DESIGN THINKING

Il nuovo volto del design: tre profili che stanno cambiando l’innovazione nelle imprese



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Strategia, tecnologia, visione: sono le tre dimensioni con le quali sono chiamati a confrontarsi i designer in una fase di incertezza e accelerazione dovuta anche all’AI. Ecco differenze e integrazione

Pubblicato il 22 dic 2025

Stefano Magistretti

Direttore Osservatorio Design Thinking for Business del Politecnico di Milano

Martina Legnani

Ricercatore dell’Osservatorio Design Thinking for Business del Politecnico di Milano



design thinking

Oltre 80 professionisti hanno partecipato negli ultimi mesi del 2025 alla riflessione promossa dall’Osservatorio Design Thinking for Business sul futuro del design. Questo confronto ampio evidenzia quanto il design stia diventando un tema centrale per chi guida l’innovazione nelle imprese. Il mondo del design è in profonda trasformazione, con l’avvento della Generative AI, l’accelerazione dei processi decisionali e l’incertezza permanente che stanno ridefinendo non solo gli strumenti del progettare, ma anche i professionisti che li utilizzano.

Le attività esplorative condotte dall’Osservatorio hanno portato a una chiara visione: le aziende non cercano più solo il designer tradizionale, ma professionisti con competenze ibride e trasversali. L’evoluzione non riguarda tanto la creatività in sé, ma come il design venga utilizzato come leva strategica per governare la complessità, anticipare i cambiamenti e generare valore.

Innovazione, l’’evoluzione del ruolo del designer nelle imprese

Per comprendere come il ruolo del designer stia evolvendo in questo contesto, sono state organizzate attività laboratoriali all’interno dell’Osservatorio, in cui i professionisti si sono confrontati sul futuro delle competenze e delle responsabilità del designer. Durante queste sessioni, sono emersi tre profili distinti ma complementari che stanno diventando essenziali per le aziende che guidano l’innovazione.

1. Designer e strategia: gestire la complessità

Il primo profilo emerso integra il designer con la dimensione strategica, portando un professionista che si concentra meno sulla forma e più sul contenuto delle decisioni. Un tempo, il designer era chiamato a “dare forma” a prodotti, servizi e interfacce, ma oggi deve comprendere come le tecnologie, i mercati e i modelli organizzativi si connettano e interagiscano. Questo designer deve essere capace di interpretare dati e comprendere le dinamiche degli ecosistemi per trasformarli in strategie pratiche.

Il designer strategico è in grado di gestire l’eccesso di informazioni, mettendo ordine in contesti complessi e creando connessioni tra business, tecnologia e utenti. Con una visione a lungo termine, aiuta l’azienda a definire non solo come risolvere i problemi, ma anche quali problemi affrontare per ottenere il massimo valore.

2. Designer e tecnologia: materializzare il pensiero

Accanto al designer strategico, oggi è fondamentale un profilo che sappia trasformare idee e intuizioni in prototipi concreti in tempi rapidi. Questo designer non si limita alla progettazione tradizionale, ma integra competenze tecnologiche avanzate come intelligenza artificiale, strumenti no-code e simulazioni, per ridurre il tempo tra l’idea e la sua realizzazione.

Il designer tecnologico non solo porta valore operativo, ma anche culturale, poiché il cambiamento tecnologico diventa tangibile e concretamente applicabile. Questa figura permette all’azienda di apprendere velocemente e sperimentare in modo agile, riducendo il rischio e accelerando l’innovazione.

3. Designer e visione: immaginare il futuro

Il terzo profilo si concentra sulla capacità di guardare oltre l’orizzonte e immaginare scenari futuri. In un mondo in continua evoluzione, il designer diventa un esploratore del possibile, capace di pensare a futuri alternativi che non sono immediatamente applicabili, ma che aprono nuove conversazioni cruciali per l’innovazione.

Questo designer non solo risponde ai cambiamenti, ma li anticipa, dando alle aziende la visione necessaria per evolversi. Combinando sensibilità culturale, lettura delle trasformazioni sociali e storytelling strategico, questo profilo guida l’azienda a rompere gli schemi consolidati e a generare innovazioni radicali.

Un unico design, tre prospettive complementari

Questi tre profili non rappresentano strade alternative, né funzioni separate, ma sono dimensioni che si intrecciano e coesistono all’interno della pratica del design. Ogni azienda deve imparare a bilanciare questi profili in base alla propria identità e alle sfide che affronta.

  • Il designer strategico aiuta a definire la direzione e a navigare nella complessità.
  • Il designer tecnologico trasforma questa direzione in esperienze concrete e utilizzabili.
  • Il designer visionario apre nuove strade quando quelle tradizionali non bastano più.

In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale sta cambiando il modo di lavorare e la complessità aumenta, il Design Thinking non è più solo una disciplina, ma una competenza diffusa che attraversa la strategia, la tecnologia e la cultura aziendale. Il futuro dell’innovazione non sarà scritto da chi possiede un’unica abilità, ma da chi saprà integrare questi tre approcci in un’unica capacità organizzativa: immaginare, interpretare e realizzare il nuovo.


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Nino Lopez.
Nino Lopez.
2 mesi fa

Non è sempre stato così?
Perché si continuano a segmentare le figure e non si pensa in termini di competenze che coesistono?

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