Venture capital, l'incertezza globale frena gli investimenti | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Il report

Venture capital, l’incertezza globale frena gli investimenti

28 Lug 2016

Per il quarto trimestre consecutivo l’ammontare dei capitali di rischio è in discesa a livello mondiale. L’instabilità dei mercati la prima causa. Ma emerge anche la tendenza a concentrare gli investimenti sulle startup consolidate, come gli unicorni

L’incertezza, si sa, è un freno per gli investimenti. A confermarlo sono i dati dell’ultimo report sui trend globali del venture capital pubblicati da Kpmg International e CB Insights. Secondo questo report, nell’ambito del capitale di rischio, si registra una sostanziale timidezza da parte degli investitori a scommettere su business emergenti. Il motivo? La costante instabilità economica globale che ha caratterizzato gli ultimi mesi: disordini politici e attacchi terroristici in aggiunta alle imprevedibili conseguenze della Brexit stanno inducendo i fondi di tutto il mondo a rivedere le loro strategie, spostando il radar verso realtà imprenditoriali più consolidate.

INVESTIMENTI, QUARTO TRIMESTRE IN CALO
I dati raccolti da Cb Insights evidenziano come il secondo trimestre del 2016 sia stato il quarto trimestre consecutivo in cui gli investimenti in venture capital a livello mondiale hanno fatto registrare una flessione, nonostante un ammontare complessivo di 27,4 miliardi di dollari investiti su 1.886 deal. «È un momento abbastanza complesso per gli investitori in capitale di rischio – ha dichiarato Brian Hughes, partner di KPMG al sito Fast Company – gli ultimi avvenimenti hanno generato instabilità nei mercati, motivo per cui alcuni di loro hanno deciso di rallentare gli investimenti, mentre altri si stanno concentrando su aziende strutturate e con un business già avviato come Uber, Snapchat, o Didi Chuxing».

Non è un caso che Hughes citi queste tre società. Si tratta di aziende con una valutazione di mercato superiore ai dieci miliardi di dollari. Unicorni quindi. Anzi, forse sarebbe più appropriato definirle “decacorni”. E infatti, osservando i dati del mercato nordamericano – la regione che guida la classifica degli investimenti mondiali in venture capital – viene fuori che ben cinque unicorni sono stati finanziati in questo ultimo trimestre, contribuendo così all’incremento degli investimenti effettuati in Nord America, che hanno raggiunto quota 17,1 miliardi di dollari (nel secondo trimestre del 2016) con una crescita del 10% rispetto allo scorso anno.

Fabrizio Marino
Giornalista

Sono stato responsabile della sezione Innovazione e Tecnologia de Linkiesta, ho gestito la comunicazione di Innogest, sono Content Creator per PoliHub. Per EconomyUp mi occupo di innovazione e startup.

Articoli correlati