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Networking

Czerny (Dld): “Investite nelle persone”

27 Set 2013

Scopritrice di talenti tecnologici, la founder della Dld Conference, svela i suoi segreti per individuare chi vale nell’Internet economy ma anche nella cultura e nell’arte: “Deve avere una vision, essere ossessionato da un’idea e dotarsi di una buona squadra”

“Non investite nei business plan, investite nelle persone”: e se a dirlo è la “regina” del networking c’è da crederci. Steffi Czerny, managing director di Dld Media e co-founder della Dld Conference (network globale per l’innovazione, la digitalizzazione, la scienza e la cultura che collega tra loro esponenti del mondo dell’imprenditoria, creativi e opinion leaders) ha svelato oggi al Tech Crunch Italy come si riconosce un talento: “Deve avere una vision, essere letteralmente ossessionato da un’idea, dotarsi di una buona squadra ed essere una brava persona”.

E lei, che è considerata una delle donne più influenti in Germania, di talenti ne ha scoperti tanti. All’annuale conferenza di Dld hanno partecipato in passato personaggi come Marissa Mayer, oggi Ceo di Yahoo, un giovanissimo Mark Zuckerberg, vari Premi Nobel per l’Economia e per la Pace, ma anche Lady Gaga. Quasi tutti, però, prima che diventassero famosi e milionari. Perché Czerny riesce a capire prima degli altri chi vale e chi no.

“Per capire se una persona diventerà qualcuno – dice – gli chiedo se si occupa di affari, di hi-tech, se ha una vision e anche se è interessato all’arte: ci sono sempre troppo poche persone che amano l’arte, invece è una grande fonte di ispirazione”.

Definita un “social network” vivente, la founder di Dld spiega che uno dei segreti è “connect to the unexpected”: “Spesso la gente è concentrata sulle proprie attività lavorative o personali e non vede al di là del proprio naso, invece bisogna a aprirsi a mondi inesplorati e a persone che ci possono dare una prospettiva su quello che non conosciamo”

Tra i ragazzi su cui sta puntando l’attenzione, e che un giorno potrebbero diventare i nuovi Zuckerberg, ci sono i creatori di Code Academy, piattaforma che si propone di insegnare a tutti il code programming: “Programmare i codici dovrebbe essere un insegnamento obbligatorio in tutte le scuole – dice – perché solo così si può capire la società”.

Ma Czerny, che da giovane è stata un’ hippy, non pensa solo a tecnologia e business. “Serve anche la spiritualità: a un certo punto bisogna saper andare al di là del business e dei soldi, e riflettere su se stessi e il mondo”.

Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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