Agos, come una società del credito scova l'innovazione (anche) al suo interno | Economyup

Open Innovation in Practice

Agos, come una società del credito scova l’innovazione (anche) al suo interno



Gabriella Scapicchio, responsabile dell’Innovation Lab della società finanziaria, individua gli innovatori tra le risorse interne e organizza full immersion per insegnare ai dipendenti un approccio di lavoro innovativo. E sono in arrivo altri progetti. Come una collaborazione con le startup sull’Intelligenza Artificiale

di Alessandra Luksch

14 Apr 2017


Gabriella Scapicchio, Responsabile dell’Innovation Lab di AgosAgos è una società finanziaria leader nel settore del credito alle famiglie. Agos eroga credito attraverso differenti linee di prodotto ed è presente nel mercato italiano dal 1987 con sede centrale a Milano. Offre, inoltre, una presenza capillare su tutto il territorio nazionale che permette di garantire ai propri clienti un’assistenza tempestiva e di fornire proposte vantaggiose ed efficaci sulla base delle esigenze specifiche.

Dopo 13 anni nell’area marketing di Agos Ducato, di cui quasi nove nel ruolo di Responsabile, Gabriella Scapicchio si è trovata lo scorso maggio ad avere l’opportunità di ricoprire una nuova funzione: quella di Responsabile dell’Innovation Lab. «Quando mi è stata proposta la job rotation, mi sono state offerte due opportunità totalmente diverse: una era ben strutturata e ben funzionante come il marketing e cresceva a due cifre, e l’altra consisteva nell’essere a capo di una funzione ancora inesistente che nasceva con me, in staff al Condirettore Generale e Capo della Strategia Digitale dell’azienda. Si trattava proprio di fare lo start-up dell’Innovation Lab, con a disposizione budget e risorse scarse», racconta la manager, che ha scelto la seconda strada decidendo di uscire in maniera disruptive dalla propria ‘comfort zone’ per iniziare questa nuova avventura.

«La mia prima tappa è stata innanzitutto lo studio dei temi d’innovazione, guardando le best practice in Italia e all’estero. Mi è stata lasciata molta autonomia, l’unico punto fermo riguardava essenzialmente il coinvolgimento delle risorse interne: l’innovazione non doveva essere chiusa in un laboratorio ma doveva essere patrimonio di tutti e doveva avere il contributo di tutti colleghi. Mancava know how nell’innovazione, ma la propensione dei colleghi ad innovare era molto alta!».

La prima attività è stata quindi l’engagement interno, stimolando il coinvolgimento dei colleghi per capire, attraverso un assessment ad hoc, quante risorse erano interessate e potenzialmente in grado di fare innovazione in azienda. È stato mandato un invito a tutti dipendenti chiedendo chi volesse partecipare all’innovazione di Agos, e su 2100 destinatari sono state ricevute quasi 1.400 adesioni volontarie. «È stato per noi un risultato straordinario: non ci aspettavamo tanto entusiasmo e, quando abbiamo mandato il test, peraltro abbastanza lungo, per valutare il proprio livello di propensione all’innovazione e all’imprenditorialità, quasi tutti coloro che avevano aderito lo hanno completato».

Il test ha permesso di rilevare la propensione all’innovazione dei dipendenti di Agos Ducato, che sono così stati classificati secondo alcune categorie e profili di innovatori, per definire anche la loro capacità di avviare delle vere e proprie startup interne all’azienda.

Sono stati individuati 30 ‘Innovation Explorers’ di diverse funzioni aziendali, ruoli e città d’ Italia, che sono stati invitati nella ‘Innovation Community’ per dedicarsi a sviluppare progetti innovativi.

«A questo punto è stato necessario stimolare anche i Top Managers: i nostri Explorers necessitavano di tempo riservato e protetto da dedicare a questa attività. È stato quindi deciso con il Comitato di Direzione di ritagliare il 20% del loro tempo lavorativo, per dedicarsi all’innovazione fuori dal proprio spazio di lavoro consueto, utilizzando tool digitali collaborativi per lavorare il remoto. Nello stesso tempo ho interrogato la linea strategica di Agos per definire i temi di innovazione prioritari per l’azienda», spiega Gabriella Scapicchio. Sono stati così individuati 6 temi, distribuiti su 6 team startup cross-funzionali composti dai membri dell’Innovation Community, che ogni 4 mesi devono portare a termine dei progetti con la metodologia ‘Agile’, realizzando dei prototipi e testandoli sugli utilizzatori finali.

Call4ideas CARDIF
Il Next Normal di Open-F@b?Call4Ideas. Proponi il tuo progetto innovativo!
Digital Transformation
Open Innovation

Accanto a questa iniziativa si sono affiancati una call4ideas del gruppo Credit Agricole Consumer Finance per raccogliere idee sulla ‘Customer Centricity’, e che si è conclusa con la vittoria anche di una delle squadre italiane, e l’Innovation Express, una full immersion di due giorni ripetuta in 7 edizioni che ha raccolto 160 dipendenti fuori dall’azienda per insegnare loro l’approccio di lavoro delle startup.

«Tante sono le sfide in corso e future: dall’Innovation Express per i Direttori di funzione alla beta di alcune idee interessanti già raccolte, fino a un progetto di intelligenza artificiale che ci porterà a lavorare fianco a fianco con le startup, e alla creazione di un con Collab Agos con i nostri Clienti Dipendenti e Dealers», conclude la manager.

«Oggi con l’entusiasmo e l’iniziativa, questo gruppo di innovatori sta crescendo grazie tutti i dipendenti che postano idee innovative sul nostro canale web interno. Se sono considerate di valore, le persone che le hanno proposte vengono invitate a formare un team e ad unirsi alla Community per creare il prototipo. Un vero e proprio meccanismo virale».

«Ho fatto una scelta di passione, che rifarei. Nonostante lasciassi una funzione ben strutturata e strategica, ho voluto molto questo nuovo ruolo, assumendomi il rischio di partire da zero.

A volte bisogna cogliere le opportunità con coraggio, anche se non sappiamo subito quale sarà il risultato finale», conclude Gabriella Scapicchio.

 

Alessandra Luksch

Direttore dell'Osservatorio Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano