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Se Digical e Personal Touch diventano di moda

29 Lug 2015

L’esperienza di acquisto che passa dal digitale al fisico e viceversa. La personalizzazione spinta. E ancora la forza editoriale e la cultura del concierge. Ecco 9 tendenze con cui devono confrontarsi le aziende del fashion. Da New York a Milano

La moda è per definizione un settore d’avanguardia, che dialoga e si interroga più di altri sulle implicazioni del digitale. La piattaforma su cui questo avviene è sempre più a livello worldwide il Decoded Fashion, forum internazionale nato per favorire l’incontro tra moda, mezzi digitali e start up. Chiara la mission: diffondere la cultura digitale, facilitare la crescita online e sostenere lo sviluppo di imprese emergenti nell’ambito della moda.

Oggi Decoded Fashion, del Gruppo Stylus è presente ogni anno sulle piazze di Londra, New York, Milano e Tokio con un Summit che fa incontrare il mondo del Fashion e del Tech in un’immaginaria intersezione in cui la tecnologia è vista per quello che è realmente: uno strumento. Un’occasione unica per discutere le innovazioni e le tendenze dei consumatori che guidano il settore fashion retail. E per lanciare indicazioni che si disseminano nel tempo all’interno dell’industry, che in Italia tornerà a confrontarsi il prossimo novembre. 

La sfida posta dal digitale per le aziende del lusso è intrigante: se il digitale è per natura uno strumento democratico, open source e accessibile. Il lusso è l’esatto opposto: esclusivo, sensoriale, selettivo. Come portare quindi il lusso in una app? l’esclusività in un sito web? l’esperienza dei 5 sensi attraverso una piattaforma e-commerce? Come sostituire la sofisticatezza di un essere umano che si prende cura del cliente, con supporti tecnologici?

Nel lusso, la tecnologia non crea un cambiamento, ma lo segue. Quando è nato l’iPad tutti si sono adattati a questo nuovo device: adesso, è il momento di ripensare al lusso nei tempi del digitale. Dove la differenza sarà egualmente fatta dai dettagli che rendono unica ogni persona per categorizzare i clienti nella loro individualità. Senza dimenticare quanto negli ultimi vent’anni, fra rapidissimi cambiamenti tecnologici, la differenza generazionale sia notevolmente aumentata

Una soluzione sta ad esempio nel mixare strumenti digitali con quelli tradizionali: usare il digitale per amplificare l’offerta, per esempio attraverso un uso intelligente dei big data. Conoscere bene e profilare i clienti permette di offrire loro esperienze sempre più personalizzate e di alto livello, che ne lusso saranno però, ancora per un po’, esperienze offline.

ECCO I PRINCIPALI TREND NEL DIGITAL FASHION

  1. Personal Touch
    Il potenziale di personalizzazione per i brand  è in costante crescita. I retailer  esplorano come la personalizzazione di prodotti e servizi, così come le esperienze on-line, possano ingaggiare e fidelizzare la “fan base”. 
  2. Spingere la creatività
    La sperimentazione è essenziali per i brand che cercano di innovare inmodo creativo. I relatori hanno discusso l’importanza di promuovere “playful inhouse workshop” e avvalersi di  consulenze esterne per generare nuove iniziative di accelerazione delle idee.
  3. Discovery “DIGICAL”
    Il termine ‘DIGICAL’ è stato coniato al in occasione dell’ultimo Decoded Fashion per evidenziare la tendenza dei prodotti scoperti off line che portano ai digital checkouts  e viceversa. Anche se l’evento si è concentrata principalmente su online e mobile, il negozio è ancora considerato un luogo importante per l’innovazione, con i brand che cercano di sposare offline e online nel modo più armonioso possibile.
  4. Mobile & Desktop
    L’analisi del comportamento del consumatore suggerisce che il desktop non è morto, nonostante la rapida crescita del mobile. I retailers e i brand stanno sviluppando strategie digitali basate sull’utilizzo del mobile ma anche dei schermi sempre più grandi come quelli dei desktop.
  5. Smarter editorial
    Gli speakers hanno riconosciuto il valore di un accurato editoriale nel rafforzare, piuttosto che guidare, l’offerta on-line di un brand – creando fiducia e fedeltà alla marca e favorendo un senso di affinità.
  6. La cultura del concierge (senza soluzione di continuità)
    I brand dovrebbero adottare un approccio da start up per esser disruptive nel  tradizionale esperienza d’acquisto on line, rendendo il processo più semplice possibile per il consumatore. Richard Chen, socio-venture a Ceyuan Ventures, è alla ricerca di un servizio di VIP Butler OneClick per l’ecommerce. Una piattaforma  che controlli il pagamento, la consegna, e l’esperienza del reso su più siti offrendo ai consumatori la semplicità d’uso di un solo portale.
  7. Comprendere i comportamenti durante il flusso d’acquisto
    Con i consumatori che “switchano” tra numerosi dispositivi durante una singola esperienza d’acquisto i brand devono ricalibrare la loro comprensione dei comportamentiper prevedere meglio come un devicefluisce in un altro e quindi massimizzare l’effetto di tutta l’esperienza. 
  8. Gioca, sperimenta, impara, fai profitto
    Considerate come si può promuovere una cultura della sperimentazione all’interno della vostra azienda, che lavora con un laboratorio inhouse o un acceleratore esterno. Abbracciando fallimento come l’esito più probabile di una sperimentazione può portare a innovazioni sorprendenti.
  9. Content Boost Commerce?
    I consumatori sono già ben in sintonia con le premesse dello shopping non tradizionale, inspirati da eseprienze  quali  shoppable print magazine, e si aspettano di vedere i retailer arricchirli di contenuti. Attirare i consumatori (soprattutto i Millennials) sottolineando i più ampi aspetti lifesyle  delle vostre brand stories
Tony Gherardelli

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