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SMART MOBILITY

Aerei a guida autonoma, come funzionerà il centro R&D di Boeing a Boston

08 Ago 2018

L’azienda sta lavorando allo sviluppo di veicoli autonomi e sistemi di trasporto futuri. Con Aurora Flight Sciences, società acquisita l’anno scorso, Boeing userà l’Intelligenza Artificiale per permettere a un solo pilota di controllare un volo a lungo raggio. Per poi passare ai taxi volanti sul modello di UberAir

Dopo l’auto a guida autonoma, gli aerei a guida autonoma firmati Boeing. Sembra fantascienza, e al momento lo è, ma c’è già chi sta lavorando per costruire e far volare aerei che si pilotano da soli. Boeing ha annunciato in questi giorni l’apertura di un nuovo centro R&D a Boston dedicato proprio a questo progetto.

COME SARÀ IL CENTRO R&D DI BOEING

Il nuovo ufficio, scrive TechCrunch, sarà occupato da ingegneri e dipendenti della sussidiaria di Boeing, Aurora Flight Sciences, acquistata l’anno scorso. La compagnia ha in programma anche di collaborare con il MIT, che peraltro possiede gli uffici dove il centro è stato installato.

“Boeing sta guidando lo sviluppo di nuovi veicoli autonomi e sistemi di trasporto futuri che porteranno il volo più vicino a casa” ha detto Greg Hyslop, Chief technology officer di Boeing. “Investendo in questo nuovo centro per la ricerca, stiamo creando un hub dove i nostri ingegneri possono collaborare con altri ingegneri di Boeing e con ricercatori partner in tutto il mondo, in modo da potenziare l’ecosistema dell’innovazione a Cambridge”.

BOEING E LA BLOCKCHAIN

Boeing ha annunciato inoltre la sua collaborazione con SparkCognition, società impegnata nella tecnologia dell’intelligenza artificiale (AI), per fornire soluzioni di gestione del sistema di traffico aereo senza pilota.

Boeing e SparkCognition useranno l’intelligenza artificiale e le tecnologie blockchain per tracciare gli aerei senza pilota in volo e distribuire i corridoi di traffico e le rotte allo scopo di assicurare un trasporto sicuro. Attraverso la collaborazione, saranno in grado di fornire inoltre un’interfaccia di programmazione standardizzata a supporto della consegna dei pacchi, delle ispezioni industriali e di altre applicazioni commerciali. Boeing HorizonX Ventures ha investito precedentemente in SparkCognition per sostenere il suo sviluppo di un piattaforma cognitiva data-driven analytics per la sicurezza e l’affidabilità dei dati tecnologici.

PERCHÉ BOEING COLLABORA CON AURORA FLIGHT SCIENCES

L’interesse di Boeing negli aerei a guida autonoma è emerso chiaramente l’anno scorso quando ha siglato l’acquisizione della già citata Aurora Flight Sciences, una fra le principali aziende specializzate nella costruzione di droni e velivoli autonomi. Grazie all’accordo, Boeing ha potuto integrare una pluralità di conoscenze e competenze che potrebbe traghettare la compagnia verso aerei a lungo raggio con co-pilota robot. Boeing, scrive L’Espresso, è consapevole dell’impatto che la scarsità di piloti potrebbe aver sullo sviluppo del business delle compagnie aeree. L’obiettivo, dunque, è un sistema di intelligenza artificiale in grado di permettere a un solo pilota di controllare il volo di un aereo a lungo raggio, un passo avanti verso velivoli completamente autonomi. Dalla sua costituzione nel 1989, Aurora ha realizzato oltre trenta aerei senza pilota che utilizzano innovativi sistemi di navigazione, machine learning e sistemi di controllo del volo avanzati. Per esempio, un co-pilota robot e un software in grado di “percepire” la pista di atterraggio sono già stati sperimentati su un volo con simulatore di un Boeing 737.

I TAXI VOLANTI DI UBER

Quand il Cto di Boeing parla di “portare il volo più vicino a casa”, fa evidente riferimento al progetto Uber Elevate e al servizio UberAir, i taxi volanti di Uber. L’interesse di Boeing, infatti, non si limita al lungo raggio. Nel progetto rientrano anche a velivoli in grado di decollare e atterrare da soli in verticale come un elicottero. Quello che intende fare Uber Air, i cui primi voli sperimentali sono in programma in Usa nel 2020. I taxi volanti, così come quelli a guida autonoma, potrebbero essere commercializzati entro 5-10 anni.

I taxi volanti sempre più vicini, Uber promette: “Sul mercato entro 10 anni”

BOEING E IL COMPETITOR AIRBUS

Tra i competitor di Boeing c’è Airbus che, come riferisce Tech Crunch, intende passare già dal 2019 dal prototipo al decollo di modelli. La società ha messo a punto un velivolo elettrico con quattro rotori grado di trasportare fino a quattro passeggeri con un’autonomia di volo di quindici minuti e una velocità da 120 chilometri l’ora. Una volta operativo, l’obiettivo è utilizzarlo per collegare i principali punti nodali del traffico urbano, come stazioni e aeroporti.

GLI AEREI A GUIDA AUTONOMA E LE REGOLE

Ovviamente il campo del volo a guida autonoma è ancora tutto da esplorare, a partire dalla regolamentazione. Come al solito l’innovazione corre più veloce dei regolamenti: l’eventuale accesso di persone a flotte aeree semi-autonome dovrà essere regolamentato dalla Federal Aviation Administration (FAA), ente federale statunitense per la sicurezza aerea.

Al momento le regole sono molto chiare, ma sono state scritte per un sistema di aviazione che gestisce meno di 250mila piccole flotte, la maggior parte delle quali contiene pochissime funzionalità di automazione. D’altra parte la FAA, equivalente della nostra Enac, ha mostrato una certa capacità di adattarsi velocemente all’innovazione tecnologica quando ha stabilito le regole per il volo dei droni.

LA FEDERAL AVIATION ADMINISTRATION E I DRONI

La Federal Aviation Administration ha infatti dato via libera a maggio scorso alla consegne via drone. La mossa, un assist ad Amazon che da tempo sta lavorando ai mini-velivoli per l’ultimo miglio della propria filiera, sarebbe in linea con gli obiettivi della Casa Bianca che punta ad accelerare per recuperare terreno: in Australia e Uk le sperimentazioni sono già state avviate. Il tutto, mentre Amazon, General Electric, Google e la stessa Boeing stanno già lavorando alla realizzazione di una “superstrada” aerea per droni, interamente gestita e finanziata da privati, in alternativa a quella federale.

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