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Tecnologia solidale

Smart@pp, l’applicazione sulla dislessia che sviluppa la cultura digitale

05 Feb 2016

Fondazione Telecom Italia, Ministero della Salute e Miur hanno presentato il progetto “Dislessia: un approccio digitale integrato”, che dà alle famiglie la possibilità di effettuare uno screening ultra-precoce dei disturbi della comunicazione e così individuare, secondo protocolli standard, i bambini a rischio dislessia

La dislessia coinvolge in Italia circa 2 milioni di persone di cui 350.000 studenti, pari al 4,5% della popolazione scolastica. Un tema rilevante, tanto che di dislessia e tecnologia ho parlato in uno dei primi post  di questo blog, raccontando la storia di Editouch.

Il tema è tornato prepotentemente di attualità: Fondazione Telecom Italia (dal 2009 attiva con varie iniziative contro la dislessia) Ministero della Salute e Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca hanno presentato il progetto “Dislessia: un approccio digitale integrato”. Questo progetto sarà realizzato nei prossimi diciotto mesi e con Fondazione Telecom sono in campo anche l’Istituto Superiore di Sanità, l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, l’Istituto di Scienze Applicate & Sistemi Intelligenti del CNR, l’Associazione Italiana Dislessia (AID).

“Non siamo solo un’azienda che crea infrastrutture, ma anche un’azienda che sviluppa cultura digitale, fornendo le piattaforme digitali” ha detto il presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi, presentando Smart@pp, l’applicazione realizzata con l’Istituto Superiore di Sanità per l’individuazione precoce dei disturbi di comunicazione nei bambini dai 6 ai 36 mesi. Le famiglie avranno la possibilità di effettuare uno screening ultra-precoce dei disturbi della comunicazione e così individuare, secondo protocolli standard, i bambini a rischio dislessia.

La piattaforma “Dislessia online”, sarà invece il primo servizio di screening telematico del nostro Paese. Bambini in età scolare, ragazzi e adulti potranno effettuare una valutazione a distanza, elaborata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, e, se necessario, usare un percorso di recupero on line per le difficoltà di lettura e una sessione finale con verifica dell’apprendimento.

L’Associazione Italiana Dislessia, lancerà a settembre la piattaforma e-learning “Dislessia amica”, per insegnanti e operatori scolastici. L’obiettivo è “diffondere competenze metodologiche e didattiche che rendano la scuola più inclusiva per tutti” ha detto il presidente AID Franco Botticelli.  I contenuti della piattaforma saranno il risultato della sperimentazione in corso in 30 scuole, dove insegnanti e responsabili AID stanno facendo attività di ricerca sulle pratiche migliori da inserire in un “protocollo gold-standard”, che sarà veicolato dalla piattaforma.

Il progetto nel suo complesso contribuirà a creare un unico osservatorio in Italia dei dati sulla diagnosi, sulle scuole “amiche” della Dislessia, sull’utilizzo dei libri digitali e degli strumenti compensativi e sui trattamenti efficaci.

Un progetto importante, un programma ambizioso, una speranza nuova per tante famiglie e tanti studenti. Lo seguiremo nei prossimi mesi…

di Antonio Palmieri

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