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Case studies

Intelligenza artificiale: come la usano Uber, Bmw e Coca-Cola

11 Apr 2017

Il colosso californiano se ne serve per verificare l’identità degli autisti, la compagnia automobilistica per consentire al guidatore di avere tutte le informazioni necessarie sul viaggio, l’azienda produttrice della famosa bevanda per fare brand recognition: ecco alcuni esempi di big dell’industria che stanno utilizzando l’AI

Consentire a chi fa acquisti online di provarsi un vestito in modo virtuale per vedere come gli sta, coinvolgere in modo giocoso i propri clienti attraverso una campagna online per rafforzare il brand, prevedere se un macchinario di una fabbrica si incepperà prima ancora che inizi il processo, verificare da remoto l’identità di una persona. Sono alcune delle applicazioni pratiche dell’Intelligenza Artificiale (AI) adottate dalle aziende.  

Cos’è l’Intelligenza Artificiale

La “scienza di far fare ai computer cose che richiedono intelligenza quando vengono fatte dagli esseri umani” (questa una delle definizioni dell’Artificial Intelligence) è in parte ancora un oggetto misterioso per i non addetti ai lavori, anche perché è materia complessa e trasversale, in quanto va a impattare su una gran varietà di settori, dal manifatturiero al finance, dall’healthcare all’automotive fino al digital marketing. Per capire meglio di che cosa si tratta vediamo alcuni esempi che riguardano alcuni big dell’industria, quali Uber, Bmw e Coca-Cola, ma anche una giovane startup italiana, una tra quelle che si stanno lanciando in questo nuovo mercato.

Come Uber usa l’AI – Nel 2016 Uber, la startup di San Francisco nata per fornire un’applicazione per chiamare un autista da smartphone, ha cominciato a usare i servizi di Intelligenza Artificiale forniti da Microsoft Cognitive Services per la sua nuova soluzione chiamata Real-Time ID Check. In pratica consente di verificare l’identità degli autisti di Uber per contribuire a proteggere i loro account da eventuali frodi e garantire ulteriore sicurezza ai passeggeri che utilizzano l’applicazione. Questo perché l’AI, tra le varie cose, può essere applicata alla soluzione di problemi che richiedono un’analisi rapida e in tempo reale di ogni tipo di dati. Per esempio può servire per identificare le persone che entrano in un edificio, migliorare la capacità delle aziende di individuare frodi attraverso un’analisi più avanzata dei dati e attraverso l’identificazione biometrica o aiutare un’azienda agricola a calcolare la quantità di scorte presenti nei silos solo in base alle immagini riprese da un drone.  

Come la BMW usa l’AI – Grazie all’Intelligenza Artificiale la società automobilistica tedesca ha costruito una piattaforma connessa che fornisce agli abbonati un tool di gestione dei viaggi.  Lo strumento raccoglie e analizza informazioni sulle condizioni del traffico e sul calendario individuale di chi si è abbonato al servizio, più contatti, messaggistica, applicazioni e abitudini. Dopodiché è in grado di comunicargli quando deve partire, dove deve andare e come raggiungere una determinata località.  

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Come la Coca-Cola usa l’AI – Coca-Cola Company ha invitato i clienti a inviare una foto che li ritrae con una bottiglia di Coca-Cola con un logo ben visibile e stare a vedere cosa succede. L’applicazione, sviluppata da Microsoft Cortana Intelligence Suite and Cognitive Services, è in grado di individuare l’“età” di quella bottiglia, incoraggiando allo stesso tempo gli utenti a condividere la loro esperienza online. L’esperimento, che ha consentito al gruppo di fare brand recognition coinvolgendo i propri fan in modo divertente, è basato sui recenti progressi nel machine learning – il settore dell’informatica che dà ai computer la capacità di imparare senza essere stati esplicitamente programmati – e negli algoritmi avanzati. Con l’aiuto di questi servizi di Intelligenza Artificiale le aziende possono consentire ai loro clienti di condividere storie personali su vasta scala attraverso il brand aziendale. 

Come Jabil usa l’AI –  I sistemi di Intelligenza Artificiale, alimentati dall’esplosiva crescita dell’Internet of Things (IoT) e dagli algoritmi avanzati dell’AI, sono essenziali per la Fabbrica 4.0, quella automatizzata e connessa, “figlia” della quarta rivoluzione industriale. In tali contesti, sistemi di questo tipo sono in grado di individuare un potenziale difetto di un macchinario prima ancora che inizi la produzione, di generare in automatico dei ticket quando viene identificata l’origine del malfunzionamento e di agire proattivamente proponendo una guida alla riparazione ai tecnici presenti sul posto attraverso modalità di realtà aumentata. È quello che, per esempio, fa Jabil Circuit, società statunitense che opera nel settore della produzione di componenti elettronici, in particolare circuiti elettrici per i produttori di apparecchiature originali. Jabil sta usando soluzioni di AI per creare fabbriche digitali in grado di identificare potenziali errori o malfunzionamenti all’inizio di un processo, prima ancora che questi si possano verificare. Così consente di risparmiare il 17% in scarti di lavorazione e il 10% di consumo energetico.  

Come Else Corp usa l’AI – Infine l’esempio di una giovane società innovativa sul nostro territorio: ELSE Corp è una startup italiana fondata a Milano da Andrey Golub, attiva nel BusinessToBusiness (B2B), che ha sviluppato una piattaforma tecnologica SaaS (Software as a Service) per la realtà virtuale e il Cloud Manufacturing. La piattaforma è utilizzabile per lo shopping virtuale e può essere integrata in qualsiasi contesto di vendita al dettaglio per proporre prodotti su misura per le esigenze di ciascuno. Funziona proprio utilizzando l’Intelligenza Artificiale e gli strumenti di realtà virtuale: in pratica consente di prendere le misure del cliente e fargli vedere come gli starà addosso l’abito o le scarpe che intende acquistare attraverso un’immagine virtuale in 3D del prodotto selezionato. 

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale