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Scenari economici

Brexit, perché Uk ha scelto il “leave” e cosa si rischia ora

24 Giu 2016

Le previsioni sulla permanenza del Regno Unito nell’Ue sono state sbagliate perché le considerazioni ideologiche ed etniche hanno prevalso su quelle economiche. Ora le spinte alla disintegrazione di Gran Bretagna e Ue aumenteranno e a livello economico-finanziario regnerà a lungo l’incertezza

We take care of our own (Bruce Springsteen)

Scrivevo in un pezzo del 28 aprile scorso, “Niente Brexit, siamo inglesi: perché al Regno Unito non conviene lasciare la Ue” che il risultato del referendum era ovvio, e lasciavo anche intendere tra le righe che la vittoria sarebbe stata di dimensioni comparabili a quella ottenuto dal remain nel referendum del 1973, quando due terzi degli aventi diritto al voto si espressero a favore della permanenza. Di più: ieri, giovedi 23 giugno, ho scritto il pezzo che avrei pubblicato oggi, venerdì 24, debitamente ‘ripulito’, a vittoria confermata. E adesso debbo scriverne un altro. Ben mi sta. Perché?

1. Perché ho sbagliato previsioni/1. Essenzialmente ho sbagliato perché ho ragionato da economista o, meglio, perché ho assunto che i cittadini britannici avrebbero dato molto peso alle considerazioni economiche, cioè alle perdite economiche che avrebbero subito (subiranno) con la sconfitta del remain. Non glielo hanno dato. Il che sta a dimostrare che ho sottovalutato drammaticamente il ruolo che avrebbero (hanno) avuto le considerazioni ideologiche, l’appartenenza etnica, la paura del confronto. Drammatico. Scrivevo che il popolo è conservatore: errato, il risultato di questo referendum dice che il popolo è reazionario, che vuol tornare allo status quo ante.

2. Perché ho sbagliato previsioni/2. In secondo luogo ho sbagliato perché ho dimenticato i miei studi di scienze politiche, dai quali avevo imparato che le élite politiche sono indispensabili per far funzionare un sistema a democrazia rappresentativa. Pensavo che il ruolo delle élite fosse diminuito nel tempo, che l’aumento di istruzione, di reddito pro capite, il miglioramento delle condizioni di vita in generale, avessero prodotto capacità di analisi e livelli di coscienza crescenti, elevati al punto da avere il sopravvento sugli istinti tribali. Errore, quel ruolo è cruciale oggi come trent’anni fa. La miseria delle élite politiche europee, e in questo caso di quella britannica in particolare, sono la causa profonda di questo risultato di oggi.

Pensieri su ciò che avverrà

Spinte alla disintegrazione della Gran Bretagna
Questo è uno dei problemi che in questo momento mi preoccupano di più. Il voto pro-remain è stato forte a Londra, in Irlanda del Nord, in Scozia. Le spinte centrifughe entro la Gran Bretagna saranno forti, e qualcuno parla già di una Gran Bretagna ridotta a un’unione tra Midlands, ovvero le zone centrali al di sopra di Londra, e Galles. Allo stesso tempo, in Irlanda del Nord lo Sinn Féin ha già chiesto un border poll di avvicinamento all’Irlanda, paese fortemente pro-Ue. E sembra che la Scozia voglia rimettere sul tavolo la questione del proprio referendum sull’uscita dal Regno Unito. In tutto questo, il grande statista David Cameron si dimette: élite politiche miserabili, appunto.

►Spinte alla disintegrazione dell’Unione
La destra francese, quella olandese, quella italiana hanno già annunciato che “adesso è il nostro turno”. E basta guardare ai governi in carica in quei Paesi per farsi venire la pelle d’oca. Leggo che il governo tedesco, immagino per bocca del suo ministro agli Affari europei, ha convocato un incontro urgente dei rappresentanti dei sei paesi fondatori della Comunità Economica Europea (Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Olanda, trattato di Roma del 1957). Bene, questo mi incoraggia. Certo, non rassicura il fatto che l’incontro sia riservato ai sei fondatori, come che questi fossero i depositari della fede, quelli che possono dare l’interpretazione autentica del disegno dei padri fondatori. Del resto, con le spinte xenofobe e separatiste tanto forti in tanti paesi, forse è bene tenere i loro governi fuori da questo primo ‘abboccamento’. Non so, occorre rifletterci.

Instabilità finanziaria
Della estensione e pervasività della volatilità che vedremo nei prossimi giorni, settimane, probabilmente mesi e anni stiamo avendo un assaggio già in queste prime ore. Il dollaro Usa e l’oro tornano punti di riferimento di mercati alla ricerca di sicurezze, e il decennale tedesco passa per la prima volta a pagare un rendimento negativo. Si sta rifuggendo da sterlina inglese e da azioni e obbligazioni britanniche, ma si sta rifuggendo anche da quasi tutto ciò che è europeo, e in particolare dalle emissioni di governi dei paesi ‘periferici’ quali Grecia e Italia e dalle azioni delle imprese ivi localizzate.

di Fabio Sdogati

  • JJW

    Si fa solo del terrorirsmo non giustificato. La Svizzeta ed il franco Svizzero insegnano. La convivenza sociale ed economica si fanno mediante accordi e non imposizioni da un’istituzione che pensa solo alla teoria dei vaso comunicanti.
    Bravi gli inglesi ad avere avuto coraggio e non essere caduti nella trappola o nella ghigliottina di Bruxelles.

  • Franko

    Letto con molto interesse ma sono parole che cercano di sviare, colpevolizzando un voto popolare sentito e frenato, per arrivare a che scusate ? L Europa della CEE funzionava e non male solo perché la politica ogni uno se la faceva a casa propria, ora abbiamo un esercito degli stessi parassiti ma decentrati ed imprendibili… prima un bel repulisti ogni uno a casa propria poi vedremo… bravissimi inglesi… anche io voglio poter dire NO !!!

  • Lotti

    Auspicavamo un’Europa unità e non c’è l’abbiamo fatta.ora a ognuno il suo disastro!

  • Ega Ito

    Non avendo scelto l’euro erano già con un piede fuori. Il fenomeno hooligans li inquadra come tribali, presuntuosi ed arroganti.

  • Brunos

    Bellissimo

  • Anonimo

    Carissimo Fabio, ti aspettavo con ansia perchè un conoscitore come te di popoli doveva sperare in un IN UE . Il Popolo di economia e monete non mangia ! Lo sai bene tu che vivi anche in Grecia . Non citi la Merkel e Putin che credo invece siano attori futuri di nuove disgrazie .
    Sai bene che il Popolo è come i cani buoni prendono un sacco di legnate e pedate nel c…. ma ad un certo momento mordono anche il padrone armato di bastone . Ma che Europa è questa ??
    Forse gli Inglesi faranno dietro front in qualche modo , ma rimane sempre un forte rigetto della UE così come l’abbiamo vista fino ad ora partendo da quel bischero di Prodi alla Merkel. Povero Draghi
    Un abbraccione e buone vacanze
    Romeo

  • Brexitsiamonoi

    Abbiamo visto e sentito nei giorni scorsi una profusione di discorsi legati alla Brexit. Quello che non si è voluto ascoltare da.parte dei governi e il sentimento di pancia. Vedere ogni giorno torme di zombies riversarsi in casa nostra non trovare che disoccupazione in giro ,nessuna certezza è nessuna prospettiva per il futuro dei figli.

  • Il Ras

    Se si vota come dice lei è democrazia invece se non lo si fa è populismo?
    Lei ha intervistato un campione statisticamente rilevante di britannici? Hanno parlato di appartenenza etnica?
    Non la sfiora il pensiero che siano state proprio le condizioni economiche ad indirizzare l’esito del voto? Non ritiene che in UK siano più informati di noi? Non andiamo ripetendo da anni che l’informazione lì è affidabile ed indipendente mentre qui no?

  • Il Ras

    Fare il gioco della Germania è collaborazionismo.
    Hitler non torna sempre coi baffetti, il cingolato ed il braccio teso.
    Svendere il proprio paese con dolo sarebbe da fucilazione, in tempo di guerra.
    Farlo per colpa (negligenza: bisognerebbe studiare un pochino e non fossilizzarsi sulle quattro idee stantie che si hanno da secoli) è perdonabile ma è auspicabile un ravvedimento perché ne vanno di mezzo milioni di famiglie, coraggio professore.

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