ESG e tecnologia: come usare i dati per ottenere la sostenibilità sostenibile | Economyup

INNOVAZIONE

ESG e tecnologia: come usare i dati per ottenere la sostenibilità sostenibile



I dati – quando utilizzati correttamente- sono lo strumento principe per permettere a un’azienda di creare una strategia di sostenibilità veramente sostenibile. È proprio questo percorso di trasformazione che Open-es intende abilitare, grazie a una piattaforma digitale basata su collaborazione e condivisione dei dati

29 Giu 2021


L’informazione è potere. Nell’era della trasformazione digitale, i dati – quando utilizzati correttamente- sono lo strumento principe per migliorare le performance di un’azienda, dalla produttività alla customer experience al data-driven decision making. E non fa eccezione uno dei temi più caldi di oggi: quello della sostenibilità.

La tecnologia come fattore abilitante di transizione sostenibile, con particolare focus sul valore dei data analytics, è stato uno dei fili conduttori del webinar “Sostenibilità sostenibile, ESG: le imprese italiane verso il futuro”, evento organizzato da ESG360, che ha esplorato le opportunità di business offerte dal mondo Environmental, Social e Governance.

Ne è emerso un quadro ancora complesso, ma non privo di strumenti che aiutano a navigarlo. Tra questi, molto ambiziosa è Open-es, un’iniziativa di sistema e una piattaforma digitale nata dalla partnership tra Eni, BCG e Google Cloud. Progettata per essere una soluzione semplice, flessibile e adatta a tutte le realtà, Open-es accompagna le imprese in un percorso virtuoso, ricco di informazioni, spunti e possibilità, consentendo di misurare le proprie performance di sostenibilità e acquisire consapevolezza sui propri punti di forza e aree di miglioramento.

ESG: il problema della sostenibilità sostenibile

Tra la crescita della sensibilità al tema da parte dell’opinione pubblica e la spinta istituzionale, sono molte le aziende impegnate in sforzi per migliorare le proprie prestazioni nei criteri ESG. Sforzi, tuttavia, che spesso rischiano di essere disorganizzati e inefficaci nel lungo termine.

“Prima di preoccuparsi di risolvere i singoli aspetti della sostenibilità, oggi le aziende hanno bisogno di definire una strategia per far diventare la sostenibilità sostenibile” nota Andrea Reghelin – Audit & Compliance Director di P4I – Partners4Innovation.

Un modello di sostenibilità che non permetta a lungo termine di “far quadrare i conti” non è una strada percorribile per un’azienda. È quindi importante innanzitutto capire quali sono gli obiettivi da raggiungere rispetto alle caratteristiche della propria organizzazione e da qui partire per la definizione di una strategia che coniughi obiettivi economici e impatto sulla collettività.

“Il cuore del problema è che iniziare un percorso di sostenibilità significa agire sul valore delle imprese, e creare valore per il futuro. Dal punto di vista di chi investe, dell’accesso al credito, della gestione dei rischi, e ancora delle prospettive di modello di business nel tempo” afferma Sergio Fumagalli – Advisor Data Protection, P4I – Parteners4Innovation. “Se l’obiettivo dell’imprenditore medio è questo, non basta una sostenibilità superficiale, ma è necessario un vero sforzo di trasformazione, attraverso un percorso serio che impatta l’azienda nel suo cuore”.

Open-es, una piattaforma per un percorso di sostenibilità adatto a tutte le imprese

È proprio questo percorso di trasformazione che Open-es vuole abilitare e la sua strada è quella della collaborazione. A pochi mesi dal lancio, la piattaforma conta già l’adesione di più di 1800 aziende presenti in 42 Paesi e afferenti a 56 settori industrali.

“Open-Es nasce da un’esigenza molto concreta e pragmatica” spiega Stefano Fasani – Head of Procurement Innovation, People Knowledge & Change di Eni, “mettere a disposizione di tutte le aziende (in particolare le PMI) uno strumento concreto e di facile utilizzo per raccogliere e valorizzare le esperienze di sostenibilità, accompagnando ogni impresa in un percorso di sviluppo e miglioramento.

La piattaforma ha due anime, racconta Fasani. “Da un lato la condivisione dei dati di sostenibilità e il consentire alle aziende di rispondere alle diverse esigenze di rendicontazione, che sono sempre più oggetto delle richieste normative, di clienti, istituzioni e di player finanziari. Dall’altro la crescita e il miglioramento delle performance di sostenibilità delle aziende, anche attraverso la collaborazione con la community delle altre aziende partecipanti.”

Quello dell’ESG è uno scenario normativo molto complesso e in continua evoluzione. “Per semplificare il più possibile il suo utilizzo, Open-es si basa su standard ESG internazionali e metriche selezionate per la loro chiarezza e versatilità a copertura di tutti i settori e modelli di business” continua Fasani. “La piattaforma è inoltre interfacciabile con altri sistemi, al fine di integrare in maniera semplice le informazioni ESG all’interno dei propri processi aziendali e di procurement sostenibile.”

 Come Open-es utilizza i dati per abilitare la sostenibilità sostenibile

“Open-es è una piattaforma aperta che si fonda su tre blocchi logici: raccolta dati per definire un posizionamento, sviluppo di un piano di miglioramento, offerta di servizi per implementarlo” spiega Francesco Fabbri – Head of Vendor Development, Eni.

Al momento della registrazione, dopo l’inserimento dei dati anagrafici dell’azienda, viene presentato un questionario modellato sulle metriche del World Economic Forum, che si basa su quattro pillar (planet, people, prosperity, principles of governance). Il questionario è flessibile e strutturato per adattarsi ai diversi tipi di impresa, con domande variabili secondo le caratteristiche dell’azienda (dimensioni, settori di appartenenza e così via).

“I dati così raccolti sono utilizzati per fornire all’azienda un’idea del suo posizionamento in materia di ESG, creando awareness e permettendole di comprendere i suoi punti di forza e di debolezza” precisa Fabbri.

Oltre al posizionamento specifico, la piattaforma offre un vero e proprio “cruscotto” di analytics (basati sulla tecnologia di Google) consentendo alle aziende di accedere a benchmark di settore e di confrontare le proprie performance con altre aziende simili. In questo modo fornisce statistiche e analisi di riferimento per costruirsi una prospettiva che va oltre a quella data dalle big company legalmente costrette a pubblicare questi dati, ma comprende le piccole e medie imprese, permettendo una visione a tutto tondo.

Inoltre con un’analisi dei gap e un piano di sviluppo personalizzato, le aziende possono migliorare la propria consapevolezza su questi temi e individuare le azioni prioritarie da attuare per crescere e migliorare.

Infine, tramite il suo marketplace offre i servizi necessari a mettere concretamente in atto il piano suggerito – tra cui anche servizi finanziari per sostenere il percorso di crescita, se necessario.

Digitale e sostenibilità, le due direttrici del futuro

Come si intuisce anche dagli obiettivi dei piani pluriennali dell’Unione Europea, la sostenibilità e il digitale sono le due grandi direttrici che spingeranno il mercato nel prossimo futuro.

“Il quadro su cui si giocherà la competitività nei prossimi 10 anni è definito da questi due grandi assi” prevede Fumagalli, “la leadership sarà definita da chi sarà in grado di gestire in modo più efficace e efficiente queste due dinamiche. Qualunque sia il posizionamento di un’impresa oggi, questa è la strada della competitività nel 21esimo secolo.”