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L'INTERVENTO

Se vogliamo capire il futuro del retail, guardiamo la Cina e non la Silicon Valley

di Gianluca Dettori

06 Set 2018

In Cina avanza una classe di nuovi consumatori digitali e mobile a cui corrisponde la nascita e lo sviluppo di nuove piattaforme che mescolano retail, contenuti, gaming, comunicazione, messaging, social. Hema è il concentrato di questo fenomeno: si compra solo con un click e i supermarket sono anche centri logistici

Non si parla mai abbastanza delle tech company Cinesi, aziende che stanno sviluppando modelli di business completamente nuovi e totalmente diversi da quelli nati nel mondo occidentale e nella Silicon Valley. È anche vero che è più difficile avere informazioni sul mercato digitale in Cina, chiuso dietro i firewall che lo isolano dal resto del mondo e lo rendono un’ecosistema a sé stante.

In questo Ted Talk da ‘mascella per terra’ Angela Wang – consulente di BSG sul retail in Cina – trasmette chiaramente come il retail del nuovo millennio stia nascendo in Cina più che in Silicon Valley o a Seattle. Le mega tech company Cinesi come Ali Baba e Tencent sono gruppi integrati che mescolano al loro interno retail, contenuti, piattaforme, gaming, comunicazione, messaging, social. Sono anche i principali venture capitalist Cinesi, e stanno finanziando decine di nuovi Unicorn. Queste aziende che solo pochi anni fa non esistevano sono i prossimi candidati a diventare trillion dollar companies dopo Apple e Amazon.

Tutto nasce così anche perchè la Cina sta vivendo un momento unico sulla terra che al contempo combina la nascita di una gigantesca classe media e benestante con la massiva digitalizzazione dell’economia. Tutto sta succedendo molto rapidamente: nel giro degli ultimi 5 anni, 500 milioni di consumatori hanno iniziato a comprare online in Cina. Un numero che è pari alla somma della popolazione di USA, Germania e UK messi insieme.

Ma soprattutto è una nuova generazione di consumatori che è mobile only e paga esclusivamente digitalmente. Il punto di ingresso e di uscita per ogni acquisto è lo schermo di uno smartphone.

Questo fenomeno ha implicazioni impressionanti sull’esperienza d’acquisto e il vissuto che i clienti hanno con i prodotti, ma si ripercuote anche pesantemente sulla logistica e sulla produzione stessa.

Hema è forse il condensato più avanzato di cosa questo significa. Il concetto di ‘omni-channel’ per come lo viviamo qui in Europa qui è radicalmente diverso. Non ci sono casse: acquistare da casa, dalla metro, in una sessione di chat o nel punto vendita sono esattamente lo stesso processo. Gli acquisti avvengono sempre e solo con un click sulla app o una scan del barcode al negozio.

I punti vendita sono centri logistici ed esperienziali in cui i commessi aiutano semplicemente i clienti, raccolgono la merce e completano la packing list . Ogni negozio serve un raggio di un paio di chilometri e gli ordini vengono consegnati entro 30 minuti indipendentemente dal fatto che siano avvenuti in negozio o in mobilità.

Altro piccolo dettaglio non banale: Hema è a break even.

Forse più che omni-channel questa modalità retail andrebbe chiamata in modo più appropriato uni-channel.

@                                blog dgiluz

Gianluca Dettori

È un pioniere dell'economia digitale in Italia. Oggi fa il Venture Capitalist: Executive Chairman di Primomiglio SGR. Il suo blog è dgiluz.wordpress.com

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