STARTUP STORY

Emulai: così una nuova fintech italiana vuole rendere meno rischiosa la finanza decentralizzata

Emulai ha sviluppato un’infrastruttura per il primo copytrading decentralizzato: consentirà agli utenti di navigare tra tutti i wallet attivi sulle blockchain più diffuse, individuare i trader più esperti e di successo e copiare automaticamente i loro futuri investimenti. Le dichiarazioni del founder Francesco Frapporti

Pubblicato il 30 Mar 2023

Francesco Frapporti, Founder di Emulai

Una nuova startup fintech italiana, Emulai, scommette sulla finanza decentralizzata, o DeFi (Decentralized Finance), quella che punta a creare servizi finanziari decentralizzati basati su blockchain, in grado di offrire agli utenti maggiore controllo sul proprio denaro, e maggiore trasparenza e sicurezza rispetto ai tradizionali servizi finanziari centralizzati del mondo bancario.

La società innovativa creata dall’imprenditore Francesco Frapporti e sviluppata con la partnership di Fornace, agenzia di comunicazione e sviluppo software del veronese, ha obiettivi ambiziosi: rendere l’ingresso nel mondo della blockchain accessibile a tutti, unendo Web3 e Intelligenza artificiale.

Il settore delle criptovalute è molto particolare: da un lato la creatività degli sviluppatori ha immesso sul mercato una miriade di prodotti originali, dall’altro la relativa deregolamentazione “apre la strada a distorsioni e asimmetrie”, sottolinea Frapporti. “Il nostro obiettivo è proprio quello di creare un campo di gioco più equo”.

In questo scenario, dovrà vedersela con competitor come Nansen e Messari per la parte di analytics, eToro e Robinhood per gli investitori alle prime armi, DeBank per il tracking dei wallet e le funzioni Social.

Un nuovo motore di copytrading

Dal recente avvio della startup, “abbiamo sviluppato una infrastruttura estremamente efficiente nell’analizzare dati on-chain. Elaboriamo e serviamo decine di terabyte di dati in millesimi di secondo. Abbiamo anche sviluppato una prima versione del motore di copytrading”, spiega il fondatore. Il copytrading, lo ricordiamo, è un modo innovativo di investire e fare trading, che combina i mercati finanziari al  concetto di social network.

Per fare un esempio concreto, un’azienda focalizzata sul premiare gli utenti più attivi sulla blockchain “ci ha chiesto di fornire gli indirizzi di tutti gli utenti che hanno sviluppato smart contract su ethereum. Siamo stati in grado di farlo in poche ore, il che li ha lasciati estremamente sorpresi e grazie a questo sono riusciti a fare una campagna di valorizzazione dei contributor”, fa notare Frapporti.

Per una finanza decentralizzata più accessibile a tutti

Emulai ha sviluppato una propria infrastruttura di decodifica e analisi, che tra le altre cose servirà per lanciare il primo copytrading decentralizzato ‘permissionless e non custodial’ sul mercato: un sistema che consentirà agli utenti di navigare tra tutti i wallet attivi sulle blockchain più diffuse, individuare i trader più esperti e di successo e copiare automaticamente i loro futuri investimenti. Con questo obiettivo: rendere l’ingresso nella finanza decentralizzata più accessibile a tutti e meno rischioso per gli utenti nuovi e poco esperti.

“Pensiamo che il nostro sistema renda più democratico l’ingresso nella finanza decentralizzata perché molti degli investitori bravi hanno accesso a informazioni che gli altri utenti semplicemente non hanno. Inoltre, è davvero difficile orientarsi tra marketing selvaggio, progetti più o meno validi e vere e proprie truffe. Copiare utenti scafati può essere un modo più sicuro di investire”, osserva lo startupper.

Che anticipa: “il sistema sarà in versione beta chiusa quest’anno, abbiamo una waitlist di beta tester che ci aiuteranno a smussare gli angoli. Dopodiché faremo degli audit esterni per garantirne la sicurezza, completeremo la compliance legale per i mercati di riferimento, inizialmente prevalentemente asiatici, e infine lanceremo la versione aperta a tutti verso fine anno”.

La raccolta di nuovi fondi tra Europa e Asia

Per quanto riguarda il modello di business di Emulai, e le fonti di profitto, ci sono 3 tipologie di piani: chi esegue il copytrading paga lo 0,5% di quello che investe, dopo di che non versa nessuna altra commissione. Poi c’è un piano per l’accesso ai dati, con 3 diverse tariffe. E uno più enterprise per flussi di dati personalizzati e sviluppo prodotti.

Emulai è anche in fase di raccolta fondi in Europa e Asia, con l’obiettivo di raggiungere 1,2 milioni di euro di seed, in 2 stage, da partner strategici che possano accompagnarne il percorso di crescita. “Ci diamo circa 3 mesi per raccogliere la prima parte dei fondi necessari. Principalmente raggiungiamo potenziali investitori partecipando a eventi verticali su Web3. La blockchain non ha una casa fisica: ci troviamo ai maggiori eventi e via via ci creiamo una credibilità”, sottolinea Frapporti.

Sviluppare infrastrutture dati complesse

Una giuria internazionale di Venture capitalist ha recentemente assegnato il primo premio a Emulai, nel corso di una competizione tra le startup presenti al Tech Investment Show 2023 di Bangkok. “Ciò dimostra la nostra capacità di primeggiare con realtà ben più consolidate e finanziate”, rimarca il fondatore di Emulai. “Questo ci ha dato un’esposizione e stiamo parlando con diversi fondi interessati”.

La startup FinTech ha come partner tecnologico l’agenzia di comunicazione e di sviluppo veronese Fornace, che supporta Emulai nella creazione della sua complessa infrastruttura dati. Parteciperà inoltre al prossimo Web3 Digital Summit, che si terrà dal 15 al 17 aprile a Sant’Ambrogio di Valpolicella, in provincia di Verona, dove porterà un talk sulle sfide dell’analisi dei dati della blockchain, tra diritto alla privacy e trasparenza.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Stefano Casini
Stefano Casini

Giornalista specializzato nei settori dell'Economia, imprese, tecnologie e innovazione. In oltre 20 anni di attività, ho lavorato per Panorama Economy, Il Mondo, Gruppo Mediolanum, Università Iulm. Mi piacciono i progetti innovativi, il teatro e la cucina come una volta.

Articoli correlati

Articolo 1 di 3