Cos'è il Lean Management: creare il prodotto che il cliente vuole - Economyup Cos'è il lean management

IL FOCUS

Cos’è il Lean Management: creare il prodotto che il cliente vuole



Cos’è il lean management, i principi, come è usato da aziende e startup per sviluppare la proposta commerciale più efficace

di Stefania Barbato

07 Lug 2022


Lean management

Nella prospettiva di creare business sempre più efficienti, competitivi sul mercato e flessibili rispetto ai continui cambiamenti, il lean management è diventato un paradigma sempre più usato. Molto spesso associato al mondo delle startup, in realtà affonda le sue radici già negli anni ’50, ed è una metodologia di organizzazione del business molto diversa rispetto al management tradizionale.

Che cos’è il lean management

L’idea alla base è di vendere un prodotto che il cliente sia effettivamente disposto a comprare, eliminando quindi sprechi di attività, soldi e tempo. Si tratta infatti di un processo di creazione del prodotto o servizio che si basa su un ciclo di ottimizzazione attraverso un modello a tre fasi, costruisci-misura-apprendi. I presupposti per poter operare scegliendo la strada Lean sono l’idea della centralità del cliente, l’ottimizzazione delle attività dell’azienda in ottica “zero-spreco” e la necessità di raggiungere un buon risultato grazie a feedback continui da parte del mercato.

Molto adatta ai contesti innovativi, in cui è necessario sperimentare se una certa idea abbia effettivamente possibilità di successo, per operare con il Lean management si richiede ai manager di cambiare prospettiva e aprirsi al mercato, ricercando la validazione del prodotto proprio da parte del cliente.

Si tratta quindi di lanciare un MVP (minimum viable product), una versione beta di quello che sarà il prodotto finale, con l’idea che il servizio andrà sempre aggiustato prima di poter avere una versione definitiva.

Questo tipo di approccio presenta dei vantaggi evidenti:

  • risparmio di tempo prima di lanciare un prodotto solo quando si ritiene che sia perfetto;
  • validazione già dal mercato, con conseguente riduzione di spreco di denaro per prototipi non funzionanti o apprezzati;
  • Miglioramento continuo verso la creazione di un modello definitivo che il mercato vuole, lavorando su risultati e feedback costanti;
  • Riduzione di rischio di un fallimento totale, avendo un approccio graduale di release delle versioni migliorate.

Quando nasce il concetto di lean management

Come anticipato, il Lean management vede parte delle sue radici negli anni ’50 quando gli ingegneri della casa automobilistica Toyota (tuttora proprietaria di una propria Toyota Lean Management) hanno modificato dei concetti del metodo di produzione elaborato da Ford. Il loro scopo era infatti di aumentare la qualità per il cliente eliminando gli sprechi e snellendo i processi produttivi.

Nel 1988 il metodo di produzione snella viene ripreso dall’accademico John Krafcic nel suo paper Triumph of The Lean Production System,  per poi diventare mainstream grazie ad Eric Ries, con il suo blog http://theleanstartup.com/ e relativo libro The Lean Startup.

L’autore statunitense Eric Ries infatti, ha modellato il suo Lean Startup combinandolo con la visione di Toyota e la sua esperienza personale, grazie ai fallimenti dei suoi progetti imprenditoriali che non trovavano clientela. Ha quindi identificato un punto chiave per raggiungere l’eccellenza: la customer centricity ovvero la creazione di un metodo che mirasse a coinvolgere i possibili clienti già nel processo di creazione del prodotto e chiedendo loro feedback, facilmente attuabili.

I principi per costruire un prodotto altamente desiderabile

Il percorso di attuazione del Lean management parte dall’idea e mira a costruire un prodotto altamente desiderabile per il cliente. Per raggiungere questo risultato, sono imprescindibili tre fasi: costruzione, misurazione e apprendimento.

  1. Costruzione – il cuore della metodologia Lean è di lavorare già su una versione basic del prodotto. Vuol dire che partendo dal need del cliente si è giunti ad una idea di soluzione. Il passo successivo è di lavorare quindi ad una prima prototipazione. Il rilascio di una versione beta o di un MVP Minimum Viable Product permetterà di lavorare da subito in maniera concreta e imparare il prima possibile;
  2. Misurazione – Per avere una prova tangibile dei progressi e della crescita dell’idea, e quindi una sua eventuale validazione, occorrerà trovare delle metriche misurabili che ci permettano di definire il progresso e quali, tra le attività vanno priorizzate e quali eventualmente tagliate o modificate;
  3. Apprendimento – in base alle risposte della clientela al prodotto e ai suoi aggiornamenti sarà fondamentale entrare in fase di apprendimento e quindi capire cosa funziona meglio, se sia il caso di pivottare, cambiare business o adattarsi a diverse logiche di mercato.

In queste tre fasi quindi risulta cruciale il ruolo della capacità di fare ipotesi e cambiarle rapidamente in base ai feedback, una snellezza che rende il metodo competitivo.

QUI una lecture di Eric Ries davanti al team di Google

The Lean Startup | Eric Ries | Talks at Google

Il lean management e le startup

Proprio grazie a questa snellezza e rapidità (evitando anni di studio e ricerca per poi lanciare un prodotto che nessuno realmente vuole) il Lean management è diventato un punto di forza di molte startup. In particolare, come definisce lo stesso Eric Ries, “la forza delle startup che scelgono la metodologia Lean è l’apprendimento convalidato, un metodo rigoroso per dimostrare il progresso quando si è immersi nel terreno di estrema incertezza”.

Soprattutto in un contesto in cui risparmiare tempo e capitali, evitando lo spreco, è rilevante per il business, determinandone spesso la sua stessa sopravvivenza.

Molti case studies importanti testimoniano la sua validità, tra cui quello di Dropbox, unicorno statunitense che ha lanciato il software di archiviazione e scambio dati/file in Cloud proprio in modalità Lean. Fondata nel 2007 da Drew Houston, l’attività dell’allora startup è iniziata con un MVP che presentava sfide di business non banali, legate al modello più adatto, privacy di dati e utenti, trasferimento, adattabilità ai diversi computer e altri temi tecnici.

Con la consulenza proprio di Eric Ries, il team ha lanciato un prototipo del servizio migliorandolo grazie ai feedback degli utenti, chiamati a fornire soluzioni su come avrebbero voluto il prodotto in versione ottimale. Il risultato? In Soli 15 mesi Dropbox è passata da 100.000 utenti registrati ad oltre 4 milioni.

Quali sono i vantaggi per le aziende

Costruire un’azienda in modalità Lean è sicuramente più facile che non lavorare su una revisione del mindset di una realtà già strutturata. Un cambio di approccio però, potrebbe portare dei benefici immensi anche ai contesti più tradizionali, colmando eventuali gap.

Uno dei modi migliori per approcciare il Lean thinking può essere quello di testarlo inizialmente su piccoli gruppi di lavoro o progetti, soprattutto nel caso in cui si voglia lanciare un prodotto innovativo, testandolo sul mercato, e in maniera agevole rispetto al core business della realtà.

Il punto forte del metodo lean startup, infatti, è che ti permette di prendere rischi imprenditoriali in maniera sicura. Non ti lascia immobile a pensare troppo e ti porta ad agire, con uno sforzo creativo.

Il modo migliore per usare il metodo per creare o innovare è quindi scrivere le idee di partenza e analizzarle una ad una sotto diversi punti di vista: costi, rischi, opportunità, impatto sulle aree, sul brand, possibili difficoltà e, infine, come far funzionare il modello. Da qui si può poi partire per passare al piano pratico, molto più snello rispetto ad un lancio tradizionale sul mercato.

Utilizzare dati e informazioni già in possesso e migliorare mano a mano il tiro, permette di avere un vantaggio competitivo rispetto alle startup che partono completamente da zero.

Lean management in sanità, strategie da adottare

Adottare il lean management all’interno di contesti strutturati può essere quindi una buona occasione per intraprendere una vera e propria lotta allo spreco, soprattutto in quei settori che necessitano di un adeguamento ai tempi.

La sanità può essere proprio uno degli esempi più calzanti, che rivela i suoi punti fallaci e necessita di un continuo adeguamento con le innovazioni del mercato. Basti pensare alla complessa gestione della pandemia e a tutte quelle tematiche legate alla gestione del paziente come liste d’attesa, duplicazione visite o cattiva organizzazione territoriale.

Con una metodologia in grado di mettere il paziente al centro e ricostruire i processi in base alle sue esigenze, si potrebbero scoprire flussi più adatti e snelli, evitando sprechi.

Se facilmente implementabile nel contesto startup e tech, un’introduzione del Lean Management nel settore sanitario potrebbe però non essere banale. Occorre quindi guardare anche ad altre evoluzioni della materia molto più verticali, come ad esempio il Value Based Healthcare, un framework strategico e metodologico che sta assumendo sempre più rilevanza e fa della misurazione il cuore del miglioramento sanitario.

In particolare, lo sviluppo del modello nel 2010 è attribuito al Prof. Michael Porter della Harvard Business School, che ha riadattato una serie di principi strategici dei settori economici.

Tra i sei punti rilevanti ci sono la misurazione e valutazione degli esiti e dei costi per ciascun paziente, il superamento del limite geografico e la riorganizzazione delle modalità di finanziamento, con l’implementazione dei rimborsi assistenziali.

Ultimo punto ma non meno importante, la costruzione di una piattaforma informatica efficace che ben si colloca in un contesto di digital transformation generale.

 

Stefania Barbato

Appassionata di musica, libri e tech, contribuisce a sviluppare l’ecosistema startup italiano con progetti innovativi, creatività e go-to-market