila maschere solamente in Italia.

La valvola Charlotte è stato il progetto perfetto, ci racconta Cristian Fracassi: “Non credo mi capiterà più che il primo MVP (minimum viable product) diventi realtà”. Solitamente, occorrono diversi cicli di iterazione per arrivare a un prodotto finale da testare sul mercato, la valvola Charlotte è risultata invece subito pronta e dopo 8 ore era già funzionante. Forse qualcuno ci ha guardato da lassù”, aggiunge Cristian.

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“Fare rete, avere fiducia, avere coraggio e osare chiedere”: sono questi gli insegnamenti che Cristian ci dice di avere ricevuto dalla storia della valvola Charlotte, e che presto saranno raccontati anche in un libro.

Cristian ha sottolineato prima di tutto l’importanza di fare rete e collaborare per unire competenze, esperienze, creatività e forze a fattor comune. “Abbiamo realizzato solo l’1% di quello che poi è successo. Noi  di Isinnova abbiamo stampato non più di 150 Charlotte, e ne esistono decine di migliaia nel mondo”, dichiara l’ingegnere. Questa collaborazione si è basata molto sulla fiducia di tutti coloro che si sono messi in gioco, medici, ingegneri, imprese e ospedali, e ha richiesto molto coraggio, nell’affrontare una sfida salva-vita, anche girando personalmente tanti ospedali, con tanti rischi e potenziali conseguenze negative. Ma nonostante i rischi, i pericoli e alcuni giudizi non favorevoli, Cristian ha intrapreso questa iniziativa, convinto che ogni singolo contributo individuale sia importante per favorire il progresso e che si possa sempre trovare l’aiuto di cui si ha bisogno, “anche se non sai nemmeno che esiste”, conclude l’ingegnere.

Il progetto della valvola Charlotte incarna pienamente i principi dell’Open Innovation, un modello che si basa sulla ricerca e sull’utilizzo di fonti di conoscenza, tecnologia, esperienza e idee che risiedono anche al di fuori dei confini dell’impresa, per alimentare il processo di innovazione, riducendone i costi, accorciandone i tempi, condividendone i rischi, ma anche migliorando i risultati. Attraverso questo progetto, Isinnova ha realizzato quello che in letteratura viene chiamato “exaptation”, cioè la realizzazione di un’innovazione radicale attraverso la combinazione di tecnologie e prodotti inizialmente pensati per altri usi e finalità. Il progetto di Isinnova ha messo in luce la capacità delle startup di fare “bricolage”, cioè ricombinazione di risorse per bisogni esterni.

Mentre Cristian raccontava la sua storia, la sua vitalità ed energia contaminavano i partecipanti del kickoff, con tanti messaggi di elogio e ringraziamento in chat, “Cristian ci ha reso fieri davanti a tutto il mondo: grazie”, scrive Vittorio Ravaioli di Bricoman, mentre Alessandro Loro di IGPDecaux lo enuncia come “segnale perfetto” della campagna “Diamo spazio alla fiducia”.

Non solo Cristian e Isinnova ci hanno reso fieri davanti a tutto il mondo, ma hanno rappresentato in modo perfetto la capacità delle startup di reagire, adattarsi al cambiamento, reinventarsi, fare ecosistema, anche fuori dalle regole predefinite. Non a caso Cristian è stato anche il primo ospite che ha dato il via alla nostra iniziativa “Un caffè con…le startup nell’emergenza”, una rubrica di video-interviste a CEO ed Executive di startup italiane che si sono attivate per fronteggiare l’emergenza sanitaria da Covid-19, disponibile su Osservatori.net e Youtube. Crediamo che questo approccio mostrato da Isinnova, e da altre startup nell’emergenza, potrà essere di aiuto per affrontare anche la nuova normalità, per questo l’Osservatorio Startup Intelligence ha lanciato un censimento i cui risultati saranno presentati prossimamente al Politecnico di Milano.

La ricerca continua!

Alessandra Luksch

Direttore dell'Osservatorio Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano