I makers conquistano anche Intel | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Innovazione

I makers conquistano anche Intel

04 Ott 2013

Altri argomenti

Alla prima fiera europea degli artigiani digitali, organizzata a Roma, il CEO della multinazionale ha presentato Galileo, il primo processore nato dalla collaborazione con l’italiana Arduino. Che è la piattaforma su sui lavorano tutti coloro che stanno reinventando il modo di produrre. Dalle bambole alla Ferrari

 

Brian Krzanich, CEO di Intel, mostra Galileo, il primo processore nato dalla collaborazione con Arduino
Quando Riccardo Luna dà il benvenuto, la sala del Palazzo dei congressi di Roma è completamente sold out. Primo giorno della prima Maker Faire europea. Quattro giorni dedicati all’innovazione. Ma si tratta di una fiera del pensiero economico del futuro, non solo di un momento di incontro per inventori di tutto il mondo.

Oltre un anno di lavoro per organizzare l’evento che durerà fino al 6 ottobre e che permetterà al pubblico di conoscere 250 idee. E durante la conferenza inaugurale, intitolata “how to re-make the world”, già ne sono state presentate alcune. Ognuna con il suo inventore e la sua soria. Si comincia con Joey Hudy, 16enne di Phoenix che “era maker ancora prima di sapere di esserlo”. Già tre anni fa, aveva partecipato alla sua prima maker faire, che si svolge ogni anno a New York. Per presentarlo viene proiettato un  video in cui Joey mostra a Barack Obama come funziona il suo speciale cannone “spara-marshmallow”. Lui è solo uno dei tanti giovanissimi artigiani del XXI secolo, in grado di sfruttare ingegno e tecnologia per ideare oggetti dall’uso quotidiano e non.

Poi è la volta di Leah Buechley, che insieme ad un gruppo di suoi studenti del MIT di Boston, applica la tecnologia alla moda, grazie ad un software innovativo che utilizza un codice di programmazione per disegnare i modelli degli abiti. C’è anche chi, come Mark Frauenfelder, ingegnere meccanico del Colorado, caporedattore della rivista Make, racconta la storia della creatività, che unisce Leonardo da Vinci ai tanti makers nel mondo.

A ribadire l’idea che eventi del genere debbano essere dedicati ai più piccoli, ci pensa Alice Taylor, che a Londra si è inventata delle bambole che ogni bambina può disegnare da sola e che poi diventano realtà con una stampante 3D. Dopo solo un anno dalla nascita di “makielab”, la sua “creatura” occupava le vetrine dei grandi magazzini Selfridges di Londra, segnando così una vittoria per il digital manufacturing sulle grandi case mondiali di produzione di giocattoli. “I bambini posso crescere creatori e non solo consumatori”: lo dice Jennifer Turliuk, maker canadese. I grandi giovani del nostro tempo, come l’ideatore di Amazon, di Wikipedia e di Google hanno in comune il fatto di essere cresciuti seguendo il metodo Montessori. Partendo da questo presupposto, a Toronto, Jennifer è riuscita a dar vita a Makerkids, uno dei pochi makerspace dedicati interamente ai più piccoli. Lì i bambini già a 3 anni possono sbizzarrirsi con la loro fantasia. A loro disposizione c’è un team di makers che mette loro in mano minitrapani, led e tutto quello che può servire per diventare inventori di grandi idee. L’attività preferita? Si chiama toy hacking: si spaccano tutte le bambole con i martelli e, con i pezzi, si cerca di costruirne di nuove. La parola d’ordine nel makerspace è esaltare e sottolineare il fatto che venga creata qualcosa, a prescindere da cosa sia.

Poi sul palco è la volta della innovazione applicata alla medicina, con Nina Maria Tandon che è riuscita a creare ossa artificiali e Jack Andraka, che a soli 15 anni ha inventato un test per la diagnosi precoce dei tumori al pancreas. Ogni speaker porta sul palco il suo concetto di “making”, che per alcuni è solo un modo per unirsi ad altre persone e creare una comunità. Proprio come è successo al movimento su scala mondiale, che ha trovato in Dale Dougherty un vero e proprio rappresentante.

Il grande annuncio della giornata arriva poi all’una ed è proprio Dougherty a presentarlo. Davanti alla platea sempre più gremita, il CEO di Intel, Brian Krzanich mostra Galileo, il primo processore nato dalla collaborazione tra Intel e la italiana Arduino. Una sorpresa per tutti i maker, che utilizzano proprio la piattaforma open source per dare forma alle loro idee. Il gioiellino sarà in vendita in Italia a novembre (ancora non è stato fissato il prezzo) e 50mila schede elettroniche Galileo saranno donate a 1000 università nel mondo. Un modo, secondo Krzanich, per dimostrare che Intel vuole far parte della rivoluzione ormai in atto della manifattura digitale.

Gli artigiani moderni rimangono estasiati durante la presentazione della prima Ferrari solare a zero emissioni, ideata da Filippo Sala, e alla innovativa idea di Emiliano Cecchini, un fisico originario di Arezzo: una casa interamente off-grid, senza allacciamenti di luce e gas.

Sabato e Domenica gli stand della Maker Faire di Roma saranno aperti a tutti e di certo riserveranno innovative sorprese.

Altri argomenti

di Federica Ricca

Articoli correlati