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Extended reality e GenAI, un incontro che produce innovazione: ecco le applicazioni già possibili



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Che cosa succede quando si incontrano extended reality e intelligenza artificiale generativa? Il business acquisisce una nuova dimensione. Un’idea si può avere guardando le soluzioni di Hevolus, che spaziano dalla manutenzione industriale alla formazione

Pubblicato il 29 mag 2024



Extended reality

Che cosa succede quando si incontrano extended reality e intelligenza artificiale generativa? Il mondo si allarga, il modo di comunicare gli oggetti diventa reale, cioè tridimensionale, e quindi cambiano anche le forme in cui lo vediamo, interagiamo, vendiamo e compriamo.

Su questa rivoluzione del business scommette Hevolus, digital company che sperimenta, lavora e applica la realtà aumentata o mixed reality ben prima che si parlasse di metaverso e altre dimensioni digitali (qui puoi leggere la storia di Hevolus), tanto è vero che può fregiarsi del titolo di gold partner di Microsoft. Dall’invenzione del mouse e della tecnologia touch, la nostra interfaccia con l’innovazione è bidimensionale mentre il nostro cervello vive e ragiona in tre dimensioni”, osserva Fabio Santini, CEO di Hevolus dalla scorsa estate dopo 21 anni di lavoro in Microsoft. Quindi AI ed Extended Reality possono rimediare a questo deficit con un effetto inevitabile: “cambiano i processi di business delle aziende e l’esperienza delle persone con la tecnologia digitale, in ogni settore della nostra esperienza quotidiana”

Extended reality, che cos’è e perché è diversa dal Metaverso

Extended Reality (XR) è un termine ombrello che racchiude tutte le tecnologie immersive come Virtual Reality (VR), Augmented Reality (AR) e Mixed Reality (MR). XR rappresenta l’intero spettro delle esperienze che si possono avere combinando mondi fisici e virtuali e fornendo agli utenti esperienze interattive e immersive. Una tecnologia che può essere applicata in qualsiasi settore, dalla formazione alla salute, dall’industria ai giochi.

Secondo i settori e le applicazioni ci sono le sfumature fra le diverse dimensioni. La Virtual Reality prevede l’immersione totale in un ambiente digitale tridimensionale generato al computer, con l’inevitabile isolamento dal mondo reale. La Mixed Reality, invece, come si può intuire dal nome, mescola elementi sia del mondo reale che del mondo virtuale, permettendo l’interazione tra oggetti fisici e digitali in tempo reale. A differenza della VR, che crea un ambiente totalmente virtuale, e dell’AR, che sovrappone elementi digitali al mondo reale, la MR fonde questi due mondi. Un esempio di MR è l’HoloLens di Microsoft, che consente agli utenti di vedere e interagire con ologrammi posizionati nell’ambiente fisico circostante.

Il Metaverso è, quindi, un’altra cosa: “un ecosistema immersivo, persistente, accessibile a tutti, interattivo e operabile, composto da mondi virtuali interconnessi tra loro in cui le persone possono socializzare, lavorare, effettuare transazioni, giocare e creare asset, accedendo anche tramite dispositivi immersivi” (questa è la definizione dell’Osservatorio Realtà Aumentata & Metaverso del Politecnico di Milano. Chi vuole approfondire il tema può leggere qui)

Fabio Santini, CEO di Hevolus

Dall’Extended Reality all’Intelligente Reality

Nella extended reality si entra con un visore: sul mercato ce ne sono sempre di più, a prezzi sempre più bassi. Apple ha dato una sua interpretazione di questo device con un dispositivo da circa 3mila euro, ma si può fare un’esperienza XR con appena 300. È solo questione di tempo. E, comunque, alcune applicazioni si possono avere anche attraverso uno smartphone, grazie alla sua grande capacità di calcolo.

“Oggi possiamo creare esperienze intelligenti con soluzioni in grado di mettere al servizio dei nostri clienti realtà virtuale e aumentata, ma anche intelligenza artificiale, per offrire ai loro target migliori esperienze d’uso”, spiega Santini, che aggiunge: “Possiamo farlo integrando elementi digitali con il mondo fisico per una migliore l’esperienza in negozio, ad esempio, oppure inserendo elementi altamente interattivi nelle aule delle scuole di ogni genere e grado”.

Che cosa si può fare con l’extended reality quando incontra l’intelligenza artificiale generativa? Un’idea completa e concreta si riesce ad avere entrando nella suite H-Verse sviluppata da Hevolus. “È la più completa piattaforma per eXtended Reality e AI Generativa oggi sul mercato, creata per offrire un prodotto verticale per ogni processo aziendale attraverso un approccio Low-Code e mettere a disposizione di aziende di ogni dimensione soluzioni di “Intelligent Reality” facili da realizzare e implementare”, dice con orgoglio Antonio Squeo, Chief Innovation Officer di Hevolus. “La suite H-Verse include soluzioni pensate per essere applicate in settori diversi come istruzione, moda, retail, produzione e automotive, grazie alle quali è possibile far vivere esperienze immersive, interattive, inclusive e accessibili – via web e con qualsiasi tipo di dispositivo”.

Antonio Squeo, Chief Innovation Officer di Hevolus

Le soluzioni di Intelligent Reality

Hevolus è una digital company italiana nata con l’obiettivo di permettere a chiunque di creare esperienze phygital in autonomia senza limitazioni di dispositivo o piattaforma, in qualsiasi settore: retail, manifattura con la manutenzione, turismo, formazione. Nei suoi vent’anni di esperienza ha collaborato con più di 300 clienti – tra cui Enel, Ferroli, Ferragamo, Natuzzi, Wurth e, in ambito Education, Università degli studi eCampus, Università degli studi di Napoli Federico II e Università degli studi di Palermo – , condividendo il suo percorso di innovazione con partner come Lenovo, Magic Leap, Meta, Microsoft e Qualcomm.

Che cosa c’è dentro la suite H-Verse? 6 + 1 soluzioni che spaziano dalla produzione industriale all’assistenza post-vendita, dalla vendita in negozio alla gestione dei contenuti. Cominciamo dal + 1, visto che associa l’extended reality a un prodotto diventato sinonimo di intelligenza artificiale generativa: XR Copilot, che permette di far “parlare” i prodotti. Mettiamo il caso di una poltrona: non solo viene visualizzata in 3D con un QR Code ma può essere “interrogata”, avviando una conversazione per sapere in quanti colori è disponibili piuttosto che i materiali con cui è stata realizzata. Ecco le altre sei soluzioni:

  • H-Collaboration offre esperienze di training pratiche, interattive e collaborative attraverso elementi quali deck interattivi e olografici. Il risultato? Aumenta l’efficacia e il coinvolgimento dei training e delle lezioni in aula, per raggiungere migliori risultati di apprendimento
  • H-Fair evita di dover spostare prodotti ingombranti (pensiamo a un’azienda che produce trattori o aerei…) iper partecipare a una fiera o a un evento. Si usano i loro gemelli digitali in 3D, senza preoccuparsi delle dimensioni o del peso
  • H-Maintenance è la piattaforma per la manutenzione da remoto che consente di effettuare interventi in tempo reale, riducendo drasticamente tempi, costi ed errori.
  • H-Onboarding cambia l’inserimento dei nuovi assunti in azienda: non un processo ma una vera e propria esperienza interattiva, che offre interazioni rapide, processi standardizzati e la possibilità di accedere a una versione virtuale dell’azienda stessa.
  • H-Prototype aumenta l’efficienza, la collaborazione e la rapidità in ogni fase della produzione permettendo di agganciare in modo interattivo e realistico prototipi virtuali a oggetti fisici con una precisione di 1 millimetro e un risparmio di tempo incomparabile, progettando in maniera smart e dimezzando il time to market.
  • H-Store permette di affiancare l’esperienza olografica di acquisto a quella fisica, offrendo customer experience phygital coinvolgenti e presentando i prodotti in tutte le varianti di misure e materiali, anche quelli più complessi, riducendo al contempo i costi.

“Si aprono nuovi scenari nel mondo della vendita, della formazione, della manualistica e di tanti altri settori”, conclude Santini, che anticipa un’obiezione possibile: ma sono poche le aziende, pensiamo alle PMI, pronte a questa accelerazione digitale. “Tutte le soluzioni della suite H-Verse sono accomunate da H-Share, un CMS, un sistema di gestione dei contenuti, che utilizza l’intelligenza artificiale generativa per convertire e importare qualunque modello 3D da qualunque software, generando QR Code per condividere contenuti con chiunque via WebXR, tramite qualsiasi dispositivo”. E assicura: “Per farlo non servono grandi investimenti”.

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