Anche i robot hanno una coscienza

Passo avanti nella robotica grazie al lavoro di un gruppo di ricercatori del Rensselaer Polytechnic Institute di New York

Pubblicato il 18 Ago 2015

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Per la prima volta nella storia, un robot ha superato un test che i ricercatori considerano di “auto-consapevolezza”.

E’ successo a New York, presso il Rensselaer Polytechnic Institute, dove un team guidato dal professor Selmer Bringsjord ha messo a confronto un gruppo di tre robot Nao con una versione adattata del “wise men riddle”, un gioco di logica che solo gli esseri umani hanno, fino a oggi, superato e che richiede, per la soluzione, la consapevolezza di se stessi.

Nel test, i tre robot sono stati programmati per pensare che a due tra loro fosse stata somministrata una “pillola di involuzione” (Dumbing PIll) che li rendeva inabili a parlare (in realtà due dei robot sono stati silenziati con il pulsante “Mute”, come si vede nel video qui sotto), dopodiché si chiede ai robot di dire chi tra loro non ha preso la pillola. Tutti i robot hanno effettuato il tentativo (elettronico) di dire “non lo so“, ma solo uno dei tre ha pronunciato la frase “I don’t know”. Il fatto straordinario è che il robot si rende conto di aver pronunciato la frase e aggiunge “Sorry, I know now. I was able to prove that I was not given the dumping pill”. Per un robot si tratta di passaggi mentali piuttosto complessi: ascoltare una domanda, capirla, udire la propria voce e riconoscerla come propria e non di un altro, dedurre da questo la soluzione del quiz. (in questo articolo maggiori dettagli)

Si tratta di un primo esperimento di questo tipo riuscito, ancora molto lontanto da quello che noi umani consideriamo coscienza, ma se ulteriormente confermato e migliorato, getterebbe le basi per un grande passo avanti nella robotica. Il lavoro e i risultati del team del professor Bringsjord saranno presentati in Giappone il prossimo 31 agosto, in occasione della Ro-Man Conference 2015.

Lo scorso anno, un super computer fu la prima intelligenza artificiale al mondo a superare il test di Turing, riuscendo a convincere i suoi interlocutori umani di essere un ragazzino di tredici anni.

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