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Corporate entrepreneurship, come Santander lancia la sua fintech: il caso PagoFX

La banca spagnola Santander lancia PagoFX, piattaforma fintech proprietaria per il trasferimento internazionale di denaro. Il servizio è già attivo nel mercato UK e sarà esteso al resto d’Europa nel corso dell’anno. L’idea arriva dal figlio della presidente Ana Botin

Pubblicato il 06 Mag 2020

Banco Santander, la banca spagnola che ha creato PagoFX

La banca spagnola Santander lancia PagoFX, il suo servizio fintech che si propone di rivaleggiare con le giovani startup del settore. Da giovedì il servizio è aperto per il mercato UK, sarà esteso al resto d’Europa nel corso dell’anno. Un esempio di corporate entrepreneurship, che ha saputo catturare il market gap per clienti interessati a servizi fintech più agili ed economici ma fedeli alle garanzie offerte da una grande banca tradizionale.

Si parla moltodi open innovation e corporate entrepreneurship come risorse importanti per le aziende, per trovare strumenti innovativi e adattarsi velocemente alle nuove dinamiche di mercato che si stanno delineando negli ultimi anni, trasformazione bruscamente accelerata dalla crisi. Tra diversi esempi di come le aziende abbiano saputo rispondere alla competitiva corsa all’innovazione, c’è il caso di Santander, grande banca spagnola che ha annunciato il lancio di una propria fintech, PagoFX, che si preannuncia come rivale della consolidata scaleup TansferWise.

Pago FX, la fintech agile di un’istituzione bancaria consolidata

Il progetto PagoFX è una delle risposte di Santander all’ascesa di nuovi attori digitali, con la creazione di una piattaforma di trasferimento internazionale di flussi monetari per individui e piccole medie imprese, in Europa e non solo. E’ capitanato da Cedric Menager, che ha precedentemente lavorato con Paypal, e Ed Metzger.

PagoFX  si propone di competere con le nuove fintech, che stanno sperimentando una esplosiva crescita grazie alla loro offerta di transazioni più veloci ed economiche rispetto allo standard delle banche tradizionali. Il suo lancio prevede l’offerta di due mesi di servizio gratuito, per venire incontro ai clienti affetti dalla pandemia coronavirus.

“E’ strano lanciare il servizio in queste circostanze” ha dichiarato Cedric Menager, CEO di PagoFX, “ma la nostra missione è ancora più importante oggi, se si pensa ai lavoratori espatriati che devono mandare soldi alle proprie famiglie e devono essere sicuri che le transazioni arriveranno velocemente”.

Oltre alla sua base in Madrid, sede di Santander, PagoFX conta un team a Londra, che ha lavorato al progetto supportato da consulenti esterni quali Deloitte.
Questo giovedì ha aperto le porte ai clienti nel Regno Unito, ed è in programma un’espansione in tutta Europa nel corso dell’anno. Per transazioni fino a £3,000 per utente, offre tassi di cambio  di mercato ed esoneri dalle commissioni, fino a metà giugno. Da allora, ogni transazione avrà una commissione tra il 0.7% e lo 0.8%.

PagoFX, l’idea da cui è nato il progetto

La soluzione fintech è nata da un’efficace esempio di corporate entrepreneurship, partito da un’idea del presidente esecutivo della banca, Ana Botín. Botín ha rivelato che l’idea del progetto le è venuta notando che il figlio utilizzava un servizio concorrente per trasferire denaro in Spagna. PagoFX è strutturato con prezzi simili alla popolare opzione “fast and easy” di TransferWise, anche superiori a soluzioni più economiche ma meno rapide della stessa piattaforma.

Victoria Yasinetskaya, capo del Marketing di PagoFX, spiega che l’azienda ha notato un’opportunità di mercato nella mancanza di servizi adatti a clienti -specialmente più anziani- che, pur sensibili al prezzo, si sentono più sicuri ad utilizzare un servizio garantito da una banca tradizionale. Puntando principalmente a questo preciso target, il servizio è stato sviluppato per offrire un’alternativa alle startup fintech sorte e velocemente cresciute dal 2011, quali TransferWise, Azimo o WorldRemit.

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