Social Self Driving, da un ex ingegnere Ferrari l'auto driverless con lo stile di guida del conducente - Economyup

GUIDA AUTONOMA IN ITALIA

Social Self Driving, da un ex ingegnere Ferrari l’auto driverless con lo stile di guida del conducente



Social Self Driving, startup creata da Luigi Mazzola, sta sviluppando un sistema in grado di registrare lo stile di guida del conducente, o scaricare quello di un pilota, e farlo riprodurre sulle auto a guida autonoma. Ecco come funziona

05 Ago 2021


Un’auto a guida autonoma che guida come faresti tu (o qualcuno più bravo). È questa l’idea alla base di Social Self Driving, startup creata dall’ex ingegnere Ferrari Luigi Mazzola, che sta sviluppando un sistema in grado di registrare lo stile di guida del conducente e di farlo riprodurre sulle auto a guida autonoma.

Queste speciali auto senza conducente saranno programmate per guidare con lo stile del proprietario o di una pilota professionista, scegliendolo tra il catalogo dei profili registrati, con la possibilità di condividere, scaricare o acquistare online i profili di guida dei propri idoli.

Il progetto inizierà nelle prossime settimane il primo round di finanziamento ed entrerà in fase di sviluppo, forte anche di un brevetto esclusivo.

Cosa fa Social Self Driving

Social Self Driving è una startup innovativa completamente italiana nata da un’intuizione dell’ingegner Luigi Mazzola – dopo 20 anni nella scuderia Ferrari con 14 mondiali vinti, ora executive coach, trainer aziendale e imprenditore – e dei suoi due co-fondatori, Francesco Zanazzi e Guido Ciapponi.

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Si tratta di un sistema di registrazione e profilazione dello stile di guida del conducente di un veicolo, che consente di replicarlo successivamente, impostandolo come stile di guida da eseguire per un mezzo a guida autonoma o semi autonoma. In pratica su di un’auto a guida autonoma si potrà impostare un profilo corrispondete ad uno stile di guida personalizzato, potendolo anche condividere con altri utenti attraverso un’apposita piattaforma cloud.

Il sistema è in grado di apprendere lo stile di guida del proprietario: ad esempio il suo modo di affrontare le curve, il suo modo di posizionarsi sulla carreggiata, la gestione del cambio marce e similari. Questi aspetti vengono registrati e il software è in grado di memorizzarli.

Lo stile di guida, una volta memorizzato, viene profilato e potrà essere poi replicato, ovvero impostato come stile di guida nel mezzo a conduzione autonomo e semiautonomo. Mezzo che dunque procederà seguendo lo stile del guidatore. Insomma, con questo sistema ci sarà la possibilità di far apprendere al proprio veicolo lo stile di guida dell’utilizzatore e di farglielo replicare.

Non solo. La grande novità di questo progetto è che gli stili di guida memorizzati nel software potranno essere poi condivisibili all’esterno, permettendo di renderli utilizzabili da altri utenti su altri mezzi dotati dell’app “Social Self Driving”. Sarà dunque possibile creare un marketplace (un negozio virtuale) in cui case automobilistiche, piloti professionisti, istruttori di guida sicura, automobilisti esperti e personaggi pubblici possono commercializzare i propri programmi di guida personalizzati, i propri profili di guida.

“Con Social Self Driving possiamo personalizzare la nostra auto a guida autonoma ed insegnarle a comportarsi come se alla guida ci fossimo noi. Oppure potremmo farle replicare lo stile di guida del nostro idolo” spiega l’ingegner Luigi Mazzola, “e case automobilistiche, piloti professionisti, istruttori di guida sicura, personaggi noti e social influencer possono creare e rivedere i propri programmi di guida personalizzata e promuoverli direttamente in “Social Self Driving” per il download immediato nel sistema, come un’App qualsiasi”.

Social Self Driving, come funziona il sistema

Il sistema si appoggia alle dotazioni hardware e software già normalmente presenti su veicoli con differenti livelli di guida assistita o autonoma (sensori di angolo di sterzo, di coppia applicata allo sterzo, di velocità di sterzata, di azione sui pedali di acceleratore e freno, di angoli di imbardata, rollio e beccheggio, di accelerazione laterale e longitudinale) e li va ad integrare.

Ai sensori si aggiunge il software di elaborazione dei segnali visivi, sonar e radar che permette a questi veicoli di comprendere la situazione ambientale circostante. Attraverso la registrazione dei dati effettuata su questi sensori, viene profilato uno stile di guida, che potrà essere impostato come stile di guida del mezzo.

Un sistema per rivoluzionare il mondo della guida autonoma

Secondo uno studio condotto dalla società internazionale di consulenza McKinsey & Company, nel 2030 il 15% delle nuove immatricolazioni sarà rappresentato da auto a guida autonoma e il 55% da vetture a guida semi autonoma. Secondo lo studio nel 2030 vi saranno complessivamente 200 milioni di auto autonome o semi autonome circolanti nel mondo.

“Sebbene il pubblico stia cominciando, poco alla volta, ad abituarsi all’idea di muoversi su auto a guida autonoma” dice Francesco Zanazzi, co-fondatore, “la loro completa accettazione è ancora molto lontana e questo rappresenta un potenziale problema per le case automobilistiche che vi stanno investendo. Siamo convinti che la possibilità di interagire maggiormente con queste vetture permetterà di conquistare rapidamente un grande consenso tra i potenziali acquirenti”.

“Social Self Driving,” aggiunge Guido Ciapponi, co-fondatore “è stata pensata per essere anche un grande strumento di Fan Engagement. I brand, le case automobilistiche, i team e personaggi sportivi, oppure ancora chiunque nel mondo dello spettacolo abbia la necessità di consolidare la relazione emozionale con il proprio pubblico di appassionati, potrà beneficiare di questo grande mercato che sta per nascere”.

Il sistema è stato brevettato il 22 aprile 2021 e la startup inizierà presto il primo round di finanziamenti per partire con lo sviluppo.