Libra: 9 cose da sapere sulla valuta di Facebook, che punta sul wallet Calibra | Economyup
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L'ANALISI

Libra: 9 cose da sapere sulla valuta di Facebook, che punta sul wallet Calibra



Dalla remunerazione per i funding member al mix di soluzioni utilizzate e già note nel mondo blockchain. Ecco i punti su cui si discuterà nei prossimi mesi in attesa che arrivi sul mercato la criptovaluta di Facebook. Il suo cuore sarà Calibra, che semplificherà l’uso della blockchain e sarà collegato a WhatsApp e Messenger

di Valeria Portale, Jacopo Fracassi

21 Giu 2019


Facebook è entrata ufficialmente nel mondo dei pagamenti con Libra, la cryptovaluta basata su Blockchain

Nell’ultimo anno e mezzo Facebook ha avuto un rapporto altalenante con le criptovalute: da una parte Zuckerberg ha mostrato da sempre un interesse, facendo anche trapelare notizie su possibili acquisizioni in questo ambito (ad esempio, Coinbase); dall’altra sono state spesso bloccate e proibite sulle sue piattaforme per lunghi periodi le pubblicità delle nuove valute digitali.

Poi negli ultimi sei mesi, l’interesse è diventato gradualmente più concreto con varie indiscrezioni su una possibile criptovaluta di Facebook. Martedì 18 giugno le varie notizie frammentarie uscite su più testate internazionali hanno trovato conferma nella pubblicazione del White Paper relativo al progetto Libra, nato con l’obiettivo dichiarato di fornire accesso al sistema finanziario ai 1,7 miliardi di adulti “unbanked” presenti oggi nel mondo.

1. Il progetto coinvolge più partner. Lo conferma la struttura e composizione dell’associazione che è la Libra Association, in cui Facebook non avrà un ruolo predominante ma alla quale parteciperà con lo stesso ruolo degli altri Funding Members, condividendo con gli stessi la governance della piattaforma e partecipando insieme ad essi al processo di validazione.

2. A differenza di Bitcoin, Libra sarà una piattaforma permissioned. Ciascuno dei membri della Libra Association deterrà un nodo validatore. Nelle piattaforme permissionless come Bitcoin ed Ethereum, chiunque può partecipare al processo di validazione, mentre in Libra i validatori saranno decine di grandi aziende internazionali.

3. Libra avrà una bassa volatilità (stable Coin). La Libra sarà stabilizzata dalla Libra Reserve, un ente dedicato e, contrariamente a quanto succede in altre stable coin, non sarà legato a un singolo asset, ma sarà stabilizzato rispetto alle principali valute nazionali. La Libra Reserve stabilizzerà la valuta detenendo asset sicuri, come ad esempio i titoli statali, denominati nella stessa valuta utilizzata come collaterale.

4. I Funding Members saranno remunerati per il lavoro svolto. I Funding Members avranno diritto al Libra Investment Token, un secondo token della piattaforma, legato ai rendimenti dai titoli conservati dalla Libra Reserve.Apparentemente sembra che Facebook abbia lavorato per oltre un anno a un progetto del quale poi ha condiviso sia la governance che i potenziali ricavi con altri attori. Nel White Paper si parla anche dell’obiettivo futuro di aprire ulteriormente la rete andando addirittura a renderla totalmente permessionless, modificando di conseguenza anche quel meccanismo di remunerazione oggi previsto. Tuttavia non figurano tra i partner né Apple, né Google, né Amazon, né Microsoft e non è neppure presente nessuna banca.

5. Facebook punta sul wallet Calibra. Libra non è l’unica entità che è stata rivelata al mondo nella giornata del 18 giugno, è stata infatti ufficialmente presentata anche Calibra e quest’ultima è invece una società direttamente controllata da Facebook. Calibra è il primo wallet disponibile per gestire la nuova criptovaluta ed effettuare transazioni tramite la stessa, semplificando la user experience rispetto alla complessa gestione delle chiavi private e chiavi pubbliche che è invece normalmente prevista in tutte le piattaforme Blockchain, Libra compresa. I wallet sono infatti largamente utilizzati da tutti i possessori di criptovalute e sarà interessante vedere se altri wallet integreranno la possibilità di effettuare transazioni tramite Libra. Calibra tuttavia sarà sicuramente l’unico ad essere perfettamente integrato con Whatsapp e Messenger, le principali piattaforme di messagistica gestite da Facebook, rendendo così lo scambio di denaro semplice come inviare una foto. Calibra avrà anche il ruolo di assicurare il rispetto delle normative AML e di effettuare il KYC degli utenti nel rispetto delle normative vigenti e potrà aprire nuovi scenari per la gestione dell’identità digitale, abilitando potenzialmente un pulsante di “sign in with Facebook” evoluto e utilizzabile non solo per la registrazione su siti, ma anche per l’accesso a servizi che richiedono il KYC come quelli finanziari o assicurativi.

6. Il tema della privacy dei dati rimane il punto cruciale ancora da risolvere. Secondo la pagina dedicata alla privacy degli utenti presente sul sito di Calibra, se gli utenti daranno il consenso, Facebook o altre terze parti potranno accedere ai dati relativi alle transazioni finanziarie degli utenti. Tuttavia questo è un punto critico per il regolatore e per la fiducia dei consumatori e sarà necessario attendere i prossimi mesi per capire meglio come evolverà.

7. I regolatori come reagiranno? Secondo alcuni esperti, la scelta di Facebook sembra un attacco diretto alle banche centrali. L’associazione ha proprio sede in Svizzera, dove risiede la banca delle banche centrali. Libra si propone come una valuta sovranazionale accettata da tutti i merchant che oggi accettano Visa e Mastercard. Come si muoveranno le banche centrali?

8. Non solo pagamenti, ma una vera e propria piattaforma. Tuttavia Libra non sembra essere solo una criptovaluta, ma una vera e propria piattaforma blockchain con la possibilità di sviluppare smart contract. Quali i piani per il futuro?

9. Dal White Paper comunque si evince come Libra oggi sia un mix di altre soluzioni già presenti nel mondo Blockchain, come ad esempio:
* per la programmabilità degli smart contract, il linguaggio di programmazione proprietario (che in questo caso si chiama Move) e l’utilizzo dei Merkle Tree, ripresi ampiamente da Ethereum, l’utilizzo di chiavi pubbliche e private reso mainstream da Bitcoin
* la stabilizzazione della valuta tramite la detenzione di asset di riserva, come fatto da Tether,
* il meccanismo di consenso basato su Byzantine Fault Tolerance (BFT), simile a quelli utilizzati da Stellar, Neo o Ripple.

Non resta però che aspettare il 2020 per vedere come evolveranno sia Libra, che al momento è solo una testnet, sia Calibra, la cui app non è ovviamente ancora disponibile. Nei prossimi mesi e per tutto il 2019 Facebook ha comunque dichiarato che continuerà a guidare lo sviluppo della piattaforma mantenendo il ruolo di leadership avuto finora nel progetto, per poi fare un passo indietro nel momento in cui sarà attiva la piattaforma.

Vedremo poi se questa nuova piattaforma saprà confermare le aspettative e riuscirà laddove altri progetti hanno fallito, ovvero nella creazione di una valuta in grado di raggiungere anche gli “unbanked” e che sia utilizzata in tutto il mondo. Libra potrebbe diventare una moneta alternativa in quei paesi in cui le valute nazionali non sono stabili.

 

Valeria Portale

Direttore dell'Osservatorio Mobile Payment & Commerce Observatory and Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano

Jacopo Fracassi

Osservatori Innovative Payments e Blockchain&Distributed Ledger del Politecnico di Milano