Design week e nuove imprese

Officine IADR: “Ecco 5 consigli per le startup che fanno design”

Analisi, multifunzionalità, tempo, nuovi materiali e tecnologia: sono queste le parole chiave sulle quali investire per sfondare nel mondo del design, secondo Nicolò Friedman, co-founder della startup innovativa selezionata per partecipare al Fuorisalone di Milano

Pubblicato il 08 Apr 2014

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Il team di Officine IADR

“Il design? Funziona e fa ancora business perché la qualità del prodotto italiano è ancora riconosciuta e apprezzata”. Parola di Nicolò Friedman, architetto, direttore commerciale e co-founder di Officine IADR, startup innovativa selezionata su scala nazionale per partecipare al Fuorisalone di Milano, in programma dall’8 al 13 aprile.

“Una soddisfazione, un’opportunità e una scommessa” dice il giovane startupper alle prese con gli ultimi preparativi nello spazio Ventura Lambrate, dove la startup, fondata meno di un anno fa a Genova, porterà il suo prodotto di punta, il Godi. “Si tratta del primo gonio distanziometro al mondo per la rilevazione di spazi interni, inventato e brevettato da noi con la collaborazione della scuola di Robotica” spiega Friedman. “Proprio questo progetto, presentato lo scorso novembre in Triennale a Milano, ci ha permesso di entrare nel registro delle startup innovative e, da lì, siamo stati selezionati per la Targa giovani del Compasso d’oro, massima onorificenza nel mondo del design internazionale che si terrà a maggio”. Insomma, un progetto che pare destinato al successo: Godi fonde, infatti, un approccio tecnico-scientifico con creatività e interazione. E queste sono le chiavi vincenti che hanno condotto Officine IADR alla Design Week.

Creatività e innovazione, dunque, è il binomio alla base della stratup genovese costituita da un gruppo di giovani architetti, ingegneri e designer: oltre a Nicolò Friedman, fanno parte del gruppo Giuseppe Spallarossa ingegnere, presidente e capo progetti ingegneristici; Nicolò Spallarossa designer, amministratore delegato e inventore; Luca Dellepiane designer grafico e sviluppatore del concept progetto Godi; Luca Musina architetto urbanista, Simona Origone architetto e progettista. L’obiettivo è creare un vero e proprio laboratorio per pensare, sviluppare e produrre idee e servizi nel campo dell’ingegneria, dell’architettura, del design e della ricerca.

Ma che cosa fa di una startup un’impresa vincente nel settore del design? Ecco i 5 consigli che Nicolò Friedman dà alle startup che vogliono emergere in questo settore. Eccole:

  1. Analisi e ricerca: “Per arrivare a una meta bisogna conoscere ciò che ti sta intorno: per questo analizziamo il mercato, le tendenze, i gusti. Non si può operare in un campo creativo come il design senza queste conoscenze”.
  1. Multifunzionalità dell’oggetto. “Un pezzo di design può essere certamente ammirato per la sua bellezza, ma acquista un valore aggiunto se può assumere configurazioni differenti a seconda del movimento stesso che l’utente dà all’oggetto, cosa che rende il soggetto una parte attiva dell’oggetto in questione” spiega Friedman.
  1. Attenzione al concetto di tempo. “Oltre all’aspetto tridimensionale, un pezzo di design può assumere una quarta dimensione, quella temporale. Come? Giocando sui materiali e cercando di capire come l’oggetto si modifica nel tempo. Pensate al rame: con il tempo di ossida, che cosa ne resterà di quell’oggetto? Un buon pezzo di design deve contenere in sé anche questo tipo di risposte” continua il founder.
  1. Ricerca su nuovi materiali. “Mai dire no ai nuovi materiali perché possono aprire nuove frontiere. La novità, purché sia unita alla qualità, è sempre un punto a favore del buon design”.
  1. Attenzione alla tecnologia. “Oggi non possiamo produrre un pezzo di design senza sapere dove va internet e come sfruttare l’enorme potenzialità delle applicazioni tecnologiche”.

Ecco, “se una startup riesce a rispettare questi cinque punti ha buone possibilità di emergere nel mondo del design” spiega Nicolò Friedman. “Per il resto, inutile dire che servono buone idee e… soldi” conclude. Un tasto, quest’ultimo, al quale Officine IADR sta lavorando: “Cerchiamo finanziamenti per sviluppare i prototipi che saranno presentati al Fuorisalone: schiaccianoci di ultima generazione, isola-bagno, container pieghevole ed un compasso taglia-torte. Anche questi progetti saranno in mostra, tutti da guardare, tutti da studiare. Ma non è finita. Officine IADR, grazie alla partnership di Domussicilia, ha riprodotto, nel suo spazio, una caverna con oltre 300 cubi congiunti estendibili, una struttura che unisce design futuristico con la classicità del legno, da sempre materia prima della storica azienda siciliana” conclude.

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