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La storia

Io, dopo Google, torno in Italia per creare la lampada hi-tech e made in Italy

30 Ago 2016

Stefano Filipello, torinese, 27 anni, ha rinunciato a un contratto nella sede francese di Big G per inseguire il suo sogno: fare l’imprenditore. E, con l’aiuto degli artigiani piemontesi, ha creato Halos, lampada di design senza fili. In autunno il lancio su Kickstarter per raccogliere 290mila euro

Stefano Filipello, founder di Halos
“Sono ottimista, l’Italia ce la può fare”: così parlava Mark Zuckerberg ai giovani italiani riuniti all’Università Luiss per ascoltare la sua lectio magistralis. E, a quanto pare, il CEO di Facebook non è l’unico a pensarla in questo modo. Prendete un ragazzo di 27 anni che molla un posto da manager in Google Francia per tornare in Italia e creare un prodotto innovativo. Qualcuno lo definirebbe folle, altri semplicemente ingenuo. Lui, invece, parla di sogno imprenditoriale.

Questa è la storia di Stefano Filipello e di Halos, una lampada hi tech, innovativa e made in Italy. Torinese, classe 1989, Stefano studiava economia all’Università di Torino prima di trasferirsi all’estero: negli ultimi cinque anni ha vissuto un anno a Londra e quattro a Parigi, dove si è laureato in Diplôme de grande Ecole – Master of Science. Degli anni di studio ricorda: “Il giorno in cui mi sono iscritto all’università di economia avevo una sola idea in testa: fare l’imprenditore. Non sapevo bene cosa volesse dire, ma i corsi che ho seguito, i lavori e gli stage che ho scelto hanno sempre avuto lo scopo, almeno nella mia testa, di insegnarmi concetti e programmi e fornirmi contatti che un giorno mi sarebbero tornati utili per lanciare un progetto imprenditoriale”. Un’idea questa che lo accompagna anche quando, dopo un colloquio in Google Francia, viene assunto come Marketing Project Manager a Parigi. “È stata un’esperienza fondamentale nel mio percorso. Avevo già avuto un’esperienza in un’altra grande azienda, Publicis, ma Google è una realtà del tutto particolare: un ambiente giovane, dinamico, veloce, dove tutto cambia alla velocità della luce. E anche il settore marketing deve adeguarsi a questi ritmi” racconta. “È proprio in Google che ho capito due cose: che voglio fare l’imprenditore nella vita e che non voglio lavorare per una grossa azienda ma che voglio dare alla mia impresa le stessa caratteristiche di Google”.

Sei mesi fa la decisione di cambiare vita: tornare in Italia e lanciare una nuova impresa. “In Francia vivevo con due coinquilini in una classica casa parigina: gli spazi erano pochi e l’arredamento minimal. Mi mancava sempre luce sufficiente per leggere e vicino al letto non c’era nessuna presa elettrica. Da qui nasce l’idea di creare una lampada di design senza fili” racconta il founder. “L’idea è nata per risolvere il problema dell’illuminazione in casa, creando un oggetto di design che non sia un ulteriore strumento da ricaricare. Halos nasce dunque per illuminare più spazi con una sola lampada, dimenticando le prese elettriche”.

Al progetto si uniscono Giulio Niola, ingegnere classe ’87; Marco Frappina, ingegnere classe ’88 e Axel Delbrayére, designer classe ’86. Nel 2015 i quattro amici investono 2mila euro per realizzare il prototipo stampato in 3D; a gennaio del 2016 la realizzazione del primo prototipo funzionante. “Tornare in Italia con un’idea imprenditoriale non è stato semplice – continua Filipello – Abbiamo incontrato difficoltà a livello di burocrazia, decisamente eccessiva nel nostro Paese, e scarsa coerenza nelle risposte e nei tempi: se mi rispondevano ‘te lo faccio domani’ il domani era sempre un mese dopo. Abbiamo rimandato anche la costituzione della startup per i tempi lunghi e l’eccessiva burocrazia: solo di recente è stata approvata la procedura online e ora ci stiamo pensando” racconta. “Eppure, nonostante tutto, ho deciso di scommettere sul nostro Paese. Almeno per tre motivi: sono italiano e credo che in Italia sia possibile fare impresa; l’Italia è la patria del design e del made in Italy; i cluster di piccoli – medi imprenditori permettono di sviluppare progetti innovativi senza bisogno di esser

e delle multinazionali. Non a caso diverse aziende piemontesi, soprattutto artigiani, ci hanno aiutato nella realizzazione del prototipo”.

Il prossimo passo è una campagna di crowdfunding: “tra settembre e ottobre lanceremo Halos su Kickstarter. La scelta della piattaforma non è casuale: in Italia il corwdfunding ha ancora grossi limiti, mentre Kickstarter è la più grande piattaforma e quella che può dare visibilità al prodotto su un mercato internazionale. Il goal è 290mila euro: tanto è quanto ci serve per lo sviluppo del primo batch produttivo da distribuire poi in Italia, Francia e Stati Uniti. Questa cifra, però, potrebbe essere rivista prima del lancio della campagna: siamo infatti in contatto con possibili investitori e società disposte a finanziare in parte il progetto”. “Vedremo come andrà” dice ancora il giovane imprenditore. “Paura di sbagliare? Preferisco un fallimento piuttosto che il rimpianto per non averci provato fino in fondo”.

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