Banche e Criptovalute: Goldman Sachs acquista un exchange Bitcoin per 400 milioni di dollari | Economyup
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    OltreBanca

    Banche e Criptovalute: Goldman Sachs acquista un exchange Bitcoin per 400 milioni di dollari

    di Stefano L. Tresca

    28 Feb 2018

    La più grande banca d’affari al mondo, tramite una società sulla quale ha investito e che sostiene (Circle), ha acquisito per 400 milioni di dollari Poloniex, exchange storico di Bitcoin. Obiettivo: ottenere una posizione dominante nel mondo delle cryptocurrency. Nonostante il direttore degli investimenti parli di “bolla”..

    Dopo averci raccontato per anni che le criptomonete elimineranno le banche ed i poteri forti, i media iniziano ad accorgersi che questo scontro in realtà non c’è mai stato.

    Proprio in questi giorni, Goldman Sachs, la più grande banca d’affari al mondo, ha acquisito per $400 milioni Poloniex, uno degli exchange storici del mondo Bitcoin — una Borsa d’Affari dove gli utenti comprano e vendono Bitcoin, Ethereum ed altre criptovalute, ma anche dollari, euro e valute tradizionali.

    L’acquisizione di Poloniex arriva tramite Circle, startup finanziata e sostenuta da Goldman Sachs, che offre servizi di pagamento e di brokeraggio legati alle cryptocurrencies.

    Intanto, il direttore degli investimenti di Goldman Sachs avvertiva le masse su giornali come Business Insider e su TV come MSBC che “Bitcoin è sicuramente una bolla ed Ethereum lo è anche di più”. Queste interviste non sono state rilasciate lo scorso anno, e neanche lo scorso mese, ma proprio la stessa settimana in cui il gruppo investiva quasi mezzo miliardo su Poloniex.

    Goldman Sachs è una grande azienda ed i centinaia di direttori hanno diritto ad opinioni diverse. Il discorso opposto è altrettanto vero. Quando il direttore degli investimenti di Goldman Sachs definisce il Bitcoin “una bolla” parla a titolo personale. La maggioranza dei suoi colleghi potrebbero pensare esattamente l’opposto. I lettori sono avvertiti.

    Anche se è un Exchange storico, Poloniex in realtà non se la cava benissimo: ha “in pancia” milioni di Tethers, dei Token che dovrebbero rappresentare un equivalente valore in dollari ma che una larga parte della comunità Bitcoin considera una truffa simile ad uno Schema Ponzi. I suoi voti sono terribili: 1.8 stelle su 5 su Crypto Compare, uno dei più famosi magazine on line che trattano di cryptomonete.

    Circle, l’azienda del gruppo Goldman Sachs che ha acquistato Poloniex, invece è un gioiello. È un nuovo modello di banca che fornisce tra gli altri Circle Pay, un sistema di pagamento che utilizza la Blockchain, e Circle Trade, un servizio di brokeraggio dove è possibile acquistare facilmente Bitcoin, Ethereum ed altre cryptomonete.

    L’unico servizio che mancava a Circle, ed a Goldman Sachs, era una Borsa dove gli utenti potessero scambiare cryptomonete con dollari ed euro. Da oggi hanno Poloniex.

    Circle gestisce e negozia 2 miliardi di dollari al mese ed il suo amministratore Jeremy Allaire è descritto da Fortune come il Mark Zuckerberg della finanza.

    Così come Mark Zuckerberg non si è limitato a creare un social network per le università ma un sistema organico che vuole gestire tutti i nostri rapporti sociali, allo stesso modo Jeremy Allaire non ha semplicemente creato una nuova banca che utilizza la Blockchain ma un sistema finanziario completamente diverso e moderno che vuole inglobare tutti gli aspetti legati alla nuova finanza.

    Può sembrare strano che Goldman Sachs abbia deciso di colpo di investire nelle cryptomonete, un settore che — almeno ufficialmente — tutte le grandi banche considerano estremamente rischioso, probabilmente una bolla e sicuramente un po’ nerd. Ma in realtà Goldman Sachs è parte di Circle già dal 2016, e tra i suoi soci ci sono Baidu, il più importante motore di ricerca cinese, e Jim Breyer, uno dei primi investitori di Facebook. Chi sostiene che il Bitcoin è solo una bolla destinata a sparire entro pochi anni ha qualche elemento su cui riflettere.

    Gli Antichi Romani dicevano “Pecunia non olet” – il denaro non ha odore. Le banche d’affari USA come Goldman Sachs e le società tecnologiche Cinesi come Baidu seguono una filosofia antica: non è importante che il denaro sia crypto o tradizionale, quello che conta è farne tanto ed essere in posizione dominante sul mercato, presente e futuro.

    Per adesso le alternative al sistema bancario nate dal basso e che utilizzano la Blockchain sono ancora agli inizi.

    Babb una startup di Londra ha raccolto $20 milioni da circa 10.000 persone, per creare una piattaforma bancaria destinata ai piccoli risparmiatori — con particolare attenzione alle economie emergenti ed ai 2 miliardi di persone che oggi non hanno un conto in banca (per trasparenza: chi scrive è uno degli investitori nel primo round di Babb).

    D’altro canto Circle di milioni ne ha raccolti $136 e vuole diventare la banca del futuro. La Blockchain che secondo molti avrebbe spazzato via il sistema bancario, sta diventando sempre più spesso una alleata delle banche o addirittura controllata dalle banche. Almeno da quelle banche più astute come Goldman Sachs.

    Le banche italiane sino ad oggi non sembrano essere altrettanto attive.

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    Immagine: The Wolf of Wall Street

    Stefano L. Tresca

    Vive dal 2010 a Londra dove è membro fondatore di Level39, il più grande acceleratore al mondo di startup fintech. Il suo ultimo libro è "Future Cities", Amazon bestseller.

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