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CINEMA&BUSINESS

Quando l’attore diventa imprenditore: sei startup di successo fondate da star di Hollywood

di Alessio Spinelli

10 Ago 2017

Da Edward Norton a Gwyneth Paltrow passando per Will Ferrell e Jessica Alba. Ecco chi sono le celebrità del grande schermo alla guida di giovani aziende innovative con la valutazione di mercato più alta

Le celebrità che investono nelle startup non sono di certo una novità: Ashton Kutcher, Jennifer Aniston, Jay Z e, come abbiamo scritto di recente su EconomyUp, anche Leonardo DiCaprio, sono solo alcuni dei numerosi esempi di star dello spettacolo (e non solo) dallo spiccato spirito imprenditoriale. Ma quanti tra questi decidono di compiere un passo ulteriore verso l’imprenditoria e fondare la propria società?

Ecco una lista delle aziende fondate (e guidate) da alcune celebrità del jet set, stilata da Pitchbook.com in ordine decrescente di valutazione:

 

Jessica Alba: The Honest Company ($1.7 miliardi)

Il primo nome che viene in mente quando si parla di star che fondano una società non può che essere Jessica Alba. L’attrice ha dato vita nel 2011 a The Honest Company, punto di riferimento per l’e-commerce dedicato a prodotti per l’infanzia, per la cura personale e per la casa. All’epoca la società è riuscita a cavalcare il trend incalzante dell’e-commerce, vendendo con successo i prodotti sul proprio sito, prima di renderli disponibili anche su altre piattaforme di vendita.

Complessivamente, nel corso degli anni The Honest Company ha ottenuto 228 milioni di dollari da diversi finanziatori, chiudendo con successo 10 round: il più recente di questi, nel 2015, ha portato 100 milioni di dollari, catapultando la società nell’olimpo degli unicorni (avendo superato il miliardo di valutazione). Questo non vuol dire che la strada per The Honest Company sia stata senza ostacoli: lo scorso settembre, in seguito ad alcuni rumors che suggerivano una probabile acquisizione dell’azienda da parte di Unilever, il colosso multinazionale virò invece la propria attenzione verso la rivale Seventh Generation. Sembra che il dietrofront di Unilever fosse dovuto a una valutazione gonfiata di The Honest Company, con il colosso anglo-olandese disposto ad offrire non oltre 1 miliardo di dollari, una cifra ben inferiore alla valutazione ufficiale.

Come se non bastasse, l’azienda ha dovuto fronteggiare nel tempo varie cause legali: creme protettive che non proteggono e prodotti per l’infanzia non organici ma che vengono dichiarati tali, sono solo alcuni degli esempi. Insomma, Jessica Alba è stata in grado di dar vita a un solido player nel mercato delle startup ma bisognerà vedere se The Honest Company riuscirà a mantenere salda la propria posizione nel tempo.

 

Kate Hudson: Fabletics ($1.5 miliardi*)


Quando Kate Hudson fondò Fabletics nel 2013, il modello di business dell’azienda poteva essere considerato alquanto innovativo. La società vende i propri capi d’abbigliamento dedicati al fitness attraverso un sistema ad iscrizione mensile, dove gli utenti pagano una quota mensile per poter beneficiare delle consegne. Inoltre sono numerosi anche i punti vendita fisici presenti sul territorio.

La valutazione di Fabletics non è direttamente comparabile con quella delle altre startup della lista, essendo posseduta da TechStyle, una società che custodisce sotto la propria ala anche altri marchi dell’e-commerce: JustFab e ShoeDazzle. TechStyle venne valutata 1 miliardo di dollari in seguito alla chiusura di un round da 85 milioni nel 2014, tuttavia alcuni rumors parlano di una valutazione fatta dalla stessa TechStyle su Fabletics stimata intorno a 1.5 miliardi di dollari, nell’ottica di una potenziale vendita futura. Ad ogni modo, l’azienda co-fondata dalla Hudson è da valutare comunque per un ammontare maggiore rispetto alle successive startup.

Will Ferrell: Funny or Die ($200 milioni*)

Fondata nel 2007 da Will Ferrell e dagli sceneggiatori Adam McKay, Judd Apatow e Chris Henchy, Funny or Die è un’azienda che opera in ambito entertainment, producendo contenuti comedy sul proprio sito e lanciandoli allo stesso tempo su network televisivi e altre piattaforme. Attualmente di stanza a Los Angeles, fino all’anno scorso la società possedeva altre sedi, tra cui una nella Silicon Valley: un segnale forte di come l’atteggiamento aziendale fosse aperto verso l’innovazione e l’utilizzo di nuove tecnologie per produrre e condividere i propri contenuti: e già nel 2007, anno di creazione della startup, Sequoia, una VC company con base a Menlo Park vi investì 15 milioni.

Negli ultimi anni Funny or Die sta vivendo un periodo di transizione: dopo la messa in vendita del 2014, sperando di ottenere una valutazione tra i 100 e i 300 milioni di dollari, l’anno scorso l’azienda ha licenziato il 30% del suo personale e chiuso i propri uffici di San Mateo in California. Un tentativo di assottigliare e adeguare il proprio modello in ottica di un futuro possibile acquisto? E, anche nel caso ciò accadesse, la startup oggi varrebbe ancora gli stimati 200 milioni come pronosticato nel 2014?

 

Edward Norton: CrowdRise ($91 milioni)


Non solo ruoli indimenticabili come in Fight Club, Birdman o American History X: Edward Norton è anche un attivista e fondatore di startup come ha dimostrato nel 2010 con CrowdRise, un servizio di raccolta fondi online per no-profit ed enti benefici.

CrowdRise ha raccolto più di 30 milioni di dollari da investitori come Union Square Ventures, Spark Capital e Index Ventures, venendo valutata 91 milioni di dollari in seguito a un round di venture da 5 milioni sul finire del 2015. Sicuramente uno dei successi più fulgidi tra le startup create dalle celebrità: non solo l’azienda raccoglie denaro per giuste cause ma è stata anche in grado di fornire un ritorno per i propri investitori nel momento in cui è stata acquisita quest’anno, in un accordo combinato con GoFundMe, un’altra piattaforma di fundraising.

 

Gwyneth Paltrow: Goop ($65 milioni)


Oltre ad essersi aggiudicata un premio Oscar per Shakespeare in Love, Gwyneth Paltrow vede il suo nome associato a Goop, sito web di lifestyle fondato dall’attrice nel 2008. Partito inizialmente come piattaforma per condividere contenuti su viaggi, food, style e benessere, negli ultimi anni si è espanso diventando una vera società e-commerce, con una propria linea di prodotti.

L’azienda è stata spesso colpita da forti critiche, principalmente riguardo al fatto che la Paltrow fosse completamente distaccata dallo stile di vita delle persone comuni, diffondendo consigli per gli acquisti alquanto eccentrici (per esempio un impermeabile di cashmere da 2000$ o uno spremiagrumi alla modica cifra di 4700$). Tuttavia gli investitori sembrano credere nel modello di business della Paltrow (e non solo gli investitori, dato che molte altre star hanno iniziato ad emulare Goop, aprendo dei siti di lyfestyle), con la società che è stata in grado di raccogliere più di 20 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione di 65.

 

Zooey Deschanel: HelloGiggles ($20 milioni*)


HelloGiggles, società fondata dalla star di New Girl Zooey Deschanel, ha sicuramente alcuni punti in comune con Goop: parlano entrambi di lifestyle e di moda, hanno entrambi attirato le attenzioni dei finanziatori e sono stati entrambi fondati da attrici. Qui però terminano le similitudini: Zooey Deschanel descrive infatti il proprio sito come una “positiva community online per donne”, consigliando prodotti a prezzi sicuramente più ragionevoli di quelli della Paltrow. E c’è un’altra differenza fondamentale: HelloGiggles non ha una parte interna di e-commerce, tratta solo contenuti. Al momento il sito sta cercando di ampliarsi, inglobando al suo interno video, film, programmi TV ed eventi.

L’azienda, fondata nel 2011, ha chiuso un round da 1.2 milioni di dollari nel 2014, mentre nel 2015 è stata acquisita da Time Inc. per la cifra di 20 milioni. Sicuramente non un’operazione roboante ma, sicuramente, un ottimo traguardo considerando il piccolo investimento ricevuto l’anno precedente.

 

*Valutazione stimata

Alessio Spinelli
Junior web editor

Project Manager della startup LongTake, dal 2017 è iniziata la mia avventura con EconomyUp e University2Business, entrambe del Gruppo Digital360. Collaboro con testate d'ambito cinematografico, da sempre la mia passione.

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