Era sostanzialmente inevitabile: dopo dieci anni in cui le commissioni per gli esercenti erano pari a zero sotto i 10 euro, Satispay, l’unicorno italiano dell’app per digital payments, le ha introdotte per tutti i pagamenti. A partire dal 7 aprile 2025, tutti i commercianti dovranno sostenere una commissione dell’1% sui pagamenti nei negozi fisici, mentre per il commercio elettronico le tariffe saranno più articolate. L’annuncio ha suscitato numerose reazioni, soprattutto da parte dei piccoli esercenti. Ma rientra nella normale evoluzione di una startup che, pur avendo egregiamente risposto a una necessità del mercato ed essendo arrivata a una valutazione oltre il miliardo di dollari nel 2022, finora non è mai stata in attivo.
PAGAMENTI DIGITALI
Satispay cambia commissioni per i merchant (ma non per i privati): perché era inevitabile
Dal 7 aprile tutti i commercianti che hanno un contratto con Satispay dovranno pagare una commissione dell’1% sui pagamenti nei negozi fisici e dell’1,5% per gli acquisti online. Nulla cambia per i privati che usano l’app per acquisti e scambi di danaro. Le ragioni e gli scenari
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