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A che cosa serve un fondo di Corporate Venture Capital?



Un fondo Corporate Venture Capital serve per presidiare le aree di futuro sviluppo dell’azienda. Come spiega Geert van de Wouw, Vice President Shell Ventures: le sue linee di business non chiedono di investire sulla guida autonoma, ma lui deve farlo. Obiettivo: balance short term with long term

di Alberto Onetti

23 Feb 2021


Corporate Venture Capital, acronimo CVC. È molto diffuso a livello mondiale, soprattutto tra le grandi aziende. Il 77% delle Fortune 100 companies investe in startup, mentre il 52% (7 su 10) lo fa attraverso un veicolo di investimento dedicato (un fondo di CVC appunto). E sempre più aziende stanno lanciando veicoli di investimento (nell’ultimo triennio sono stati lanciati circa 250 nuovi fondi di CVC all’anno). E i CVC contribuiscono per oltre un terzo agli investimenti in startup nel mondo.

In Italia invece gli investimenti in startups stentano. Qualche azienda ha un fondo (esempi sono TIM, Intesa, Unicredit, A2A), altre investono off-balance – ossia attingendo al proprio bilancio, senza un veicolo dedicato (ad esempio Reale Mutua, CNHi, …) – la maggior parte restano fuori dal gioco.

La domanda è: a che cosa serve avere un fondo di Corporate Venture Capital?

(Spoiler) Vi anticipo la risposta: un fondo di Corporate Venture Capital serve per presidiare le aree di futuro sviluppo dell’azienda. E così facendo dando un futuro all’azienda.

Lo spiega molto bene Geert van de Wouw, Vice President Shell Ventures. Per dare un po’ di numeri, Shell ha dal 1997 un fondo di CVC, con un team di 35 persone – tra Olanda, Londra, San Francisco, Boston, Houston, India e London – e oltre 700 milioni di dollari investit. Hanno 90 portfolio companies attive.

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Geert, nella nostra Mind the Chat di settimana scorsa, spiega che, quando chiedi alle tue business unit che cosa hanno bisogno in termini di innovazione, ricevi una “shopping list” di necessità focalizzate sul breve termine (oggi e domani), in quelle aree che vengono definite come “adjacent innovation”. Tendono a concentrarsi su quello che è di loro immediato interesse. Al riguardo, lo strumento per supportarle non è il Corporate Venture Capital, quanto piuttosto quello che viene definito “venture client”, ossia lo scouting di soluzioni mature pronte per essere utilizzate.

Il compito del Corporate Venture Capital è “balance short term with long term”

Per spiegare cosa si intende Geert porta l’esempio dell’autonomus driving.La guida autonoma avrà molto probabilmente un impatto di tipo disruptive sul retail business di Shell. Ma, per quanto la sua divisione retail non gli chiederà mai di investire in quell’area, è importante che lui comunque lo faccia. Perché? Perché deve pensare a Shell tra 5-10 anni e fare in modo che abbia un ruolo su aree (tecnologie e mercati) ove oggi non è presente.

Quindi il compito del CVC è “balance short term with long term” and “bridge the gap with the use of technology”. Il suo compito è ridisegnare le traiettorie strategiche dell’azienda. Non utile oggi né domani. Ma utile per le imprese che ambiscono ad esserci dopodomani.

Alberto Onetti

Chairman (di Mind the Bridge), Professore (di Entrepreneurship all’Università dell’Insubria) e imprenditore seriale (Funambol la mia ultima avventura). Geneticamente curioso e affascinato dalle cose complicate.