Inizio scuola: così la startup Nanohub (nanotecnologie) rende l’aria più pulita negli spazi chiusi | Economyup

SCUOLA E INNOVAZIONE

Inizio scuola: così la startup Nanohub (nanotecnologie) rende l’aria più pulita negli spazi chiusi



È in sperimentazione presso l’Istituto Superiore Schiaparelli-Gramsci di Milano un filtro destinato a inattivare in pochi minuti il Covid-19 in ambienti chiusi. Lo ha ideato Nanohub, fornitrice di soluzioni basate sull’uso di nanomateriali innovativi, l’efficacia è stata testata dal San Raffaele. Così la scuola riparte

14 Set 2020


Il team di Nanohub

Le startup innovative possono contribuire a favorire il rientro a scuola: lo fa, per esempio, Nanohub, giovane società italiana attiva nel campo delle nanotecnologie che fornisce un filtro destinato a inattivare in pochi minuti il Covid-19 in ambienti chiusi. Il filtro è già in sperimentazione presso l’Istituto Superiore Schiaparelli-Gramsci di Milano. Grazie al brevetto di Nanohub, in soli 10 minuti viene inattivato il 98,2% della carica virale infettiva del Covid19 in una stanza, in 20 minuti oltre il 99,8%, fino ad arrivare al 100% in 30 minuti.

Che cosa fa Nanohub

Nanohub è una startup innovativa fondata a milano nel 2018. Nasce dall’esperienza dei soci fondatori e dalle competenze di altre aziende, oggi integrate nella struttura societaria, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni basate sull’utilizzo di nanomateriali innovativi per l’efficienza energetica e per la qualità degli ambienti, per il benessere delle persone e la protezione e conservazione delle merci.

Queste soluzioni sono prevalentemente impiegate nei seguenti campi di applicazione:

• Trattamento dell’aria negli ambienti indoor

• Trattamento superfici di edifici e involucri

• Conservazione alimentare

• Trattamento dell’acqua

Qualità dell’aria e ambienti chiusi: cosa si può fare

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La qualità dell’aria negli ambienti chiusi (generalmente indicata come “indoor air”) svolge direttamente o indirettamente un ruolo di primo piano per il benessere delle persone. A seguito della pandemia da Covid19, nei diversi edifici e ambienti “al chiuso” (come le abitazioni, gli uffici, le strutture sanitarie, le farmacie, le parafarmacie, le banche, le poste, i supermercati, gli aeroporti, le stazioni e i mezzi di pubblici) è utile promuovere processi che permettano di acquisire comportamenti e misure di prevenzione della salute attraverso il miglioramento della qualità dell’aria indoor.

Sono state evidenziate e suggerite alcune azioni per la sanificazione periodica dei locali mediante l’utilizzo di tecnologie che utilizzano ozono, cloro, perossido o raggi UVC, ma queste possono essere realizzate solo in assenza di persone e con personale qualificato. Sono stati indicati i prodotti per la detergenza, sanificazione e disinfezione delle superfici, ma riguardo al mantenimento della buona qualità dell’aria tutte le disposizioni si sono limitate ad indicare il ricambio periodico dell’aria (rinnovo) oltre che alcune regole per l’utilizzo degli impianti di climatizzazione. In particolare, il rinnovo dell’aria avviene normalmente per sostituzione con aria prelevata all’esterno mediante operazioni semplici come l’apertura delle finestre o attivando sistemi di ventilazione meccanica che permettono di filtrare o trattare l’aria dal punto di vista termico o igrometrico prima dell’immissione in ambiente.

E qui entra in gioco la startup Nanohub con la sua tecnologia per rendere inattivo il virus grazie alla nanotecnologia.

Come funziona il filtro brevettato da Nanohub

L’efficacia del filtro ad inattivare SARS-CoV-2 è stata testata nel laboratorio della Dr.ssa Elisa Vicenzi, capo dell’Unità di Patogenesi Virale e Biosicurezza dell’Ospedale San Raffaele di Milano, nota anche per aver isolato e studiato il coronavirus della SARS dal 2003 al 2008. Il filtro ideato e brevettato da Nanohub si compone di un reattore fotocatalitico di ultima generazione e da un tessuto antibatterico e antivirale. L’azione congiunta dei componenti permette di sanificare l’aria, raggiungendo gli obiettivi di contenimento e rallentamento della trasmissione del SARS-CoV-2 da sempre evocati dalle autorità sanitarie per il ritorno alla vita normale.

Nell’applicazione pratica della tecnologia di sanificazione dell’aria negli ambienti indoor, tutte le reazioni si generano sul filtro e solo le sostanze nocive presenti in aria, compresi i virus, vengono distrutte e/o inattivate, mentre nessun danno è prodotto per le persone presenti nell’ambiente.

A differenza di tutte le altre soluzioni di sanificazione dell’aria utilizzabili in presenza di persone e disponibili oggi sul mercato (ad esempio i filtri c.d. HEPA), la soluzione di Nanohub è l’unica ad essere stata testata sul SARS-CoV-2 e non “trattiene” il virus, ma ne inibisce completamente la carica infettante.

“La tecnologia che presentiamo – commenta Stefano Perboni, CEO di Nanohub –   è un vero e proprio cambio di paradigma per la qualità dell’aria negli ambienti in cui viviamo e nella lotta alla pandemia di SARS-CoV-2 a livello globale. Con questo filtro, è finalmente disponibile un sistema che può permettere il ritorno alla vita normale in tempi veloci, riducendo l’uso di altri sistemi di protezione che hanno controindicazioni nel loro utilizzo.Il nostro filtro – aggiunge Perboni – è in grado di purificare gli ambienti in presenza di persone e senza la necessità di personale tecnico specifico. Gli ambiti di applicazione sono pressoché infiniti: ospedali, studi medici, residenze per anziani (RSA), abitazioni domestiche, scuole, uffici, negozi, Grande Distribuzione, impianti industriali e produttivi e tutto il settore trasporti. Migliorare la qualità dell’aria indoor si collega direttamente al contenimento o rallentamento della trasmissione del SARS-CoV-2 e quindi è vitale sia per la salute delle persone che per il rilancio dell’economia, a livello globale.”

I filtri per l’aria Nanohub: il debutto in una scuola a Milano

Il 7 settembre 2020 la Città metropolitana di Milano, competente sulle scuole superiori milanesi, ha annunciato di aver firmato un protocollo di intesa con Nanohub, Istituto Schiaparelli Gramsci di Milano e DTO, società italiana che opera nel settore della commercializzazione ed assistenza tecnica di strumentazione scientifica. L’intesa riguarda appunto l’avvio del progetto pilota per garantire il rientro in classe in maniera sempre più sicura. Secondo quanto concordato, Nanohub e DTO si impegnano a dare in comodato d’uso per un anno all’Istituto Superiore Schiaparelli-Gramsci e a installare 52 depuratori per l’aria, dotati del filtro brevettato da Nanohub in grado di inattivare il SARS-CoV-2.

“Monitoreremo i risultati e ci auguriamo siano positivi” ha dichiarato Arianna Censi, vicesindaca della Città metropolitana. “Questa iniziativa innovativa dimostra che, in attesa di un vaccino, si debbano ricercare soluzioni innovative e creative nella lotta al Covid-19″ ha aggiunto Roberto Maviglia, consigliere delegato all’Edilizia scolastica della Città metropolitana. “Se questa sperimentazione avesse successo, si porrebbero le basi per una diffusione a tutte le scuole che potrebbe così vedere notevolmente messa in sicurezza la salute degli studenti e degli operatori scolastici”. “Crediamo fortemente nella riuscita di questo progetto, che potrebbe rappresentare una vera rivoluzione per la sicurezza scolastica in tutto il Paese” ha affermato Pierantonio Del Turco, CEO di DTO. “La tecnologia che mettiamo in campo può contribuire in maniera rilevante alla ripartenza in sicurezza non solo dell’Istruzione ma di tutti i settori”.

Diminuire i rischi per gli studenti e il personale scolastico deve essere un obiettivo comune per tutti coloro che operano nella scuola” commenta Loredana Leoni, Dirigente Scolastica dell’Istituto Superiore Schiaparelli-Gramsci. “Insieme a tutte le misure che sono indispensabili per ridurre il contagio, avere la possibilità di testare l’efficacia di un dispositivo che interviene sulla qualità dell’aria è certamente importante. Speriamo davvero che i risultati possano essere positivi e che possano essere utili per la ricerca di soluzioni in modo da poterne diffondere l’utilizzo. Coinvolgeremo nell’esperienza le studentesse e gli studenti, insieme alle famiglie”.

Come funzionerà la sperimentazione

Il protocollo prevede inoltre lo sviluppo di un percorso di formazione per docenti e alunni sull’importanza della qualità dell’aria negli ambienti chiusi a cura dell’IS Schiaparelli-Gramsci in collaborazione con gli esperti di Nanohub.

Come dimostrato da un recente documento scientifico di UNESCO e SIMA, la qualità dell’aria è infatti di enorme rilevanza sia per il benessere che per il rendimento scolastico degli alunni, in quanto un ambiente poco salubre può arrivare a causare vertigini, mal di testa, allergie, irritazioni a occhi, naso e gola, dispnea, affaticamento e deficit di attenzione. Oltre a corsi di formazione per i docenti, verranno predisposti materiali didattici per gli alunni a cui verranno sottoposti dei questionari all’inizio del progetto, dopo il primo mese di scuola e poi ogni tre mesi fino alla fine dell’anno scolastico. Le domande verranno concordate con l’Istituto scolastico e i risultati verranno condivisi con l’Istituto stesso e la Città Metropolitana.

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I 52 depuratori saranno posizionati uno in ogni aula, due per i laboratori e le biblioteche. Verrà inoltre installato un sistema di misurazione in tempo reale della qualità dell’aria, attraverso l’analisi di 4 indici: temperatura, presenza di CO2, umidità e presenza di composti organici. In questo modo sarà possibile valutare in ogni momento l’efficacia del filtro ideato da Nanohub.