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OltreBanca

Come la Blockchain può sterminare la maggioranza degli avvocati (arricchendo gli altri)

di Stefano L. Tresca

20 Ago 2016

I legali sono sopravvissuti a due rivoluzioni industriali quasi senza innovarsi. Ma oggi sono uno dei primi bersagli della rivoluzione digitale. Tra contratti intelligenti e matrimoni registrati ecco gli effetti del sistema decentralizzato su professionisti e clienti

(Immagine: PubWorldMemorabilia.com)
Cosa fanno cinquemila avvocati sotto il mare? Risposta: Un buon inizio.

È una delle prime battute che ho sentito nella mia carriera da avvocato. Negli anni successivi ho ascoltato migliaia di barzellette da tutto il mondo. I colleghi americani restano i più produttivi. Non a caso negli Stati Uniti gli avvocati tendono a piazzarsi secondi nei sondaggi sulle professioni più odiate, subito dopo i venditori di auto usate (negli anni ’90) ed i politici (oggi).

La professione legale è sopravvissuta a due rivoluzioni industriali praticamente senza innovarsi. Gli avvocati di oggi utilizzano email e software di fatturazione, ma questi sono solo strumenti. Il modello di business è rimasto lo stesso: “tempo in cambio di denaro”. Un modello inefficiente che in principio fa guadagnare meglio chi è più lento.

Mentre gli avvocati mantenevano più o meno invariato il loro modo di lavorare, negli stessi duecento anni la produzione artigianale è stata sostituita da fabbriche di operai, e successivamente da catene di montaggio gestite da robot. La produzione industriale è diventata indipendente dal tempo — che è una risorsa limitata — restando legata esclusivamente agli investimenti.

Perché il mercato non ha senso dell’ironia
Da un punto di vista umano, l’artigiano ispira più simpatia di un robot. Tuttavia il mercato non ha senso dell’ironia. L’unità di misura non è la simpatia ma il ritorno sugli investimenti. La rivoluzione industriale ha sterminato gli artigiani prima, e i “collari blu” (gli operai) poi. La rivoluzione digitale si prepara ad aggredire i collari bianchi. Tra odio ed inefficienze, gli avvocati sono un bersaglio naturale.

Tra Intelligenze Artificiali e contratti abbastanza intelligenti
I due strumenti che sono destinati ad aumentare la percentuale di disoccupazione tra gli avvocati sono le Intelligenze Artificiali — che presto saranno in grado di scrivere molti contratti — e gli smart contracts” (i contratti intelligenti) — che al contrario semplificano i processi legali. Questo articolo è dedicato ai secondi, i contratti intelligenti.

Dove nasce il collegamento tra Bitcoin Blockchain e contratti
Seppure Bitcoin sia diventato famoso come moneta, l’utilizzo che mostra maggiori potenzialità è un’altro. La capacità della Blockchain di tracciare qualunque transazione nel tempo, dai pagamenti ai diplomi a tutto quello che sta nel mezzo.

La Blockchain è un “sistema decentralizzato”, condiviso da tutti i computer collegati ad Internet, perennemente pubblico e trasparente. Al contrario di un “sistema centralizzato” — interno ad una grande azienda o ad un ufficio governativo — non ha un padrone e come tale non può essere modificato senza lasciare traccia. Qui un approfondimento sul significato di Blockchain.

Banche e startup stanno utilizzando sempre più la Blockchain per tracciare pagamenti. Più recentemente gli informatici hanno iniziato ad usare la stessa tecnologia per creare “contratti intelligenti”.

Cosa sono gli smart contract
Chi come me ha iniziato a programmare in Basic (prima di diventare avvocato ero un programmatore), si ricorderà il linguaggio IF/THEN (SE/ALLORA). SE l’utente compie l’azione X, ALLORA tu computer devi reagire con l’azione Y. SE l’utente inserisce un’età inferiore a 18 anni, ALLORA tu computer non mostrare il materiale per adulti. E così via.

Un contratto intelligente si basa sullo stesso principio.

Immaginiamo che due amici scommettano su chi vincerà il campionato di calcio. Entrambi trasferiscono le somme scommesse su un conto gestito da una piattaforma di contratti intelligenti. Questa piattaforma si tiene aggiornata continuamente “leggendo ed ascoltando” la Rai, la Gazzetta dello Sport e milioni di altri fonti.

La piattaforma è artificiale. Non mangia, non dorme, non pensa. Si limita ad assorbire 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno, tutte le informazioni disponibili in rete.

La piattaforma registra la scommessa nella Blockchain, come tale non può essere modificata senza lasciare traccia.

Quando la Rai annuncia la fine del campionato, e così le altre milioni di fonti a disposizione della piattaforma, la somma viene spostata nel conto bancario del vincitore. Non c’è bisogno di avvocati o di intermediari, il giudice è artificiale, immediato e incorruttibile.

Sembra fantascienza ma è già in funzione
Ripple
— una startup di San Francisco — ha raccolto $32 milioni sono nel 2015. Il suo progetto di smart contracts (Codius) è stato sospeso l’anno successivo “perché le dimensioni del mercato sono ancora limitate”. Non perché la tecnologia non funzioni, ma perché non c’è abbastanza richiesta.

All’inizio della rivoluzione informatica, Thomas Watson — presidente dell’Ibm — aveva previsto “un mercato mondiale per forse cinque computer”. Nel non lontano 1977, il presidente della Digital Equipment Corporation confermò “Non vedo alcuna ragione per cui qualcuno voglia un computer a casa”.

Come per i computer, non è possibile fare previsioni sugli smart contracts in base agli utenti che esistono oggi. Intanto Ethereum — un’altra startup — ha lanciato la sua piattaforma di contratti intelligenti basata sulla blockchain. Mentre Ripple sembra pronta a ripartire con Codius non appena il mercato mostrerà segnali di crescita. Una cassa di $32 milioni e la nuova sede di Londra permettono parecchi esperimenti.

Molti avvocati diventeranno più poveri, qualcuno molto più ricco
Una piattaforma di contratti intelligenti può gestire un accordo in modo veloce ed incorruttibile. Non c’è bisogno di un avvocato per sostenere le proprie ragioni di fronte ad un giudice. Tuttavia, una piattaforma non è in grado di scrivere il contratto.

Non è un caso che in inglese si utilizza il termine “Intelligent” per definire le Intelligenze artificiali (Artificial Intelligence), mentre i contratti sono semplicemente “smart” (Smart Contracts, contratti astuti). I contratti intelligenti sono molto bravi ad eseguire, ma per il resto sono piuttosto stupidi.

Per questo motivo, gli investitori prevedono la nascita di un mercato di contratti Intelligenti standard scritti da avvocati. Gli utenti devono semplicemente comprare un contratto adatto al proprio caso, e caricarlo su una piattaforma che ne garantisce l’esecuzione.

Questi contratti standard saranno distribuiti da veri e propri mercati online, come oggi succede per i temi standard di WordPress, la piattaforma per creare un blog. Se dieci anni fa bisognava pagare un web designer per avere un sito web, oggi milioni di clienti si limitano a scaricare un tema standard da ThemeForest. Per colpa di questi temi standard, tanti web designer hanno perso una fonte di reddito. Tuttavia il creatore di Avada, il tema standard per WordPress più acquistato, nel momento in cui scrivo ha venduto 205.412 licenze a $59, per un fatturato totale di oltre $12 milioni. Senza considerare che i clienti che vogliono continuare a ricevere gli aggiornamenti pagano una somma ulteriore di circa $23 all’anno.

Gli avvocati non sono web designer, ma la natura umana non cambia. I primi avvocati che si adatteranno potranno liberarsi dalla schiavitù del “tempo in cambio di denaro”. Un contratto standard, una volta realizzato, può essere scaricato da un cliente o un milione di clienti senza alcun lavoro ulteriore.

Il primo matrimonio registrato sulla Blockchain
Il 2 Novembre 2015, Zach LeBeau e Kim Jackson sono stati la prima coppia della storia a registrare il proprio matrimonio sulla Blockchain con tecnologia smart contract, rendendo il dato pubblico e immodificabile. Non conta che il motivo sia stato il vero amore o la voglia di protagonismo (probabilmente un mix tra i due). Quando una nuova tecnologia inizia ad essere collegata alle passioni, quello è il momento in cui gli investitori preparano il libretto degli assegni.

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Questo è il terzo articolo di una serie dedicata al futuro del fintech ed in particolare alla blockchain. Puoi leggere ogni articolo autonomamente su EconomyUp.

  1. Fintech, il futuro è incominciato. Bitcoin, blockchain e banche
  2. Fintech tra blockchain, archivi segreti e lotta alla corruzione
  3. Come la Blockchain può sterminare la maggioranza degli avvocati (arricchendo gli altri)

(Articolo aggiornato al 20 agosto 2016)

Stefano L. Tresca

Vive dal 2010 a Londra dove è membro fondatore di Level39, il più grande acceleratore al mondo di startup fintech. Il suo ultimo libro è "Future Cities", Amazon bestseller.