Crollo Bitcoin, nessun allarmismo. Ma attenti alle speculazioni | Economyup

Crollo Bitcoin, nessun allarmismo. Ma attenti alle speculazioni



La criptovaluta, che quest’estate aveva toccato i 4.100 euro, ha perso il 10% del suo valore. A causare la battuta d’arresto la decisione della Banca Centrale cinese di dichiarare illegale l’Ico, raccolta fondi attraverso la moneta digitale. L’investimento resta attrattivo, ma le fluttuazioni continueranno nei prossimi mesi

di Valeria Portale

06 Set 2017


La caduta del valore dei Bitcoin era da attendersi dopo la costante crescita degli ultimi mesi: le fluttuazioni sono normali per una moneta virtuale, certamente anche per effetto della speculazione. Ma niente allarmismi eccessivi: è presto per parlare di ‘crollo’ e di ‘fine della bolla’,  le oscillazioni continueranno anche nei prossimi mesi.

Questa estate è stata costellata da numerose notizie di crescita del valore della criptovaluta. La rapida crescita degli ultimi tre mesi aveva portato il Bitcoin a più che raddoppiare il suo valore: dai 1.400 euro di 4 mesi fa ai 3.900 euro di oggi, superando anche quota 4.100 euro. Ma negli ultimi giorni ha registrato una battuta di arresto con una perdita del 10% del suo valore: da 4.170 euro dell’1 settembre a 3.760 euro del 4 settembre, per poi lentamente risalire. Una battuta di arresto ancora più forte nel mercato americano in cui è passata da 5.000 dollari a 4.000 dollari perdendo il 20%. In questi giorni anche le altre cryptocurrency hanno perso valore.

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La motivazione questa volta è imputabile a una decisione della Banca Centrale cinese, che ha dichiarato illegale l’offerta iniziale di Bitcoin (Ico, initial coin offering) per raccogliere fondi e ordinato di fermare tutte le attività di raccolta. I regolatori di tutto il mondo da quando è nata la moneta l’hanno guardata con particolare sospetto e seppure vi sia qualche periodica apertura, vige un profonda preoccupazione e attenzione per la difficoltà di regolare l’irregolabile.

Bitcoin resta un investimento particolarmente attrattivo, ma ad alto rischio: si può guadagnare molto, ma anche perdere molto. Ci attendiamo che nei prossimi mesi tali fluttuazioni continuino. L’elevata attenzione mediatica potrebbe portare in una prima fase anche al maggior rischio di speculazione sulla moneta e ad atteggiamenti opportunistici di attori che possono guadagnare dalle oscillazioni.

Valeria Portale

Direttore dell'Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano