Italian Insurtech Summit, 6 cose da fare per l'innovazione delle assicurazioni in Italia | Economyup

L'ANALISI

Italian Insurtech Summit, 6 cose da fare per l’innovazione delle assicurazioni in Italia



Giovedì 17 settembre si tiene il primo Italian Insurtech Summit. Il presidente dell’associazione che lo organizza spiega perché è il momento di accelerare con la trasformazione digitale. E individua sei azioni concrete per colmare il ritardo: dalla presa di coscienza nelle aziende all’adeguamento delle norme…

di Simone Ranucci Brandimarte, presidente Italian Insurtech Association

11 Set 2020


Photo by Werner Du plessis on Unsplash

Giovedì 17 settembre è in programma la prima edizione dell’Italian Insurtech Summit, evento promosso e organizzato dall’Italian Insurtech Association: 60 speaker nazionali e internazionali in una giornata dedicata al confronto sull’evoluzione e l’innovazione dell’industria assicurativa e sul futuro dell’insurtech. Il presidente Simone Ranucci Brandimarte in quest’analisi per EconomyUp spiega perché il momento è adesso. Qui trovi tutte le informazioni sull’appuntamento di giovedì 17. 

Con quasi 13 milioni di utenti ecommerce in Italia e quasi il 90% della clientela bancaria che opera online, stupisce sapere che la penetrazione delle polizze digitali in italia non superi l’1,3%. Nonostante la crescente propensione – anche per effetto Covid-19 – del nuovo consumatore a utilizzare servizi finanziari in rete, le nuove tecnologie ed i canali digitali stentano a diventare rilevanti per i servizi assicurativi.

Italian Insurtech Summit, lo scenario 

Ma lo scenario sta per cambiare e velocemente, con attese di penetrazione di offerta di assicurazioni digitali che si attesterà in Europa al 30/40% in un decennio secondo i principali istituti di ricerca, cavalcando lo sviluppo del consumatore digitale e la penetrazione di tecnologie innovative e sempre più di ampia adozione. Lo sviluppo di polizze on demand, inoltre, aumenterà la penetrazione delle polizze danni che ad oggi, auto a parte, non superano il 3% a livello Europeo e che possono facilmente raggiungere il 10/15% a fronte di prodotti più flessibili, più contestuali, più integrati e di una filiera distributiva più ampia grazie all’Open Insurance.

Già ad oggi il 55% dei millennial si dichiara pronto ad utilizzare nuovi prodotti assicurativi, purchè in linea con le proprie esigenze ed on demand. Ci aspettiamo quindi in poco tempo un mercato assicurativo diverso, più digitale, più tecnologico e sicuramente più grande, con potenziale grande soddisfazione dei più dei 300.000 impiegati nell’Industria assicurativa italiana, di un industria nata proprio in Italia nel XIV secolo.

Innovazione nelle assicurazioni, perché serve velocità

Questo, però, solo se ci muoviamo velocemente, perché il tempo è la risorsa scarsa. In questa corsa alla digitalizzazione, saranno infatti gli attori più proattivi e più determinati a trarne i maggiori benefici in termini di raggiungimento del nuovo target, di allargamento dei canali distributivi e quindi di penetrazione di mercato. Da qui si evince l’esigenza delle compagnie e degli intermediari nel dotarsi di tecnologie, risorse e competenze capaci di sviluppare il proprio posizionamento all’interno del nuovo ecosistema Insurtech, facendo leva su investimenti, alleanze, formazione. Che lo si voglia o meno questo nuovo ecosistema Insurtech sarà differente dalla filiera assicurativa attuale, anche in termini di quote di mercato degli operatori, incumbent o follower che siano.

Come già avvenuto in altri settori, saranno la velocità e la capacità di investimento a determinare i nuovi ruoli competitivi in questo nuovo ecosistema Insurtech: come già avvenuto nell’industria dei contenuti, del banking, del travel e del retail, il proprio successo nell’Industria assicurativa nel prossimo decennio non sarà esclusivamente legata all’attuale posizione competitiva attuale, bensì agli investimenti – in sperimentazione, in competenze, in tecnologia – fatte nel creare una nuova offerta e nuovi modelli operativi.

Insurtech, gli investimenti crescono ma non in Italia

La velocità di reazione e di digitalizzazione non può essere demandata solo ai singoli attori bensì richiesta al sistema Paese, all’interno del quale Compagnie, Intermediari e Fornitori operano: se il sistema non creerà il contesto favorevole a tale veloce digitalizzazione, il settore assicurativo Italiano perderà di competitività.

 Purtroppo ad oggi, i segnali non sono dei migliori: serve un’accelerazione nell’adozione di modelli di offerta e servizio digitali adeguati alle nuove tendenze di consumo che passa anche attraverso un incremento degli investimenti e il superamento nella paura di innovare. Il 2019 è stato un anno record per l’insurtech con 6,8 miliardi investiti nel mondo attraverso 250 operazioni (+62% rispetto ai 2,6 miliardi rispetto al 2018) ma in Europa sono stati investiti solo 897 milioni. Nel 2019 in Italia, a fronte di una media di 122 milioni di investimenti nei principali paesi Europei (UK, francia e Germania) ha visto solo 13 milioni investiti in start up Insurtech, a fronte di 4 start up finanziate, verso una media degli stessi paesi di 17.

L’Italia, negli ultimi tre anni, ha quindi assorbito meno del 5% del totale investito in Europa: è urgente colmare questo ritardo, che se confermato negli anni futuri, creerà anche nel settore assicurativo un Technology Gap che avrà come conseguenza un danno nel posizionamento competitivo dei nostri champions sia a livello Europeo che a livello nazionale.

VIDEO – Simone Ranucci Brandimarte: Insurtech, il momento di accelerare

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Le 6 cose da fare per recuperare il ritardo dell’insurtech italiano

Questo non è accettabile e per evitare il possibile ritardo di innovazione e quindi di competitività, imparando dalle rivoluzioni precedenti in altri settori, la ricetta è imponente ma semplice da schematizzare:

  1. Prendere consapevolezza, come Sistema, che una nuova filiera Insurtech avanzerà presto all’interno dell’Industria assicurativa, che i bisogni del consumatore evolvono e con questi emergono nuovi ecosistemi.
  2. Predisporre gli investimenti necessari, non solo a livello di singola intraprendenza ma a livello di Sistema, facilitando lo sviluppo di risorse, competenze, formazione di Alleanze ed ecosistemi Insurtech, creati da aziende tecnologiche, intermediari e compagnie per servire il nuovo consumatore. Non avere paura di investire ma continuare a sperimentare.
  3. Garantire una veloce sviluppo delle competenze tecnologiche e digitali, ad oggi non sufficienti nella filiera Assicurativa. Investire in formazione, in divulgazione, in condivisione internazionale, non solo nel top management ma nell’intera filiera di intermediazioni.
  4. Progettare e distribuire una nuova offerta, non più product centric ma customer centric e sempre più mobile centric, al fine di soddisfare le nuove emergenti esigenze.
  5. Sviluppare un nuovo modello organizzativo, dove la flessibilità la centralità dell’Innovazione, la diversity e l’inclusion siano rappresentative del mondo in cui viviamo.
  6. Adeguare le normative, per permettere la progettazione, l’erogazione e lo sviluppo di una nuova offerta negli interessi del consumatore digitale.

Che c0s’è l’Italian Insurtech Summit

È da queste premesse che è nata ad inizio 2020 l’Italian Insurtech Association (IIA), entità senza scopo di lucro costituita da tutte le componenti della filiera del mercato. Ed è a fronte di questi principi ispiratori giovedì 17 settembre si riunirà la prima Edizione dell’Italian Insurtech Summit per dare voce alla Community insurtech italiana che vuole accelerare il percorso di innovazione e che non accetta di rimanere indietro, rispetto all’Europa, rispetto al Consumatore Digitale, rispetto al Futuro. Perché innovazione significa competitività e quindi sicurezza professionale e personale. Compagnie, broker assicurativi, banche, intermediari ed agenti, società di consulenza e specializzate in tecnologie abilitanti e nel marketing digitale assicurativo, si incontrano e presentano a quello che sarà il più grande evento Insurtech in Italia.

L’ Italian Insurtech Summit racconterà di innovazione, di cambiamento, di coraggio: non solo nel settore assicurativo ma negli ambiti più disparati: imprenditori, creativi, startupper e opinion leaders si alterneranno raccontando storie legate da un solo file rouge: la voglia di innovare, di progredire, di migliore sfidando lo status quo e la paura di fallire.

L’ Italian Insurtech Summit non si prefigge di non perseguire interessi di parte ma quelli del sistema Insurtech Italiano, ovvero di facilitare e una chiara ed accelerata penetrazione della tecnologia e del’offerta digitale nella filiera assicurativa Italiana: Empowering Insurtech Ecosystems.

L’ Italian Insurtech Summit per un giorno sarà la Voce degli attori della filiera assicurativa che intendono, innovare, sviluppare la nuova offerta di protezione ed affrontare le nuove sfide lanciate dal consumatore digitale, al fine di migliorare la sua soddisfazione e la penetrazione dell’offerta assicurativa sul mercato Italiano tramite la digitalizzazione.

L’ Italian Insurtech Summit ha una missione sistemica: impedire che la filiera Assicurativa Italiana rimanga indietro rispetto all’Europa e rispetto alla nuova domanda.

L’ Italian Insurtech Summit ha una sola voce: quella del progresso, per il bene di tutti. Perché oggi costruiamo il mercato assicurativo di domani.

Nel 1999 (ahime sono così vecchio che già a quei tempi operavo in soluzioni digitali), l’Amministratore Delegato di un’importante catena retail mi disse che Amazon era “interessante ma un fenomeno non profittevole e comunque di nicchia, forse una moda non una minaccia”. Il settore retail del 1999 aveva delle scusanti, il settore Assicurativo del 2020 assolutamente no.

Simone Ranucci Brandimarte, presidente Italian Insurtech Association

Tech entrepreneur nel settore digitale e assicurativo, è fondatore e presidente dell'Italian Insurtech Association.