Vendere servizi finanziari, con il pure-as-a-service chiunque potrà diventare una banca - Economyup

FINTECH

Vendere servizi finanziari, con il pure-as-a-service chiunque potrà diventare una banca



Il pure-as-a-service è una nuova fase delle fintech, che forniranno pacchetti completi per poter permettere a chiunque di offrire ai propri clienti prestiti, assicurazioni o servizi di pagamento. Sarà un’evoluzione dell’embedded finance

15 Giu 2022


Se tutte le aziende sono o  dovrebbero diventare tech company o data company, tutte potranno anche diventare fornitori di servizi finanziari. Sarà l’effetto del pure-as-a-service, che rappresenta una nuova fase del fintech che, dopo il livello della collaborazione, è pronto ad andare oltre.

Dall’embedded finance al pure-as-a-service

“Un modello in cui la società fintech non si limita a fornire la tecnologia proprietaria che consente tecnicamente di offrire un particolare servizio finanziario, ma anche le licenze per poterlo erogare praticamente”, così lo definisce Andrea Papa, Business Operations & Development Manager di Opyn, definisce il pure-as-a-sertvice. “In sostanza si tratta di un pacchetto completo che permette a chiunque di svolgere attività finanziaria, che finora è stata invece riservata a particolari categorie di operatori sul mercato (come appunto le banche o gli istituti di pagamento o le società di factoring e così via). Con tecnologia e licenza un e-commerce, un autonoleggio o un negozio di abbigliamento possono erogare prestiti, assicurazioni, servizi di pagamento”.

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Il pure-as-a-service è l’evoluzione dell’embedded finance, la finanza incorporata che fluisce sotto i core business delle aziende di ogni settore merceologico e che diventa una fonte di reddito, anche importante, in un’epoca in cui i margini sono sotto pressione ed è sempre più difficile crescere senza innovare.  Un mercato da oltre 7mila miliardi, che abilita un nuovo modo di erogare finanza e fruirne.

Embedded finance, la finanza incorporata nell’acquisto

“Secondo le stime più accreditate, entro il 2026 il 96% delle imprese avrà lanciato una sua offerta di embedded finance e il mercato potenziale ha un valore stimato di oltre 7mila miliardi di dollari al 2030 (le stime sono di Dealroom e Abn Amro), un valore che corrisponde al doppio di quello delle prime 30 banche e assicurazioni del mondo”, ricorda Papa.

Ma al di là di questi numeri, quello che si rileva è che l’embedded finance consente di rispondere alla domanda di un’esperienza sempre più snella, disintermediata e time-saving dei clienti corporate. E allora, di cosa parliamo? Della possibilità di pagare a rate, sottoscrivendo un prestito direttamente mentre si finalizza la transazione con Amazon; di un’assicurazione che viene erogata contestualmente al noleggio di un’auto; di un pagamento automatico, senza carta di credito, quando ci si serve di un autista Uber. Tutte cose che già esistono ma che sono destinate ad ampliarsi enormemente sfruttando i modelli di business che le Fintech sono già in grado di offrire. 

Come siamo arrivati al pure-as-a-service

Tre sono gi elementi che stanno spingendo le aziende, bancarie e non bancarie, a integrare un’offerta finanziaria nel proprio business.

  1. L’entrata in vigore della PSD2, la direttiva europea sui pagamenti digitali che ha il merito di aver riportato la disponibilità dei dati in capo ai clienti bancari. Sono questi ultimi che possono decidere di dare accesso alle informazioni del conto corrente a terze parti perché queste possano offrire loro servizi su misura.
  2. L’introduzione della fatturazione elettronica obbligatoria per le partite Iva che dal primo luglio si estenderà anche ai detentori del regime forfettario, rendendo universale e normale il ricorso allo strumento digitale.
  3. Ultimo, ma non meno importante, tutti questi fattori abilitano il modello dell’open banking, aperto a operatori diversi dagli incumbent che sono in grado di sopperire alle inefficienze di questi ultimi. 

Il Covid e il bisogno di operare da remoto sono stati il suggello finale di questi trend già in atto: la digitalizzazione è diventata una necessità per le aziende che vogliano continuare a crescere e una possibilità che ha consentito alle persone di continuare a lavorare, fare acquisti, vivere, anche nei lockdown.