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Apriamo subito un sito ufficiale per segnalare le fake news sul coronavirus



Ho proposto al premier e ai ministri Speranza e Boccia di aprire un mini-sito certificato dal Governo dove raccogliere e sbugiardare tutte le fake news sul coronavirus che circolano in questi giorni. Ecco come dovrebbe funzionare. Con la collaborazione di tutti

di Antonio Palmieri

11 Mar 2020


Photo by Matteo Fusco on Unsplash
Fake news e coronavirus, un’emergenza nell’emergenza. Alzi la mano chi in questi giorni convulsi non ha ricevuto messaggi o audio con indicazioni più o meno mirabolanti su come affrontare il coronavirus. A me è capitato tantissime volte. Prima di inoltrare ho sempre fatto indagini e chiesto a persone competenti. Erano sempre bufale!
Da qui la mia proposta al premier e ai ministri Speranza e Boccia: aprite una pagina online dove raccogliere e sbugiardare tutte le fake news sul coronavirus che circolano in questi giorni. Sarebbe molto utile per tutti i cittadini.
Se dipendesse da me, la attrezzerei così: un mini-sito certificato dal governo, dove ogni cittadino possa:
a) controllare se il messaggio che gli è arrivato è già nella lista delle bufale
b) segnalare un messaggio ricevuto e chiedere una verifica della sua autenticità
La risposta deve arrivare al segnalante entro 24/48 ore e insieme viene pubblicata online.
Per la verifica della autenticità, si possono “arruolare” i virologi famosi come Burioni, personalità come il presidente dell’Istituto superiore di sanità, cacciatori di bufale esperti come David Puente e Paolo Attivissimo; si può valorizzare il contributo di realtà già attive, come dottoremaeveroche.it oppure Pagella Politica o anche Bufale.net;  si possono poi coinvolgere docenti e realtà universitarie come propone Stefano Epifani, associazioni come I Copernicani o Parole O Stili e via dicendo. Credo proprio che tutti sarebbero contenti di dare una mano.
A ciascuno di loro, si gira un solo messaggio per volta, così non li si intasa di richieste, e si attende la risposta.
Naturalmente si deve dare la massima diffusione a questa iniziativa, chiedendo spazi a tutti i media e collaborazione agli over the top. Credo potrebbe funzionare.
L’era digitale impone di cambiare molte modalità di azione e il tempo del coronavirus anche. Oggi dobbiamo bloccare non solo il contagio del virus, ma anche l’infodemia, cioè il contagio che viene dalla tante fake news sul coronavirus che ogni giorno circolano on line.
Forza! Restiamo a casa ma diamoci da fare…
Antonio Palmieri

Antonio Palmieri, milanese, esperto di comunicazione, deputato. Da quando c'è Internet sono curioso della Rete. Dal 2002 cerco di valorizzare le possibilità che il digitale offre per una vita migliore