Katoo: 7,2 milioni per la startup spagnola del foodtech che innova la supply chain - Economyup

IL FINANZIAMENTO

Katoo: 7,2 milioni per la startup spagnola del foodtech che innova la supply chain



La piattaforma punta a semplificare e facilitare il rapporto tra ristoranti e fornitori attraverso una ordering app. “La supply chain alimentare continua a essere gestita alla vecchia maniera con penna e fax – dice il CEO di Katoo – noi offriamo tecnologia”. Prossimi step: l’espansione in Portogallo e America Latina

30 Set 2021


I cofounder di Katoo

La startup spagnola del FoodTech, Katoo, ha chiuso un round di 7,2 milioni di dollari a meno di due anni dalla nascita, portando la raccolta totale a oltre 10 milioni di dollari. Il round è stato finanziato da K-Fund (Investitore leader in Spagna), insieme ai fondi americani Expa (il fondo di proprietà del co-founder di Uber), FJ Labs, Soma Capital e il portoghese VC Shilling Capital. L’azienda ora punta a crescere e ad espandersi in Portogallo e America Latina.

Che cosa fa Katoo

Fondata nel 2019 da Karan Anand e Diogo Cunha a Madrid, opera attualmente in Spagna, Italia e Portogallo. La piattaforma è stata creata per semplificare e facilitare il rapporto tra ristoranti e fornitori. Attraverso una semplice ordering app, permette agli chef e ai gestori di ristoranti di effettuare i loro ordini in modo rapido, semplice e immediato via e-mail o WhatsApp. Inoltre, l’app permette ai propri utenti di ottenere dati storici, report mensili e pannelli con riepiloghi di spese, importi e loro variazioni per facilitare la gestione. Due anni dopo dal suo lancio nel settembre 2019, Katoo ha già elaborato più di 200 milioni di ordini annualizzati da oltre 5.000 tra ristoranti e fornitori.

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Chi sono gli investitori

Katoo ha già alle spalle una storia di round di finanziamenti di successo. La startup ha infatti ottenuto un round di 3,5 milioni di dollari solo 9 mesi fa da parte di GFC e Otium Capital.
Oggi, Katoo annuncia ufficialmente di aver ottenuto un nuovo round di 7.2 milioni di dollari guidato dall’investitore spagnolo K-Fund, che porterà l’azienda a un finanziamento totale di 10 milioni di dollari. Hanno inoltre partecipato i fondi americani Expa (il fondo di Garret Camp, co-founder di Uber), FJ Labs, Soma Capital e il portoghese VC Shilling Capital. Gli attuali investitori GFC e Otium Capital hanno raddoppiato la loro scommessa premiando la vision di Katoo, che consiste nel “sviluppare software per rendere efficiente, equa e trasparente la supply chain alimentare”, mantenendo così i pieni diritti di investimento pro-rata.

Tra coloro che hanno riposto la fiducia in Diogo (Co-Founder e CEO) e Karan (Co-Founder e CPO) e nella loro vision, non ci sono soltanto investitori istituzionali. Anche imprenditori di successo e con molta esperienza nel FoodTech hanno investito nella startup: il co-founder di Glovo Sacha Michaud, Dimitri Farber, co-founder di Tiller recentemente acquisito, e Marcos Alves Cardoso, co-founder di TheFork, sono alcuni di loro.

Katoo: superare la “vecchia” supply chain alimentare

Il CEO Diogo Cunha ha così commentato: “La supply chain alimentare continua a essere gestita alla “vecchia maniera”. Fax, carta, penna e messaggi vocali sono ancora considerati lo standard. Questo round ci permetterà di continuare a investire per offrire la miglior tecnologia alle persone che ci nutrono.”

Il Covid non ha frenato Katoo: negli ultimi 9 mesi, la startup ha visto il numero dei suoi ordini crescere di otto volte. I loro oltre 5.000 ristoranti e fornitori vanno dalle più grandi catene come I Love Poke (60+ punti vendita in Italia), a famose pizzerie come Cocciuto, e ad alcuni ristoranti stellati Michelin.

Lorenzo Franzi (Partner presso GFC): “Conosciamo Diogo e Karan fin dall’inizio e siamo stati più volte colpiti dalla profonda comprensione del settore da parte del team e dalla loro velocità di esecuzione. Nonostante il Covid, che ha avuto conseguenze significative sul mercato, sono riusciti ad adattarsi e continuare a generare valore per i loro clienti.”

Katoo: i progetti futuri

Katoo ha oggi un transato annualizzato di 220 milioni di dollari grazie alle app in due Paesi (Italia e Spagna). Parte dei finanziamenti raccolti nell’ultimo round saranno utilizzati per espandere l’azienda in Portogallo e portare il modello anche in America Latina e in altri Paesi europei.

L’espansione in altri mercati non è però l’unico progetto a cui Katoo sta lavorando. L’azienda punta infatti a investire sul suo prodotto eliminando l’attività di data entry manuale attraverso integrazioni con l’ERP e a risolvere i problemi legati al cash flow grazie a prodotti finanziari. Senza ovviamente dimenticare i suoi core users: tra gli obiettivi principali c’è infatti l’ambizione di riuscire a prevedere le esigenze di magazzino dei ristoranti, integrandoli con i più utilizzati sistemi di PoS.

“Abbiamo creato Katoo per facilitare la comunicazione tra ristoranti e fornitori. Durante l’epidemia, abbiamo dimostrato che i nostri tool migliorano la relazione diminuendo il numero di errori e migliorando l’efficienza. Adesso siamo impegnati a continuare ad aiutarli, lanciando servizi finanziari come pagamenti semplificati e centralizzati, riconciliazione dei pagamenti e finanziamenti” ha detto Karan Anand.

Sergio Alvarez Leiva (Partner di K Fund) ha commentato: “Dopo aver conosciuto Diogo e Karan siamo rimasti colpiti dalla loro voglia e dal loro impegno nel cambiare in meglio la supply chain alimentare. Siamo sicuri che Katoo sia sulla strada giusta per consolidare la sua posizione di leadership nel Sud Europa e replicarla ancora di più in America Latina.”

Katoo: a caccia di talenti che lavorino da remoto

La startup sudeuropea sta cercando di spingere la sua crescita triplicando il suo personale con oltre 60 nuovi posizioni che entreranno in forza entro la fine dell’anno, soprattutto nelle aree come tecnologia, prodotto, growth e business development.

Anche se gli uffici di Katoo hanno sede in Italia, Spagna e Portogallo, molti dipendenti stanno lavorando da remoto in diverse parti d’Europa e in America Latina. La startup è infatti impegnata a promuovere un modello di lavoro da remoto dove la priorità dei Katooers è la flessibilità.