Blockchain, via libera alle prime licenze bancarie in Svizzera | Economyup
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DIGITAL TRANSFORMATION

Blockchain, via libera alle prime licenze bancarie in Svizzera



Per la prima volta la FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari) ha accordato un’autorizzazione bancaria e un’autorizzazione al commercio di valori mobiliari a due fornitori di servizi finanziari blockchain: SEBA Crypto SA e Sygnum Ltd. E Facebook potrebbero chiedere di agire come banca

27 Ago 2019


Per la prima volta la FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari, cioè la Consob svizzera) ha accordato un’autorizzazione bancaria e un’autorizzazione al commercio di valori mobiliari a due fornitori di servizi finanziari blockchain. Si tratta della SEBA Crypto SA con sede a Zugo e della Sygnum Ltd con sede a Zurigo: come riporta Blockchain4innovation sono due pure-play blockchain service providers, e offriranno servizi a clienti istituzionali e professionali.

Blockchain, le prime licenze bancarie in Svizzera

Secondo quanto riportato su una nota pubblicata sul sito di FINMA, “gli istituti assoggettati alla vigilanza della FINMA possono inviare criptovalute o altri token solo a wallet esterni dei loro clienti, già identificati, e solo da questi accettare criptovalute o token. Gli assoggettati alla vigilanza della FINMA non possono ricevere token da clienti di altri istituti o inviarli a clienti di altri istituti. Ciò si applica fintantoché nel sistema dei pagamenti in questione non possono essere trasmesse in modo attendibile informazioni sul mittente o sul destinatario”.

Servizi finanziari nel settore blockchain: le raccomandazioni

Il 21 giugno 2019 il Gruppo d’azione finanziaria internazionale (GAFI), l’organismo intergovernativo preposto a fissare gli standard internazionali in materia di lotta contro il riciclaggio di denaro, ha emanato raccomandazioni concernenti i servizi finanziari nel settore blockchain: nei trasferimenti di token, fatta eccezione per i trasferimenti da e a wallet non assoggettati, devono essere comunicate informazioni afferenti all’ordinante e al beneficiario così come avviene per un tradizionale bonifico bancario. Infatti, solo così l’intermediario finanziario che li riceve può controllare, per esempio, se il nominativo del mittente figura negli elenchi delle sanzioni o se i dati sul beneficiario sono corretti.

La FINMA – riporta una nota dell’Autorità – riconosce il potenziale innovativo che le nuove tecnologie comportano per i mercati finanziari. Essa applica le vigenti disposizioni del diritto dei mercati finanziari a prescindere dalla tecnologia che ne sta alla base. Tuttavia, i modelli commerciali basati sulla tecnologia blockchain non devono sottrarsi a un collaudato quadro regolamentare. Questo vale in particolare per l’applicazione delle disposizioni riguardanti la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo nel settore blockchain, dove l’anonimato comporta rischi superiori.

La Svizzera e la blockchain, Facebook e Libra: quali scenari?

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Quello che accade in Svizzera può aprire scenari interessanti per Facebook. A Ginevra, infatti, ha sede Libra Association, la non profit alla base della criptovaluta di Facebook. Come ha spiegato Fabio Pezzotti in questo articolo pubblicato su EconomyUp, infatti, del progetto Libra sono tre gli elementi chiave: l’associazione di attori che la governa, la blockchain su cui si regge e la criptovaluta con cui viene utilizzata. Il progetto è governato, come detto, dalla Libra Association, una non profit basata a Ginevra, di cui fanno parte 28 membri tra aziende, organizzazioni non profit e multilaterali, istituzioni accademiche da tutto il mondo.

A questo punto, dunque, potrebbe accadere quanto previsto dal Sole 24 Ore: secondo il quotidiano, infatti, “Facebook potrebbe prepararsi a chiedere una licenza bancaria alle autorità svizzere”. Del resto, puntualizza il Sole24Ore, la Svizzera è già “all’avanguardia nella regolamentazione degli asset virtuali, avendo già emanato diversi documenti di prassi sulla tassazione di tali strumenti”. Il terreno ideale per la prossima mossa di Zuckerberg.

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