Il digitale in Italia? Crescerà solo se pubblico e privato investiranno insieme | Economyup

L’ANALISI

Il digitale in Italia? Crescerà solo se pubblico e privato investiranno insieme



Per raggiungere, entro il 2020, gli obiettivi dettati dall’Unione Europea il nostro Paese dovrà correre a perdifiato. L’obiettivo principale resta quello di colmare il digital divide rispetto agli altri Stati. Ecco perché è necessario l’impegno di tutti gli attori in gioco

04 Ago 2017


Internet ha cambiato la società attuale, ma la sua evoluzione promette di fare ancora di più, soprattutto in Italia. Il motivo è dovuto al fatto che, se da un lato in Europa la digitalizzazione e la crescita di Internet sono due processi molto rapidi e veloci, nel nostro Paese non sono poche le difficoltà che stiamo incontrando sotto questo punto di vista. Da quando l’Unione Europea ha fissato delle precise regole per i paesi nella zona EU in merito ai livelli da raggiungere entro il 2020, il governo italiano si è ovviamente attivato per porre rimedio ad una serie di noncuranze accumulate nel recente passato: il che, in sintesi, significa che adesso l’Italia dovrà correre a perdifiato per mettersi in regola con i livelli previsti dall’Agenda Digitale Europea. Ovvero il raggiungimento di una copertura nazionale dall’85% a salire, con una velocità di navigazione pari ad almeno 100 mega per secondo.

Agenda Digitale: a che punto siamo in Italia?

Il governo ha avviato una serie di piani e di misure che hanno lo scopo di ridurre il gap con il resto dell’Europa e anche l’annosa questione del digital divide: queste misure sono confluite all’interno di un contenitore detto Agenda Digitale Italiana, operante già da diversi mesi. A che punto siamo, dunque, con la digitalizzazione del nostro Paese? Secondo Piacentini il problema è la legislazione, che obbliga le aziende ad adeguarsi a un certo software o sistema, quando quel sistema è di fatto già diventato obsoleto. Inoltre il sottosegretario Giacomelli ha più volte sottolineato come il Governo stia investendo pesantemente nel digitale, ma la palla deve adesso passare alle Regioni, che devono sfruttare questi finanziamenti per imporre il marchio del made in Italy all’estero.

Internet: investimenti pubblici e privati vanno a braccetto

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Quando si parla di digitalizzazione, la base di partenza di tutto è la copertura della rete Internet: una missione che si sta realizzando per merito dei finanziamenti non solo pubblici, ma anche nel settore del privato, così da abbattere velocemente il digital divide e garantire a tutte le famiglie dello Stivale l’accesso alla rete. La possibilità di accedere con facilità a internet e avere una connessione stabile e veloce è infatti il primo step per recuperare il gap che ci divide dal resto dell’Europa in termini di connettività. Per questo numerosi operatori si adoperano a portare le loro connessioni a un livello alto così da garantire un servizio potente: ad esempio Vodafone, permette anche di effettuare un test sulla velocità ADSL consentendo così a chiunque di testare la velocità di navigazione prima ancora di richiedere l’allaccio della linea. Il futuro della digitalizzazione passa soprattutto da questi piccoli passi.

Settore pubblico: Industria 4.0 e iper-ammortamenti

Non solo famiglie, ma anche aziende: il governo ha infatti pensato ad un piano di salvaguardia per le imprese italiane, in modo da favorire la digitalizzazione e l’approdo ad un sistema finalmente tecnologico e competitivo. Tutto questo è e sarà reso possibile dal piano Industria 4.0 previsto dalla Legge di Stabilità 2017, il quale prevede al suo interno tutta una serie di ammortamenti (detti super o iper-ammortamenti) che consentiranno alle imprese di ottenere interessantissime agevolazioni fiscali sugli investimenti in materiale tecnologico, sia hardware che software. Queste misure dovrebbero dunque incentivare le imprese a investire in soluzioni hi-tech per poter accrescere il proprio livello di competitività, intervenendo soprattutto sui processi produttivi, che oggi non sono adeguatamente organizzati per poter competere con l’estero.