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TALENTI IN FUGA

Come aiutare i giovani a essere leader del futuro, aperti alle idee di cambiamento

di Donatella Cambosu

21 Mag 2018

Nell’ultimo decennio i laureati che lasciano l’Italia sono triplicati. Una perdita grave per un Paese che invecchia. Per questo BCG ogni anno ne seleziona 100 da sostenere. Il problema, osserva il direttore marketing Francesco Guidara, è che alcuni lavori da noi non si possono fare. O sono pagati poco

L’Italia è il secondo Paese più vecchio al mondo, secondo l’ultimo Rapporto Istat, e ha triplicato in 10 anni l’esodo dei talenti verso l’estero: nel 2016 ha perso circa 10mila giovani laureati.

Il nostro Paese, in sostanza, non riesce a trattenere le menti più brillanti, quella fascia di giovane popolazione che, grazie alle proprie capacità e all’impegno, può aspirare alla leadership nel Paese, all’interno delle istituzioni ma anche delle aziende. Sono questi talenti il propellente di ogni cambiamento e innovazione, oggi quanto mai importanti nel quadro di trasformazione digitale e industria 4.0 che l’intero globo vive. Stiamo vivendo un cambiamento epocale, come capita a tutte le generazioni. Una rivoluzione economica e sociale nella quale l’Italia sta perdendo i generali del suo esercito della salvezza.

Vi sono tuttavia iniziative che si oppongono alla fuga di cervelli, in modo concreto, passando prima di tutto dalla valorizzazione e dal potenziamento del talento stesso, iniziative che possono rappresentare una best practice.  Così è l’iniziativa ‘The future Makers’, ideata e realizzata da The Boston Consulting Group (BCG), che quest’anno si è svolta per il terzo anno consecutivo.

Francesco Guidara, direttore marketing BCG

Cos’è The Future Makers?

Cento studenti da ogni Università d’Italia, 50% donne e 50% uomini, selezionati da BCG con la collaborazione dei Rettori, non solo sulla base del proprio ‘libretto universitario’ ma delle attitudine, dell’impegno, delle passioni dimostrati vengono invitati per una settimana a Milano presso la sede BCG, completamente spesati. Qui hanno la possibilità di incontrare, conoscere e ascoltare tra le più brillanti menti italiane in campo economico, nello sport, nell’arte, nelle istituzioni e confrontarsi sui macrotrend globali. ‘Lo spirito di questa iniziativa è quello del ‘give back’. – dice Francesco Guidara, Direttore Marketing BCG per Italia, Grecia e Turchia – BCG è legata all’Italia da un rapporto di 30 anni, ci siamo chiesti cosa potevamo fare come organizzazione per restituire almeno qualcosa di quello che questo Paese ci ha dato. L’idea emersa con maggiore forza è stata proprio quella di realizzare un progetto per supportare i giovani talenti, i leader di domani – siano essi ricercatori, persone che lavoreranno nel profit, nel non profit, nelle società, nelle istituzioni – a essere dei leader migliori. Ad essere più strutturati, più forti, ma anche più aperti e permeabili alle grandi idee che stanno plasmando il mondo. Così ogni anno scegliamo da Nord a Sud 100 giovani, rappresentativi di un’Italia estremamente interessante, c’è tantissimo talento in Italia. Questi giovani vanno incoraggiati e aiutati a diventare leader, perché possono essere davvero la chiave per essere un Paese migliore in un mondo estremamente complesso».

Identikit dei leader del futuro

Sono stati già visti 300 giovani talenti, che impressione fanno? Che tipo di leader saranno? «Hanno la caratteristica di essere molto appassionati, hanno un’apertura globale straordinaria, capiscono che le fonti delle idee sono fondamentali, siano essi un TED, il web nella sua parte migliore, un giornale cartaceo tradizionale. Sanno che alcuni temi hanno scala globale, come la mobilità, la sostenibilità, il futuro dell’energia», spiega Guidara. «Noi li abbiamo visti interloquire con personaggi davvero di altissimo profilo con sicurezza, competenza e anche capacità di lettura di fenomeni non scontati. Sono ragazzi davvero molto in gamba, che non assomigliano per niente a quell’idea di ‘bamboccioni’ che qualche anno fa aveva preso piede. Sono ragazzi che a 20 anni stanno a Madrid, a Monaco, a Londra, ma rimangono tutti affezionati all’Italia. Questa caratteristica è venuta fuori molto forte: non hanno problemi a fare la valigia e partire per vedere cosa succede altrove, per fare esperienza, ma appena possibile e avendo le opportunità la loro ambizione è tornare in Italia».
I 100 laureati selezionati per The Future Makers

In Italia retribuzioni basse

Che tipo di difficoltà incontrano questi giovani talenti in Italia?  «Credo che loro subiscano le conseguenze del fatto che negli anni scorsi vi sono stati degli svuotamenti di determinate posizioni lavorative. L’Italia soffre di due cose in ambito lavorativo: primo, un gap retributivo importante, per cui stessi lavori sono pagati molto meno in Italia rispetto ad altri luoghi nel mondo, purtroppo tutte le indagini un po’ strutturate in ambito retributivo lo confermano. Secondo, alcuni lavori proprio non esistono in Italia, forse esistono a Milano, ma sicuramente a Firenze, Roma, Genova, Napoli non ci sono. Ci sono lavori che oggettivamente puoi fare solo se vivi in centri come Londra, Francoforte, Parigi e, in Italia, Milano, che in effetti oggi è una piattaforma fantastica per qualunque imprenditore. Ma piuttosto che alle difficoltà italiane, guarderei ai suoi punti di forza. Il principale è quello di essere una straordinaria piattaforma di design, che ormai permea molto i giovani. All’apertura dell’edizione 2018 di The Future Makers abbiamo ricevuto un bellissimo messaggio, indirizzato ai 100 talenti, da parte del premier Paolo Gentiloni, che augurava buon lavoro a questi ragazzi e diceva ‘ragazzi portate avanti la bellezza’. L’Italia è il Paese della Bellezza e su questo tratto vanno costruite anche le carriere, i progetti, i successi».

The Future Makers avrà anche altre edizioni, sono già aperte le candidature per selezionare i 100 talenti per l’appuntamento 2019. E l’aspirazione di BCG è che l’iniziativa possa crescere, camminare con le sue gambe, essere capace di coinvolgere tante aziende e realtà italiane in una missione che può aiutare a formare e trattenere una classe dirigente più pronta ad affrontare le complesse sfide del mondo odierno. «The Future Makers è un progetto che abbiamo ideato, ma che assolutamente non vogliamo tenere solo per noi – conclude Francesco Guidara – anzi l’ambizione è coinvolgere altri partner, perché pensiamo che lo sforzo congiunto di altri soggetti possa produrre risultati ancora migliori per il Paese».

Donatella Cambosu

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