Fondo Nazionale Innovazione, ora manca una firma del ministro Tria | Economyup
Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

POLITICA E INNOVAZIONE

Fondo Nazionale Innovazione, ora manca una firma del ministro Tria



“Questione di settimane, non di mesi”, ha detto Marco Bellezza, consigliere giuridico del ministro Di Maio, in occasione dell’Assemblea di Italia Startup. Annunciato un nuovo bando per la formazione digitale di chi riceve il reddito di cittadinanza e riservato agli incubatori certificati dal MISE

19 Giu 2019


Marco Bellezza, a destra, durante la conversazione con Angelo Coletta, presidente di Italia Startup

“Questione di settimane, non di mesi”. È questo l’auspicio che Marco Bellezza, consigliere giuridico per le comunicazioni e l’innovazione del ministro dello sviluppo economico, ha voluto condividere in occasione della prima assemblea aperta di Italia Startup sul tanto atteso Fondo Nazionale Innovazione, previsto dalla legge di bilancio 2019, che è il perno finanziario della politica di sostegno delle startup e dell’innovazione.

Il passaggio di Invitalia Ventures a Cassa Depositi e Prestiti è completo: Bankitalia ha autorizzato a metà maggio il cambio di denominazione e adesso manca la firma del ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria. A quel punto si potranno battezzare la governance e il team del fondo che parte con una dotazione di circa 1 miliardo di euro: 440 milioni arrivano proprio dalla dotazione di Invitalia.

“Sono capitali finora inutilizzati. Il primo obiettivo è spendere quei soldi. Ci auguriamo che lo faccia il fondo già nei prossimi mesi”, ha detto Bellezza nel corso della conversazione con il presidente di Italia Startup Angelo Coletta. Ha poi ricordato la funzione culturale che potrà esercitare Cassa Depositi e Prestiti sulle grandi aziende: “Certamente l’attività del Fondo accenderà l’attenzione verso il mondo delle startup e contribuirà ad accrescere la considerazione del venture capital”.

Un punto importato è stato sottolineato da Bellezza: tutto quello che è stato già deliberato in legge di bilancio a favore delle startup e dell’innovazione si farà, è solo questione di tempo, “c’è una legislatura davanti”. Per tutto il resto bisognerà valutarne la compatibilità finanziaria. Detto in altri termini, bisognerà trovare le risorse. Allo stesso tempo il consigliere giuridico del ministro Di Maio ha rinnovato la disponibilità al dialogo con l’ecosistema delle startup e la sua presenza all’assemblea di Italia Startup ne è stata una conferma.

Le risorse sono notoriamente scarse e in questo senso è arrivato lo stimolo del presidente di Italia Startup Angelo Coletta: pensiamo a interventi che siano semplici, diretti e praticamente a costo zero, come ad esempio la modifica delle regole che non permettono alle startup di partecipare ai bandi del Mise su progetti di innovazione o delle modalità con cui l’ICE finanzia le attività a favore dell’internazionalizzazione.

L’Italia si conferma in coda alla classifica europea per livello di digitalizzazione come dice l’ultimo DESI e per questo, ha detto Bellezza, l’ANPAL, l’agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, ha aperto un bando di 5 milioni per corsi di formazione digitale riservati a chi riceve il reddito di cittadinanza e proposti dagli incubatori certificati nell’elenco del MISE. “Una cifra piccola ma è un progetto pilota, un test che, se funzionerà, potrà essere ripetuto e potenziato”.