Era sostanzialmente inevitabile: dopo dieci anni in cui le commissioni per gli esercenti erano pari a zero sotto i 10 euro, Satispay, l’unicorno italiano dell’app per digital payments, le ha introdotte per tutti i pagamenti. A partire dal 7 aprile 2025, tutti i commercianti dovranno sostenere una commissione dell’1% sui pagamenti nei negozi fisici, mentre per il commercio elettronico le tariffe saranno più articolate. L’annuncio ha suscitato numerose reazioni, soprattutto da parte dei piccoli esercenti. Ma rientra nella normale evoluzione di una startup che, pur avendo egregiamente risposto a una necessità del mercato ed essendo arrivata a una valutazione oltre il miliardo di dollari nel 2022, finora non è mai stata in attivo.
PAGAMENTI DIGITALI
Satispay cambia commissioni per i merchant (ma non per i privati): perché era inevitabile
Dal 7 aprile tutti i commercianti che hanno un contratto con Satispay dovranno pagare una commissione dell’1% sui pagamenti nei negozi fisici e dell’1,5% per gli acquisti online. Nulla cambia per i privati che usano l’app per acquisti e scambi di danaro. Le ragioni e gli scenari
Giornalista

Continua a leggere questo articolo
Aziende
Argomenti
Canali
INNOVATION LEADER
-

Tre letture consigliate da Piergiorgio Grossi per allenare l’innovazione
16 Giu 2026 -

Il più grande errore del corporate venture capital? Cercare di essere un venture capital
16 Giu 2026 -

Marzio Pividori, CEO AideXa: “Nel credito alle microimprese l’AI fa la differenza”
09 Giu 2026 -

AI per Smart City: l’esempio di Milano e come si può applicare al resto d’Italia
03 Giu 2026 -

Oltre il caso Luce Ferrari, l’equilibrio necessario per fare innovazione comprensibile
28 Mag 2026





















