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Internazionalizzazione

Ecco perché Lavazza ha acquistato la francese Carte Noire per 700 milioni

11 Mar 2016

Espandersi sul mercato internazionale e raggiungere 2 miliardi di fatturato. Questi i motivi che hanno portato l’azienda di caffè a rilevare la società transalpina. L’operazione arriva dopo l’acquisto della danese Merrild nel 2015 e dell’acquisizione, nel 2010, del 7% (poi salito all’8) dell’americana Green Mountain Coffee Roaster

Il caffè è un piacere, e Lavazza, storica azienda italiana a cui appartiene il famoso claim, lo sa bene. Tanto che, per gustare ancora di più il piacere del caffè si è “bevuta” anche Carte Noire, leader francese nel mercato retail del caffè con una quota del 20%. Un’acquisizione costata circa 700 milioni di euro che consente al gruppo italiano di espandersi ancor più sul mercato internazionale.

L’accordo con il gruppo Jacobs Douwe Egberts, proprietario del brand transalpino, è avvenuta il 29 febbraio: oggetto dell’acquisizione (che include il sito produttivo di Lavérune) i marchi e le attività di Carte Noire all’interno dell’Area Economica Europea (che comprende i 28 Stati dell’Ue più Islanda, Liechtenstein e Norvegia), in particolare per il caffè macinato e in grani, le soft pods e le capsule compatibili Nespresso. L’azienda torinese ha ottenuto anche la licenza quinquennale per il marchio Senseo in Austria per soft pods e capsule compatibili Nespresso, mentre sono esclusi le capsule Tassimo e (ma solo per i primi due anni) il caffè solubile e i prodotti per il canale fuori casa.

Per Giuseppe Lavazza, vicepresidente della società assieme al cugino Marco, l’acquisizione è stata “un matrimonio perfetto e che rende ora più forte l’intero gruppo. È un’operazione che fa della Francia, Paese in cui abbiamo iniziato il nostro processo di espansione internazionale nel 1982, il nostro secondo mercato per importanza dopo l’Italia: un polo da 500 dipendenti con una stima di fatturato che si attesta intorno al 20% del totale del Gruppo, nell’anno in corso“.

E per l’ad Antonio Baravalle “l’acquisizione di Carte Noire da parte di Lavazza unisce due aziende che sono simili per storia, per livello di immagine e cultura della qualità. Allo stesso tempo, la complementarietà dei rispettivi segmenti di consumo, che vede Lavazza tra i marchi leader in Francia nel mercato fuori casa e Carte Noire in quello domestico, apre la strada a grandi potenzialità di sviluppo”.

Del resto, quella  di Carte Noire è solo l’ultima di una serie di acquisizioni portate a termine dallo storico marchio italiano: nel 2015 (anno in cui era inizialmente sfumato l’accordo per Carte Noire) era entrato a far parte del Gruppo il brand Merrild, leader storico in Danimarca e Paesi Baltici, mentre nel 2010 la società aveva acquisito un importante 7% (poi salito all’8) di Green Mountain Coffee Roaster, leader del caffè Usa.

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Baravalle – è raggiungere un livello dimensionale che ci consenta di giocare sempre di più un ruolo centrale sul mercato, conservando allo stesso tempo la nostra identità e i nostri valori, per dare vita a un gruppo globale e indipendente, specializzato nel caffè, pronto a competere a livello internazionale” raggiungendo i 2 miliardi di fatturato. Obiettivo non lontano, dato che nel 2015 il giro d’affari ha superato gli 1,4 miliardi di euro e nel 2016 la previsione è quella di raggiungere gli 1,7 miliardi di euro di fatturato.

di Concetta Desando

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